È cambiato il nome. Prima Coraggio, poi Orta Prospettiva Futura. Ma i risultati sono sempre stati gli stessi. Pessimi. L’igiene urbana e il verde pubblico sono le croci più pesanti dell’amministrazione griffata Antonino Santillo. I due importanti settori sono sempre stati gestiti dal gruppo che fa capo all’ex sindaco Angelo Brancaccio. Fin dall’insediamento del nuovo team di governo la carente raccolta dei rifiuti ha provocato spesso gravi disagi ai cittadini con l’emergenza ambientale periodicamente dietro la porta. La cura del verde è stata un’altra spina nel fianco della grande coalizione che si è presentata da sola alle comunali del 2023 ma poi si è via via sfaldata fino a implodere in seguito al consueto gioco al massacro dei soliti noti.
Pasquale Pellino, assessore delegato all’Ambiente, poi nominato anche vicesindaco, ha dovuto fronteggiare i numerosi stati di agitazione degli operatori ecologici che per i mancati pagamenti degli stipendi da parte della ditta appaltatrice hanno incrociato le braccia o hanno svolto la raccolta a singhiozzo. Il “fuoco amico” ha reso l’impresa di Pellino ancora più ardua. E negli ultimi tempi la situazione è tornata a essere esplosiva, aggravata dal caldo afoso. Il tiro al piccione di Brancaccio contro gli alleati ha generato un clima di perenne instabilità governativa e Pellino si è trovato da solo in un mare di problemi.
Ora che il sindaco Santillo non ha più i numeri per andare avanti e la barca sta affondando per le devastanti manovre di Palazzo di pseudo-politici ormai arrugginiti dagli anni coloro i quali hanno gettato Orta di Atella nel caos e nel degrado hanno la faccia tosta di prendere le distanze dal disastro politico-amministrativo da loro stessi compiuto. Un giochetto a nascondino che però non fa breccia neppure nei bambini piccoli. Tutti sanno i veri nomi e cognomi di chi ha condotto la città allo sfacelo. Gli stessi che hanno dettato legge per 3 anni. E che ora vorrebbero goffamente apparire come marziani e proporsi come grotteschi salvatori della patria.

Oltre ai continui disservizi nel funzionamento della raccolta dei rifiuti, il “povero” Pellino, recentemente colpito anche lui dal “fuoco amico”, ha dovuto far fronte anche ai ritardi nello svolgimento della gara d’appalto per l’affidamento del servizio di igiene urbana. Ormai da anni la procedura è stata affidata alla Provincia di Caserta. Una scelta non solo discutibile dal punto di vista dell’opportunità ma anche fallimentare sul piano pratico perché dopo una serie di intoppi burocratici, non ultimo il ricorso di una delle ditte partecipanti, la gara è ancora in stand by in attesa delle decisioni dei giudici amministrativi. Se proprio non si voleva affidare l’iter alla Cuc di Nola non si capisce perché non si sia fatto ricorso alla Prefettura di Caserta, ente al di sopra di ogni sospetto. Fatto sta che il comune di Orta di Atella ha dovuto provvedere all’ennesima proroga del servizio nelle more dello svolgimento della gara (clicca qui e link in basso).

Sul terreno pseudo-politico la storia si ripete. Dopo aver abbattuto a uno a uno tutti gli alleati, ormai incluso Santillo, ora nel mirino è finito pure Pellino. L’assessore all’Ambiente ha le sue responsabilità, non vi è alcun dubbio, ma gestire un settore complicato in un perenne clima di guerra non lo ha messo nelle migliori condizioni possibili quanto meno per limitare i danni. Assistere oggi al farneticante tentativo di tirarsi fuori dalla mischia da parte di chi ha avuto fino a ieri e per ben 3 anni un ruolo di primissimo piano è al tempo stesso rivoltante e comico. Una brutta commedia vista e rivista. Ma il teatro è vuoto. Perché i cittadini ne possono più di certa gente.
Mario De Michele





