ORTA DI ATELLA, SACCO EDILIZIO BIS/2 Le Scia per sanare gli abusi e i palazzi-scheletro da ultimare, i soliti noti tornano alla carica

Prende forma la trama del film horror “Orta 2, la vendetta”. Il canovaccio è quello del sacco della città programmato in modo spregiudicato e devastante negli anni 2000 con un patto criminale tra le amministrazioni e la camorra. Politica, clan e affari camminavano a braccetto onorando una sola divinità: il dio denaro. Per il territorio fu una catastrofe urbanistica e ambientale. Oggi, a circa un ventennio dalla cementificazione selvaggia, Orta di Atella paga ancora a caro prezzo quell’accordo malavitoso tra gli uomini delle istituzioni locali e le cosche dei Casalesi e dei Mallardo. In vaste aree delle città sono sorti palazzoni per l’edilizia residenziale su aree destinate agli insediamenti produttivi spesso senza piani di lottizzazioni e in alcuni casi sprovviste di opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

La zona Laghetto ad Orta di Atella

LA ZONA LAGHETTO IN ABUSI E DEGRADO
Uno dei simboli del boom edilizio targato politica-amministrazioni-camorra è la zona Laghetto. In via Pantani il Parco Polar, che si suddivide in due stabili, uno abitato, l’altro da completare, per un totale di 250 appartamenti costruiti dagli imprenditori Pedata, è sorto addirittura su un’area priva delle fognature e lungo una strada privata, non ancora acquisita al patrimonio comunale. Nel tentativo di correre ai ripari per regolarizzare un disastro urbanistico mai visto in precedenza quasi sempre la toppa è stata peggiore del buco. Negli anni il comune infatti ha autorizzato gli allacciamenti alla rete idrica e a quella del metano. Tutto “contra legem”. Così come la raccolta dei rifiuti che in una strada privata non potrebbe essere effettuata.

Massimo Landolfo

IL CASO IRRISOLTO DELLA REAL ESTATE
Nella zona Laghetto è sorto anche un altro mega complesso immobiliare, ad opera della Real Estate Management dei costruttori Mario e Massimo Landolfo: 36 appartamenti per uso ufficio già realizzati, altri 36 da ultimare. La ditta è salita più volte agli onori della cronaca. Circa due anni fa i palazzi furono sequestrati perché l’azienda era considerata dagli inquirenti in odore di camorra. Poi arrivò il dissequestro. Nel gennaio scorso un’altra clamorosa vicenda giudiziaria. I rappresentanti della Real Estate Management si rivolsero, per il tramite dell’ex sindaco Angelo Brancaccio, vertice della cupola politico-affaristica del boom edilizio degli anni 2000, all’allora assessore all’Urbanistica Tonino Russo per affidargli alcune pratiche per il cambio di destinazione d’uso di 4 appartamenti dei 36 completati per trasformarli da uffici in civili abitazioni. In seguito a una denuncia dei Landolfo l’assessore finì in manette, ma l’arresto non venne convalidato dal gip. Russo si dimise subito dopo la misura cautelare il 28 gennaio di quest’anno.

Il municipio di Orta di Atella

LA MANCATA COSTITUZIONE IN GIUDIZIO
Secondo i denuncianti avrebbe chiesto delle tangenti per dare l’ok ai cambi d’uso. Per il gip invece si è trattato di una prestazione professionale fornita dal suo studio tecnico agli imprenditori. Sulla vicenda sono ancora in corso le indagini supplementari. Al cospetto di un caso che ha fatto rumore perfino a livello nazionale il comune non si è costituito in giudizio contro la Real Estate Management che si è rivolta al Tar della Campania per chiedere la sospensiva sull’annullamento dei 4 cambi d’uso bocciati dagli uffici preposti. Lo scorso 19 giugno i giudici amministrativi hanno dato ragione ai Landolfo (clicca qui e link in basso per la sentenza). Sul perché l’ente locale abbia dato campo libero alla ditta si addensano interrogativi inquietanti. Si trattava di una vertenza arcinota, al punto che l’ufficio tecnico comunale, nella persona di Vito Buonomo, allora responsabile del settore urbanistico, aveva redatto una corposa relazione contro deduttiva per neutralizzare il ricorso al Tar della Real Estate Management. Ma incredibilmente la relazione è rimasta lettera morta perché il comune non ha indicato un legale nella controversia con la ditta. Ora che i costruttori hanno in mano la sospensiva potranno ottenere i 4 cambi d’uso e presentare la medesima richiesta per i restanti 32 appartamenti, che verranno trasformati in civili abitazioni. Non solo. La Real Estate Management potrà effettuare anche i lavori di completamento degli altri 36 immobili non ancor ultimati.

In arrivo altre colate di cemento

IL RITORNO ALLA CARICA DEI SOLITI NOTI
Dalla giornata di ieri, dopo la pubblicazione in esclusiva dell’articolo di Italia Notizie, tutti si chiedono come sia stato possibile che il comune non si sia costituito in giudizio in una vertenza legale così delicata, oltre che attenzionata a tutti i livelli. In moltissimi sostengono che si sia tornati al passato, agli stessi oliati metodi degli anni del cemento. Quei metodi che hanno consentito agli imprenditori del boom edilizio di depredare il territorio a partire dall’inizio del 2000. Non a caso un altro capitolo del film dell’orrore “Orta 2, la vendetta” riguarda la vasta area che si dipana dalle spalle del bar Beautifull di via Bugnano fino proprio a via Pantani. Nel 2009 la maxi inchiesta coordinata dal pm Patrizia Dongiacomo e coordinata dai carabinieri culminò con il sequestro di 1.444 unità immobiliari per un valore di quasi 100 milioni di euro. Tra gli stabili colpiti figuravano anche gli scheletri di palazzoni sorti tra il Beautifull e la zona Laghetto, issati da un notissimo imprenditore del mattone, probabilmente quello che ha costruito di più durante il sacco della città, molto legato a un politico in vista dell’epoca.

Circa 400 immobili per un affare milionario

I PALAZZI-SCHELETRO DA COMPLETARE
In un primo momento si era diffusa l’insistente voce di altre colate di cemento tra via Bugnano e via Pantani. In realtà la possibile nuova speculazione edilizia potrebbe riguardare il completamento dei mega complessi immobiliari finiti nel 2009 sotto la lente della magistratura per lottizzazione abusiva e per altri gravi reati. Sarebbero state presentate delle Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) per riprendere e riannodare il filo spezzato dalle forze dell’ordine. Si tratta di circa 400 immobili. L’affare è milionario. E a guadagnarci non sarebbe soltanto il noto costruttore ma anche i suoi storici riferimenti politici. Negli anni scorsi lo stesso gruppo imprenditoriale ha dato la disponibilità al comune di versare un’ingente somma di denaro per “sanare” un intero parco sorto sotto i tralicci dell’alta tensione.

Tornando al Polar va ricordato che la famiglia Pedata ha chiesto di accollarsi i costi per realizzare il sistema fognario di via Pantani. Opera di urbanizzazione primaria indispensabile per poi chiedere i cambi di destinazione d’uso dei 125 appartamenti già costruiti e occupati, nonostante non siano per civili abitazioni, e per ultimare gli altri 125 immobili non ancora completati. Ma ne parleremo nel prossimo capitolo del film horror “Orta 2, la vendetta”, sottotitolo: “A volte ritornano”.

Mario De Michele
(continua…)

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