“L’attuazione dell’autonomia in materia di sanità viola il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini nel diritto alla tutela della salute e affosserà definitivamente il Servizio Sanitario Nazionale nelle regioni del Sud e nelle aree più fragili del Nord”. Lo ha affermato oggi nel suo intervento in aula la Senatrice M5S Vincenza Aloisio. “La sperimentazione del modello di gestione regionale della sanità è fallita, lo ha dimostrato drammaticamente anche l’esperienza della pandemia, evidenziando il solco tra Nord e Sud e anche tra le stesse regioni del Settentrione. La tutela della salute va rimossa dalle materie su cui le Regioni possono richiedere il trasferimento delle funzioni da parte dello Stato, pena l’aumento del gap Nord-Sud”, continua Aloisio. “I dati parlano chiaro: se nel 2018 la Liguria ha incassato quasi 2600 euro per cittadino, per ogni cittadino calabrese si è investito circa 400 euro in meno. Ben sette regioni, tutte del Centro-Sud, sono finite soggette alla disciplina dei Piani di rientro e i commissari hanno ridotto l’accesso alle cure a milioni di cittadini, creando lunghe liste d’attesa e il triste fenomeno della mobilità sanitaria, che non tutti possono permettersi. Oltre la metà delle regioni italiane hanno un disavanzo totale di 1,47 miliardi. E questo solo per citare alcuni dati”. “Tutto ciò è in palese contrasto con gli obiettivi del PNRR di riduzione delle disuguaglianze regionali e territoriali” conclude. “Il Movimento 5 Stelle lotterà strenuamente contro questo provvedimento per difendere una sanità equa, gratuita e accessibile a tutti. La sanità è patrimonio universale e non appannaggio di pochi privilegiati”.

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