Condanna anche in appello per Guida, Cesa in Comune: “Il sindaco si astenga da iniziative contro la violenza sulle donne”

“Per il buon nome della città e nel rispetto della sensibilità di tante donne vittime di violenza, il sindaco dovrebbe spontaneamente astenersi dal partecipare, in veste istituzionale, a manifestazioni, convegni o iniziative dedicate al contrasto della violenza sulle donne. Riteniamo opportuno che sospenda, almeno fino alla definizione definitiva della vicenda giudiziaria, la celebrazione dei matrimoni civili”. Cesa in Comune esce dal letargo e prende posizione sulla condanna in appello del sindaco Pd Enzo Guida per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e diffamazione ai danni dell’ex moglie Tina Bove.

Tina Bove e Enzo Guida

Lo scorso 7 luglio i giudici di secondo grado hanno ridotto la pena da 2 anni a un anno e 7 mesi riqualificando il reato di stalking in maltrattamenti in famiglia. Confermata la condanna a un mese per Domenico Guida, padre del primo cittadino, sotto processo per diffamazione. Sicuramente la fascia tricolore ricorrerà in Cassazione, ultima tappa della lunga battaglia legale iniziata nel 2017.

“Abbiamo volutamente atteso alcuni giorni prima di intervenire pubblicamente, nel rispetto della delicatezza della vicenda e delle persone coinvolte. In questo lasso di tempo – recita un passo del documento postato sulla pagina Fb di Cesa in Comune – ci saremmo aspettati che fosse lo stesso sindaco ad assumere spontaneamente una decisione improntata al senso di responsabilità istituzionale e all’opportunità, evitando così qualsiasi ulteriore motivo di divisione o imbarazzo per la nostra comunità”.

Un comizio di Cesa in Comune

Il movimento civico rimarca che “non si tratta di una sanzione né di una presunzione di colpevolezza, ma di una scelta di opportunità istituzionale, dettata dal rispetto che le istituzioni devono ispirare e dalla necessità di preservare l’immagine della nostra comunità”. La nota di Cesa in Comune si chiude con un appello a Guida al senso di responsabilità: “Le istituzioni non sono soltanto ciò che fanno, ma anche ciò che rappresentano. La loro credibilità passa attraverso gesti di responsabilità e sensibilità, soprattutto quando si affrontano temi tanto delicati”.

Seppur tardiva la riflessione di Giuseppe Fiorillo e company è pienamente condivisibile. Da un lato c’è un approccio garantista, com’è giusto che sia fino al terzo grado di giudizio, dall’altro si pone l’accento sull’aspetto istituzionale, sul ruolo di Guida che da sindaco non può far finta di nulla di fronte a una condanna bis per reati non solo particolarmente gravi ma anche afferenti alla delicatissima e purtroppo sempre attuale questione della violenza sulle donne.

La sede di Cesa in Comune

Agli esponenti di Cesa in Comune diciamo meglio tardi che mai anche se nell’era dei social tutto corre veloce e il tempismo non è un optional. Bisogna stare sempre sul pezzo, soprattutto quando si tratta di tematiche importanti. D’altro canto immaginiamo che Guida, come al solito, sposterà l’attenzione proprio sulla tempistica. Lui e suoi hooligan riproporranno la ridicola favoletta già raccontata in campagna elettorale, ovvero che la linea del movimento civico sarebbe dettata da Italia Notizie. È ovviamente una sciocchezza. Ma al netto di ogni possibile strumentalizzazione resta la gravità della condanna in appello su cui il sindaco non ha ancora proferito parola.

Sarebbe interessante conoscere la posizione di Guida nel merito di una vicenda che inevitabilmente si ripercuote sulle istituzioni locali. La richiesta dell’opposizione di non prendere parte a iniziative a difesa delle donne è sacrosanta. Presenziare, ad esempio, alla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 25 novembre, sarebbe oltremodo inopportuno. Oltre che offensivo. Ecco, invece di buttare come sempre la palla in tribuna, sarebbe davvero una cosa bella se per una volta il sindaco Guida affronti la questione nel merito. I toni da campagna elettorale non hanno più senso.

Ancora peggio sarebbe continuare a mantenere la consegna del silenzio sguinzagliando sui social gli arcinoti lacchè o i beneficiari di appalti pubblici e di prebende politiche. Cesa in Comune ha posto una questione seria. Per affrontarla non servono le pagliacciate. Servirebbe altrettanta serietà.

Mario De Michele

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