Oltre sessantamila iscrizioni da sabato mattina. Migliaia di cittadini che attendono, su Facebook, le rivelazioni di Spidertruman, il “precario di Montecitorio”. La promessa è scritta a chiare lettere: “Licenziato dopo 15 anni di precariato in quel palazzo, ho deciso di svelare pian piano tutti i segreti della casta”. Una vendetta.

Fatta di post su un blog che si susseguono a ritmo regolare. E che raccontano tutto. Dalle agevolazioni che i parlamentari godono per le tariffe telefoniche fino a quelle sull’acquisto di automobili. Nessuna illazione: tutto documentato, nero su bianco, con tanto di foto dei documenti citati. E la necessità di rendere trasparenti i “privilegi della casta” mette insieme un numero sempre crescente di persone. E questo diventa senz’altro un fatto politico, dà l’idea di un’attenzione della gente su questi temi. Anche se non convince l’anonimato del precario, anche se in Rete qualcuno parla di una “bufala”. Ma che il tema sia molto sentito dai cittadini, è indubbio.Tutto è iniziato con l’apertura su Facebook della pagina “I segreti della casta di Montecitorio”. Le condivisioni sono centinaia già dopo primi minuti. Un passaparola digitale, alimentato dall’indignazione per l’ennesimo taglio ai costi della politica sfumato grazie a due emendamenti presentati dalla maggioranza parlamentare. Le rivelazioni, le spiegazioni del precario fantasma iniziano subito. “Ecco come fanno i nostri onorevoli parlamentari a far viaggiare gratis i loro amici e i loro familiari”. E ancora: “Ecco come vengono assegnate le auto blu”. Le accuse sono dure: “Basta trovare una persona fidata che si prenda l’impegno di inviare una lettera anonima di insulti e minacce, meglio ancora anche verso i familiari. Poi basta poco…”. E via così, in una successione di note sempre più condivise sui social network. Tariffe telefoniche, acquisto di automobili. Tutto viene passato sotto la lente d’ingrandimento del precario. E l’indignazione dei cittadini iscritti alla pagina cresce in maniera vertiginosa con il passare delle ore. “Non ho più nessuna fiducia”, “Questa non è democrazia”, “Devono andare tutti a casa, nessuno escluso, maggioranza e opposizione”. E c’è anche chi prova a fare le pulci alla gola profonda da Montecitorio. “Grazie per le informazioni, fai bene a rivelarle. Ma sono tutte cose note, sono usciti libri e inchieste televisive su queste cose”. E c’è anche chi prova a fare autocritica: “Ricordiamoci però che i governi li scegliamo noi, che i politici che ci governano sono lo specchio di quello che siamo noi”.

 

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