NAPOLI – Sono state illustrate oggi, nel corso della seduta congiunta delle commissioni Beni comuni e Diritti e sicurezza, presiedute da Amodio Grimaldi e Gaetano Troncone, la proposta di revisione dello Statuto del Comune di Napoli nella parte relativa al referendum comunale e quella sullo schema di regolamento per il governo e la gestione dei beni comuni.

L’assessore ai Beni comuni e alla Democrazia partecipativa, Alberto Lucarelli, ha illustrato le due bozze di provvedimento che, in un’ottica già consolidata di collaborazione con le competenti commissioni, vengono discusse e approfondite prima dell’adozione del relativo atto deliberativo. La proposta è quella di allargare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, prevedendo, tre forme di referendum: consultivo – abrogativo e confermativo, con esclusione, per gli ultimi due, di particolari materie per le quali la proposta referendaria non è ammissibile. Il procedimento immaginato, ha spiegato Lucarelli, dovrebbe prevedere un comitato referendario, che elabora il quesito, la raccolta delle firme, 20 mila, la verifica della congruità del quesito da parte di un Comitato dei garanti e, infine, il voto che, per gravare il meno possibile sulle casse comunali, dovrebbe essere espresso in giorni e orari lavorativi per via telematica negli uffici Urp.

Due i quorum per la validità del procedimento: il 25% degli aventi diritto per il referendum abrogativo e il 30 per quello confermativo, mentre per quello consultivo non è richiesta alcuna soglia minima di partecipazione. L’introduzione di questi strumenti, ha osservato Lucarelli, rappresenta una sfida forte da portare avanti con responsabilità, nell’ottica di un sempre maggiore coinvolgimento dei cittadini nella determinazione delle politiche comunali. I presidenti Grimaldi e Troncone e i consiglieri intervenuti – Pace, Vasquez, Beatrice – hanno condiviso lo spirito della proposta, esprimendo la necessità di una maggiore riflessione sull’aspetto relativo al quorum per evitare che la partecipazione dei cittadini possa essere viziata dall’influenza di soggetti o gruppi che mirino alla soddisfazione di interessi di parte.

La seconda proposta, sullo schema di regolamento per il governo e la gestione dei beni comuni, mira a garantire l’accessibilità e la fruizione pubblica di quei beni del patrimonio indisponibile del Comune o di quelli demaniali di cui il Comune sia concessionario per sottrarli all’abbandono o all’utilizzo esclusivo solo da parte di pochi soggetti. Perplessità sulle finalità della proposta sono state espresse dal consigliere Moretto, che ha sottolineato come il momento di grave difficoltà vissuto dalla città non possa lasciare spazio a scelte di carattere non urgente. I consiglieri Pace e Caiazzo hanno sottolineato la necessità di una chiara indicazione dei beni oggetto della proposta, che vanno sottratti all’uso esclusivo e utilizzati in un’ottica di nuove opportunità per lo sviluppo della città.

 

 

 

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