di Mario De Michele
Non solo non sfonda sul piano elettorale, com’era invece nelle previsioni della vigilia anche per il colpo di mano, a tutti gli effetti una sorta di golpe amministrativo, del Puc approvato a 6 giorni dal voto, ma Michele Apicella batte di un soffio Michele Griffo senza poter contare neppure su una chiara e consistente maggioranza nel nuovo consiglio comunale di Trentola Ducenta. Una vera e propria “vittoria “mutilata”, per citare una definizione storica, che non consente al sindaco rieletto né di brindare né di stare sereno per il futuro della sua coalizione. Con 6.403 voti pari al 50,96% Apicella supera Griffo di appena 241 preferenze, peraltro perdendo un po’ ovunque nel centro della città. L’ex sindaco infatti incassa ben 6.162 voti che tradotti in termini percentuale corrispondono al 49,04 % dei suffragi. Uno scarto minimo dovuto al boom di consensi ottenuto da Apicella a Ducenta.

CONSIGLIO COMUNALE SPACCATO A METÀ
Ma il dato più interessante sul piano politico, che avrà significative e imprevedibili ripercussioni sulla squadra di governo, è che le liste le 6 liste in appoggio ad Apicella non hanno raggiunto superato la soglia fatidica del 50% + 1 dei voti validi, fermandosi al 49,60% grazie a un totale di 6.008 preferenze, come si evince dai risultati definitivi presenti sul sito del ministero dell’Interno. In questo caso non scatta il premio di maggioranza del 60% a favore dello schieramento del candidato sindaco vincente ma i 16 seggi in consiglio vengono assegnati in modo proporzionale in base al metodo d’Hondt. Poiché che uno scarto minimo tra le due coalizioni, che si sono divise di fatto la metà delle preferenze, sicuramente 8 consiglieri andranno alle liste collegate ad Apicella e altrettanti 8 membri dell’assise andranno alle liste di Griffo. Sed lex, dura lex. È inutile affidarsi alle proiezioni di Eligendo. Stavolta non sarà come il Puc. I seggi verranno assegnati dalla Commissione elettorale provinciale. Non ci saranno colpi di mano.

APICELLA SENZA MAGGIORANZA
In buona sostanza nel nuovo civico consesso non c’è una maggioranza. Per arrivare a 9, quindi per far passare le delibere e i provvedimenti portati al vaglio dell’aula, sarà indispensabile il “sì” del sindaco Apicella, che può partecipare alle votazioni consiliari. Ma anche un infante capirebbe che nessuno dei consiglieri di maggioranza potrà prendersi un raffreddore o avere impegni personali perché altrimenti in assise le proposte della giunta e le altre misure verrebbero bocciate. Ecco perché si tratta di una vittoria politica “mutilata”. Ed ecco perché l’esito delle elezioni prefigurano scenari imprevedibili. Per Apicella sarà quasi impossibile governare, in quanto alla mercè dei suoi consiglieri e delle rispettive liste. Ogni membro dell’assise avrà un potere contrattuale fortissimo. Le richieste dei vari schieramenti saranno diktat più che proposte politiche su cui confrontarsi.
SI GOVERNERÀ SUL FILO DEL RASOIO
Non si è verificata la cosiddetta situazione dell’anatra zoppa, perché in assise Apicella ha i numeri per andare avanti, 8 più il suo, ma si tratta di una maggioranza risicatissima che potrebbe traballare ad ogni stormir di foglia. Nei mesi estivi il vento è debole, quasi assente. Già in inverno spira la tramontana proveniente da nord e il maestrale da nord-ovest, alternati allo Scirocco da sud-est e al Libeccio da sud-ovest. L’anatra non è zoppa ma sicuramente non gode di buona salute.





