Comunali a Cesa: i veri motivi della straripante vittoria di Guida, le cose fatte e gli avversari sprovvisti di politica

di Mario De Michele
Che l’impresa di Giuseppe Fiorillo fosse praticamente impossibile era ben noto a tutti. Nemmeno Hulk sarebbe riuscito ad abbattere il sistema di potere costruito da Enzo Guida negli ultimi 11 anni. Figurarsi il tranquillo leader di Cesa in Comune che non diventa verde neppure se si fa di tutto per farlo incavolare e che non avrebbe mai usato le maniere forti per sconfiggere il suo avversario. Sarebbe però un grave errore se si riconducesse la nettissima vittoria del sindaco uscente esclusivamente alle leve gestionali di Guida e company. Se la matematica non è un’opinione, e non lo è, il distacco tra i due aspiranti primi cittadini è di quasi 1.500 voti. La fascia tricolore in carica ha ottenuto il 62,40%, mentre Fiorillo si è fermato al 37,60%. La lista Solo Cose Belle ha incassato 3.766 preferenze, laddove Cesa in Comune ha messo in carniere 2.269 suffragi. L’esito delle urne appare ancora più clamoroso se si confronta con le precedenti elezioni, quando il gap tra il sindaco uscente e Ernesto Ferrante fu di poco più di 400 voti che in percentuale si tradusse nel 54% per Guida e nel 46% per il suo rivale. Lo straripante successo di Guida e del suo team segnala un “sentiment” popolare che non va archiviato con sufficienza o con alibi liquidatori. Gli elettori hanno scelto la continuità politico-amministrativa anche perché soprattutto nell’ultimo quinquennio di “cose belle” ne sono state davvero realizzate.

L’ingresso del Parco della Legalità

IL PESO DELLE GRANDI OPERE
Il Parco della Legalità, una splendida area attrezzata di 8mila metri quadrati, è stata la cartina di tornasole di un’amministrazione che ha saputo programmare e attuare progetti di indiscutibile importanza. L’apertura di una struttura che senza tema di smentita è il fiore all’occhiello sia in provincia di Caserta che in Campania, ha spostato un bel po’ di voti sulla bilancia elettorale di Guida. Certo, è una scelta sbagliata aver concesso il Parco Avventura, che sarà a pagamento, e il bar ai privati con un canone di partenza di 5mila euro all’anno. Ma resta il fatto, visibile a tutti, che si tratta di un’opera pubblica per la quale bisogna dare atto agli amministratori di aver svolto un ottimo lavoro. Un altro intervento che ha orientato l’opinione pubblica verso Guida e la sua lista è sicuramente il restyling di piazza De Michele con l’abbattimento del Palazzo D’Ettore, un rudere in pieno centro storico. Anche in questo caso la sospensione dei lavori da parte della Soprintendenza non depone a favore del sindaco ma si tratta di uno stop che prima o poi, si spera prima, verrà superato. Per cui il rifacimento della piazza e di villa Aldo Moro sarà un altro prestigioso risultato targato Guida. Sulla raccolta differenziata va dato atto al rieletto assessore all’Ambiente Alfonso Marrandino di averla portata a percentuali altissime, spesso quasi al 75%. Mica è poco.

Enzo Guida durante un comizio

BUONI E CATTIVI E I RISULTATI RAGGIUNTI
Se ci spostiamo sull’ordinaria amministrazione va riconosciuto alla squadra di governo di aver reso Cesa una città con strade pulite e senza voragini, con una puntuale segnaletica orizzontale e verticale, con una capillare illuminazione pubblica, con un buon sistema di videosorveglianza e via dicendo. Per non tacere del parcheggio in via Parroco della Gala, che seppur piccolo è molto utile per la sosta. Si è lavorato bene anche sul fronte delle politiche sociali. Basta ricordare la sinergia con l’associazione “La Casa del Sole”, animata dal lodevole impegno di Rino De Michele e nata grazie all’attivismo di volontari e famiglie. Vanno segnalate le iniziative a favore dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico. C’è stata attenzione verso gli anziani e le fasce sociali più deboli. Che poi questo settore sia diventato anche un fertile terreno elettorale è un’altra storia. In questa occasione stiamo cercando di abbozzare un ragionamento sul consenso popolare nei confronti di Guida & co. che non può essere ridotto soltanto a pratiche clientelari e a metodi antidemocratici, come invece affermano i suoi avversari. In 11 anni e in particolare nell’ultimo quinquennio il sindaco e le sue amministrazioni si sono dati da fare per migliorare la città. Dire il contrario vuol dire negare l’evidenza. E chi nega la realtà, oltre a vivere in un mondo tutto suo, non riesce a comprendere fino in fondo i motivi di una sconfitta, sì annunciata, ma non di queste proporzioni. Additare i rivali come “un male assoluto imbattibile” è un modo semplicistico per indagare le ragioni di una debacle inattesa e catastrofica. In primis perché la logica manichea della suddivisione tra “buoni” e cattivi” è la brutta copia della narrazione “originale” di Guida. In secundis perché non è assolutamente vero che tutti i “buoni” stavano con Fiorillo e tutti i “cattivi” con il sindaco uscente. In terzo luogo perché la categoria dei “buoni” e dei “cattivi” appartiene alla morale, non alla politica. E se la morale sfocia spesso in moralismo il mancato utilizzo degli attrezzi politici determina sempre disastri elettorali. A differenza di Cesa in Comune, la lista Solo Cose Belle ha utilizzato morale e politica, ovvero un mix di propaganda moralistica e di fatti politico-amministrativi concreti e sotto gli occhi di tutti.

La sede di Cesa in Comune

SENZA POLITICA SI PERDE A VITA
Il Guida style non ci piace, si sa, anche perché il sindaco non riesce a cogliere la distinzione democratica tra potere e strapotere. Ma oltre alle boutade pubblicitarie, tra cui spiccano “la coltivazione di solo cose belle” e quella ridicola sull’odio e sull’invidia degli avversari (se uno odiasse e invidiasse Guida starebbe messo davvero malissimo), il primo cittadino uscente ha basato la sua nuova proposta politica e amministrativa sui risultati raggiunti nei suoi 11 anni di mandato. E ha messo sul tavolo tanti progetti positivi e numerose iniziative apprezzabili. È questa una delle ragioni principali della debordante vittoria di Guida. Cesa in Comune e Fiorillo hanno indicato una strada nuova senza però avere le carte necessarie per convincere gli elettori a cambiare percorso. Al netto dei tanti coni d’ombra, Guida aveva qualche poker e in alcune mani anche una scala reale. Per convincere i cittadini a cambiare la strada vecchia con la nuova sarebbero serviti un paio d’anni in cui Cesa in Comune avesse lavorato per la crescita del territorio, si fosse occupata delle periferie, avesse incalzato l’amministrazione in carica sui problemi irrisolti e urgenti, avesse denunciato le storture del sistema di potere. Insomma avrebbe dovuto fare politica. Che non si mette sul tavolo in campagna elettorale ma nei 5 anni antecedenti al voto e nei 5 anni successivi alle elezioni. Come si faceva un tempo. Come si è sempre fatto. E come si dovrebbe ritornare a fare.

 

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