Cesa, Guida querela i giornalisti liberi e fa pagare la parcella ai cittadini. Incarico per lo scandalo coop Eco

Che comodità. E soprattutto “tutto a gratis”, come dicono a Roma. Se non fosse che il sistema comodo e gratuito inaugurato da Enzo Guida va a carico dei cittadini. Quella del sindaco è la solita trovata geniale: lui decide di denunciare i giornali indipendenti, nel vano tentativo di imbavagliarli, ma il costo dell’avvocato lo paga il popolo. Un’altra, l’ennesima, cosa bella in salsa cesana. E dire che Guida svolge ancora la professione di avvocato, per di più è penalista. Tra i tanti impegni istituzionali, che coprono l’intero scibile umano, avrebbe potuto trovare qualche minuto per occuparsi direttamente lui di stilare una querela per presunta diffamazione all’immagine dell’ente.

Meglio ancora avrebbe potuto incaricare, però a gratis, il suo socio-giornalista Francesco Paolo Legnante, quello che, vi ricorderete, in campagna elettorale fu dipinto del sindaco, durante un’esilarante diretta Fb, come giornalista “imparziale ed equidistante”. Il buon Guida dimenticò di informare i cittadini che Legnante, anche lui avvocato, fa parte del suo studio legale di Cesa. In pratica omise di dire che lavorano assieme, non precisò che sono soci d’affari. Un dettaglio.

Enzo Guida

INCARICO LEGALE PAGATO DAI CITTADINI
Dovendo lavorare per una volta “a gratis” l’avvocato Guida ha disposto di far incaricare un altro legale, ovviamente a pagamento, perché, si legge nella determina del segretario comunale Rosa Morrone, “una testata giornalistica con la pubblicazione di alcuni articoli aveva accostato l’Amministrazione Comunale alla camorra (pubblicazione del 17 settembre 2022, pubblicazione del 27 agosto 2022)”. L’incarico di 1.015 euro, che sarà liquidato con i soldi dei cittadini, è stato conferito all’avvocato
Fabrizio Trofino (link in basso). Nel provvedimento del segretario comunale è riportato che “l’Amministrazione Comunale, ritenendo tali pubblicazioni estremamente lesive dell’onorabilità, della correttezza, della reputazione e dell’immagine dell’Ente e dei soggetti istituzionali che operano per lo stesso, in un manifesto pubblicato su Facebook il giorno 19/09/2022, annunciava l’intenzione di tutelare la propria immagine nelle sedi giudiziarie opportune”.

Il municipio di Cesa

L’APPALTO DIRETTO DA 20MILA EURO
Nella determina non viene indicato né il nome della testata né i titoli degli articoli dal presunto contenuto diffamatorio. Se dovesse trattarsi di Italia Notizie e se gli articoli riguardassero l’appalto diretto di 20mila euro concesso dal comune di Cesa alla cooperativa Eco, all’epoca colpita da interdittiva antimafia per il legame con il clan dei Casalesi, siamo ben lieti di fornire alla magistratura tutti gli elementi necessari per approfondire la questione. Se parliamo del citato appalto depositeremo gli atti reperiti sull’albo pretorio del comune di Cesa nei quali si evince che la coop “Eco” ottenne l’affidamento diretto in 24 ore dopo aver inviato all’ente una proposta di progetto per l’attuazione del campo estivo.

Sofia Flauto

L’AFFIDAMENTO ALLA COOPERATIVA “ECO”
Non è stato mai chiarito perché proprio e soltanto quella cooperativa avesse fatto pervenire al protocollo del comune la proposta e perché l’ente ha affidato l’appalto di 20mila euro senza gara e senza nemmeno consultare telefonicamente almeno 3 operatori economici per risparmiare soldi pubblici. Se si tratta di questa questione, e ripetiamo se, l’unica cosa certa di tale affidamento è che Giusy Guarino, assessore alle Politiche sociali dell’epoca e tuttora, era una carissima amica di Sofia Flauto, allora titolare della cooperativa “Eco”, come ha dichiarato la stessa Guarino ai microfoni di Italia Notizie.

La Procura del Tribunale di Napoli

L’INCHIESTA DELLA DDA DI NAPOLI
Carte alla mano, ovvero visure alla mano, scoprimmo che nel circuito delle cooperative di Flauto figurava anche Pasquale Guarino, fratello dell’assessore Guarino, in qualità di membro del cda di una di esse. La coop “Eco” fu coinvolta in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sui rapporti tra il Terzo settore e il clan dei Casalesi. E fu colpita da interdittiva antimafia dalla Prefettura di Salerno. Basta fare una ricerca sul web per averne conferma.

Flauto fu accusata di concussione, turbativa d’asta, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e per 416 bis primo comma, che prevede “l’aumento di pena quando la condotta tipica sia consumata al fine di agevolare le associazioni mafiose, abbia natura oggettiva concernendo le modalità dell’azione, ovvero abbia natura soggettiva concernendo la direzione della volontà”.

Giusy Guarino

GUARINO IN CONFLITTO DI INTERESSI
Se è questo l’accostamento del comune di Cesa alla camorra al quale si riferisce il sindaco Guida noi cronisti liberi abbiamo semplicemente svolto il nostro mestiere. Non è colpa nostra se un appalto diretto di 20mila euro è stato affidato a una coop successivamente interdetta per legami con le cosche. Per giunta la cui titolare, Sofia Flauto, era “amica carissima” dell’assessore al ramo Giusy Guarino, che si trovava in pieno confitto di interessi.

IL COMUNE LEDE L’IMMAGINE DEL COMUNE
Ci verrebbe da dire che eventualmente è stato lo stesso comune di Cesa a ledere l’immagine del comune di Cesa. È un po’ eccessivo, anche per lo strabordante sindaco Guida, prendersela con chi ha informato la collettività di un fatto di indiscutibile rilevanza pubblica. Peraltro facendo pagare la parcella dell’avvocato ai cittadini. Se poi la fascia tricolore predilige i “giornalisti indipendenti e equidistanti” che lavorano nel suo studio legale, per carità, nulla quaestio, de gustibus. Purtroppo per Guida noi lavoriamo a tempo pieno come giornalisti. Non facciamo il doppio lavoro.

Mario De Michele

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