CASERTA – Il Gruppo Consiliare del PD esprime la propria solidarietà agli utenti, alle loro famiglie ed alle cooperative sociali che sono state invitate a farsi da parte dalla dirigenza dell’ASL CASERTA con la sostanziale interruzione dei progetti erogati attraverso i budget di salute.

Questa scelta trova risibili giustificazioni burocratico-amministrative, ma nel contempo tronca un’esperienza decennale che ha dato modo di sperimentare nuove ed innovative modalità di servizi sociali e sanitari, integrati in progettualità individualizzate e legate alle comunità territoriali. In molti casi tali iniziative si sono coniugate con il riutilizzo di beni confiscati alla camorra, segnando il punto più avanzato dell’esperienza di riconversione in ricchezza sociale di quanto accumulato con atti delinquenziali.

Il danno per il nostro territorio sarà enorme da più punti di vista: economico, perché s’interrompe una prassi di reinserimento di soggetti fragili anche nel ciclo produttivo di beni e servizi che le coop portano avanti; sociale perché viene meno un potente fattore di stimolo alla coesione sociale in un periodo in cui sarebbe invece opportuno favorire iniziative in grado di ricreare un positivo clima di fiducia tra i vari attori sociali; sanitario perché si ritorna ad una logica parcellare dell’assistenza che riporta al centro le strutture e non gli utenti; della lotta alla camorra perché si stanno di fatto isolando coloro i quali gestiscono beni confiscati.

Per questo motivo ci risulta incomprensibile l’affannoso zelo con cui si vuole chiudere una delle più belle pagine di riscatto della nostra Provincia. E per questo motivo riteniamo che la decisione ultima deve essere politica e non affidata a funzionari di vario livello. Perché in gioco c’è molto di più del formale rispetto di carte e circolari di varia provenienza.

Il gruppo Consiliare del PD di Caserta chiede alla dirigenza dell’ASL Caserta di riconsiderare le proprie attuali scelte alla luce di quanto in questi anni è stato prodotto in termini di benessere sociale, ed invita tutti gli attori, ASL compresa, a difendere questa esperienza e non ad affossarla con scelte miopi ed incomprensibili ai più.

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