Francesco Brasile

Che fosse una coalizione ibrida, o meglio un minestrone indigesto, si sapeva già. Ma l’elezione di Francesco Brasile nel coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, avvenuta ieri nel congresso del partito casertano della Meloni, certifica in modo ufficiale che a Sessa Aurunca la maggioranza si regge sull’accordo tra Pd (se così si può chiamare) e FdI. È pur vero che negli ultimi anni la politica è diventata sempre più fluida ma il team di governo, capeggiato dal sindaco Lorenzo Di Iorio, è il risultato plastico di un’intesa siglata esclusivamente per la spartizione del potere. Vincere a ogni costo è il motto del primo cittadino, prima consentiniano di ferro, poi indicato da Gennaro Oliviero a candidato sindaco per battere i veri dem locali, riconducibili a Silvio Sasso e Massimo Schiavone. Ecco un’altra anomalia in salsa sessana: Sasso, già primo cittadino del Pd, e Schiavone, candidato dem alle ultime regionali, sono stati boicottati in ogni modo per fare spazio nel circolo locale a esponenti che con la cultura democratica non hanno nulla a che fare. Non è un caso se Di Iorio in Provincia, nel corso dell’assemblea dei sindaci, ha votato il bilancio di Giorgio Magliocca e del centrodestra. La ciliegina sulla torta è la nomina di Brasile, consigliere comunale di maggioranza, nel gruppo dirigente di Fratelli d’Italia. Ora non ci sono più alibi: la maggioranza si tinge di rosso (sbiadito) e di nero (ben calcato). Un abominio politico che non può lasciare indifferente il commissario provinciale del Pd Susanna Camusso. La senatrice ha già commissariato il circolo locale per il tesseramento monstre. Scelta ineccepibile. Ma, di fronte all’intesa amministrativa Pd-FdI, serve un’altra scossa. Camusso dovrebbe dire a chiare lettere che a Sessa Aurunca il Pd non è quello di Oliviero, alleato con i seguaci della Meloni. Dovrebbe sfilare i dem da un’amministrazione politicamente insostenibile. Dovrebbe, una volta e per tutte, fare pulizia. Solo così i veri democrat, i tanti simpatizzanti e militanti potranno ricostruire un partito che a livello locale ha perso qualsiasi identità. Va bene il campo largo. Va bene l’alleanza con i centristi. Ma il matrimonio con Fratelli d’Italia non può essere tollerato. Altrimenti Camusso spieghi qual è la differenza tra destra e sinistra. E perché si dovrebbe votare per il Pd e non per FdI. La politica è fatta di scelte. Restando nel guado si muore.

Mario De Michele

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