I Comuni capoluogo d’Italia bloccano oltre 33 miliardi di euro di pagamenti. Tecnicamente si chiamano residui passivi, nella realta’ sono spese gia’ impegnate che non sono state ancora onorate. Ed e’ Roma l’amministrazione con i maggiori ‘arretrati’, con un importo, al 31 dicembre 2009 (ultimo dato disponibile), di 6,26 mld di euro.

Seguono Milano (3,85 mld) e Napoli (3,39 mld). E’ quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre.

In termini procapite, invece, il Comune meno virtuoso e’ quello di Avellino, con un ammontare complessivo di pagamenti non effettuati pari a 3.754 euro. Segue Carbonia con 3.622 euro, Salerno con 3.608 euro e, al quarto posto di questa speciale classifica, Napoli con 3.529 euro. “In una fase di grave crisi economica – conclude Bortolussi – mettere in pagamento oltre 33 miliardi di euro sarebbe una boccata di ossigeno non indifferente per migliaia e migliaia di piccole imprese. Se in questa elaborazione abbiamo analizzato solo la situazione dei Comuni capoluogo di Provincia, in capo ai Comuni non capoluogo stimiamo vi siano altri 7 mld di pagamenti non erogati. Infine, non dimentichiamo che ci sono altri 35/40 mld di euro di crediti che le imprese avanzano dalle Regioni in materia di sanita’, sempre a causa dei vincoli previsti dal Patto di stabilita’. Per questo e’ urgente che il Governo intervenga subito e, in sede di approvazione della manovra bis, riveda questa situazione per il bene delle piccole imprese e dei loro occupati”.

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