Aversa, guerra aperta sul bilancio partecipato: Ferrara rinvia la commissione. Turco e Oliva: “Si deve tenere lo stesso”

Mutatis mutandis, la bozza sul regolamento del bilancio partecipato ha aperto nella maggioranza una guerra senza fine simile al conflitto russo-ucraino. Entrambe le parti in campo sostengono di avere ragione. Su un fronte la presidente della commissione Bilancio Adele Ferrara che prima di procedere alla votazione auspica un serio approfondimento, dall’altro Federica Turco che invece spinge sull’acceleratore tentando addirittura di scavalcare il numero uno dell’organismo consiliare. Non si placano le polemiche sul caso sollevato da Italia Notizie. Ha provocato una ridda di piccate reazioni l’articolo sull’esito dell’ultima seduta della commissione con all’odg il regolamento del bilancio partecipato (clicca qui). Durante la riunione, che si è tenuta lo scorso 16 luglio, furono presentate due bozze sulle quali confrontarsi. La prima messa sul tavolo dall’assessore al ramo Elvira Caccavale, la seconda introdotta dalla capogruppo di Noi Aversani. Non si è ancora capito perché la maggioranza non abbia formulato una proposta unitaria su un argomento così importante. Siamo in attesa del responso dell’oracolo di Delfi, anch’egli in estrema difficoltà di fronte alla doppia iniziativa del team di governo. Per adesso si è limitato a riferire: “Mai vista una cosa del genere”.

Federica Turco

A scanso di equivoci e senza attendere eventuali verdetti divinatori il consigliere di opposizione Gilberto Privitera ha stroncato entrambe le bozze con un giudizio tranchant: “Rispondono a criteri di ipocrisia e contengono elementi ostativi ad una effettiva partecipazione democratica”. A causa dell’assenza per sopraggiunti impegni di Mario De Michele, anche lui consigliere di minoranza, la commissione fu riconvocata per oggi alle 15.00 da Ferrara. Nel frattempo la presidente dell’organismo consiliare ha avuto un impedimento e ha rinviato la seduta al prossimo 31 luglio. Ma lo slittamento non è andato giù a Turco. Nella giornata di oggi la leader dei sagliocchiani, assieme a Raffaele Oliva di Immagina Aversa, ha chiesto ufficialmente che la riunione si tenga ugualmente, invocando il comma 4 dell’art. 68 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. “In caso di assenza o impedimento del presidente, – recita l’articolo – le relative funzioni sono esercitate dal consigliere più anziano di età”.

Raffaele Oliva

Secondo Turco e Oliva i sopraggiunti impegni che impediscono al presidente della commissione di presiedere la seduta non possono determinare la sospensione o il rinvio dei lavori. Un modo elegante per dire che la presenza di Ferrara sarebbe irrilevante. Non ci interessa più di tanto andare nel merito del citato articolo per stabilire se è applicabile al caso di specie. Il vero problema è politico. Forzare la mano su una tematica significativa come il regolamento del bilancio partecipato è come chiedere le dimissioni di Ferrara. E se la testa di un componente della maggioranza la pretendono altri due membri della stessa coalizione significa che la squadra di governo è nuovamente in crisi. Semmai ne fosse uscita.

Adele Ferrara

Che si tratti di una sorta di resa dei conti appare evidente anche dalla tempistica. Ferrara ha rinviato di appena 10 giorni la seduta inizialmente convocata per oggi. Il tiro alla fune di Turco e Oliva apre uno scontro inutile. Peraltro la numero uno della commissione ha più volte ribadito che su una questione delicata come il bilancio partecipativo sarebbe stato necessario un approfondimento. Chiunque converrebbe sul fatto che la condivisione del contenuto delle bozze tramite WhatsApp, come ha denunciato pubblicamente Ferrara, sia un modo superficiale di porsi di fronte a una decisione importante. Sicuramente non è la via maestra. Dunque perché gettare altra benzina sul fuoco? Cui prodest? L’unica spiegazione plausibile è appunto il tentativo di Turco, seguita a ruota da Oliva, di mettere all’angolo la presidente della commissione Bilancio. Un obiettivo politico che da tempo persegue una fetta della maggioranza. Secondo alcuni suoi alleati (?) Ferrara sarebbe uno spirito politicamente troppo libero. Non sarebbe allineata. Ed ecco quindi il casus belli per far scattare la ghigliottina. Vedremo se sarà il sindaco Franco Matacena indosserà i panni del boia o se saranno altri a mostrare il pollice all’ingiù.

Franco Matacena

Al netto di come andrà a finire la seduta di oggi che senza la presenza di Privitera e di De Michele salterà per mancanza del numero legale, si profila all’orizzonte l’ennesimo redde rationem in una coalizione malata di tatticismo e affetta da un personalismo sfrenato. Si continua imperterriti con i sanguinari giochi di Palazzo quando invece bisognerebbe finirla con le guerre di posizione per affrontare e risolvere i tanti problemi della collettività. Su questo punto l’oracolo di Delfi si è pronunciato all’istante: “Aspetta e spera”.

Mario De Michele

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