Le promesse e i proclami dell’amministrazione Pellegrino non si contano sulle dita di due mani. Peccato però che spesso questi si riducano a meri slogan e campagne acchiappa like che poco hanno a che fare con ciò che accade nella realtà. In questa occasione due esempi possiamo riportare. Il primo riguarda l’acquisto dell’ex convento delle Suore Nere della Riparazione. Un bene simbolo per la storia e la cultura dei cittadini paretani che l’amministrazione aveva promesso di acquisire al patrimonio comunale. Intento nobile se non fosse che la promessa ripetuta più volte che non si sarebbero intaccate le casse comunali non è stata mantenuta. Pubblicamente (anche durante consigli comunali ad hoc) si era detto che dalla vendita dell’ex area mercatale si sarebbero ottenute le somme necessarie all’acquisto del bene, ma dato che la vendita dei lotti non è andata a buon fine ecco che il Comune ha richiesto alla Cassa Depositi e Prestiti la somma di 750mila euro per l’acquisto parziale della struttura religiosa che attualmente ospita (con alcuni disagi) provvisoriamente (ormai da settembre) i bambini della scuola dell’infanzia. La durata del prestito richiesto è di 20 anni con 40 rate semestrali. Quindi pagheranno i cittadini. Ma non doveva essere un’operazione a costo zero? A questo si aggiunge la propaganda fatta per i finanziamenti secondo l’amministrazione ottenuti per il rifacimento della scuola media. Annunciato il progetto si va avanti nell’iter. È stato affidato l’incarico ai progettisti. Oggi si scopre che in realtà il comune di Parete non è stato ammesso in definitiva alle somme stanziate: è stato escluso dal Piano Triennale di edilizia scolastica 2018-2020 emanato dalla Regione Campania con decreto dirigenziale del 19 luglio 2019. Ne è seguita determina di annullamento dell’impegno assunto con i progettisti del rifacimento della scuola. Allora la conclusione appare inevitabile: qui è tutto fumo e niente arrosto.

Valentina Piermalese

 

 

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