Biagio Lusini, Gennaro Caserta e Tommaso Barbato

Apre i battenti la fiera della vergogna. La cacciata con tanto di calci nel fondoschiena ha dato alla testa a Tommaso Barbato. L’ex sindaco di Teverola è come un flipper in tilt. I suoi post su Fb sono da ergastolo politico. Ha avuto la faccia di bronzo, per non dire altro, di comunicare all’universo mondo che sta “dettando” l’agenda amministrativa al commissario prefettizio Francesco Montemarano. “Ho chiesto al dott. Montemarano – si legge in un post da manicomio giudiziario – di chiudere la gara e affidare il cantiere per la costruzione della nuova mensa scolastica. Stessa cosa dicasi per la tensostruttura e tutto l’iter per la creazione del parco urbano. Ho evidenziato, inoltre, di procedere con il restyling di via Milano L’ho poi informato anche dei lavori in corso per l’ammodernamento della villetta comunale in via Campanello. I tempi sono assai stretti, ma auspico nella celerità del Commissario – il quale mi ha già garantito la sua determinazione nel rispettare le scadenze per mettere in salvo i finanziamenti PNRR ottenuti – nel riuscire a terminare ciò che assieme alla mia squadra avevo iniziato. Su questa linea è stata mia premura indirizzarlo verso le pratiche per il collaudo di via Roma”. Barbato il suonato, così sembra, non si è ancora reso conto che, per fortuna dei cittadini, non è più il sindaco di Teverola. Non gli sono bastate le scatole di Maalox. Non hanno fatto effetto le auto-flebo. Sono andate fuori vena. Strano per un infermiere provetto. Evidentemente la siringa delle opposizioni gli ha fatto male. Malissimo. Si sta ancora toccando il gluteo. Acciaccata anche la madre di Barbato. In questo caso c’è l’attenuante dell’età. Ma non di meno va segnalato un suo post che fa accapponare la pelle. La signora Emma Puca ha scritto, parole: “Mio figlio è stato sfiduciato da due “piccole donne” e peggio ancora “mamme”. In modo particolare, tu Angela (Improta, ndr), sulle scale, prima che iniziasse il consiglio comunale, gli avevi detto di fidarsi di te! VERGOGNATI! È cosi che tu, maestrina, amica di famiglia da una vita, rispetti le persone, tanto vale la tua parola? Potevi essere sincera e parlargli, nulla fosse cambiato, anzi saresti stata apprezzata! Angela tu sei stata definita CARPISA dagli stessi che ti sei baciata. È cosi che ti sei raggirata la misera Antonella (Di Martino, ndr) pur avendo vergogna di uscire con lei!”. Commenti ben oltre l’indecenza. Possibile che il figlio non abbia detto alla mamma di rimuovere un post sessista e vergognoso? Follia pura. Per non parlare dell’evangelico Crescenzo Salve. Sempre a mezzo Fb ha chiamato in causa nientepopodimeno che Gesù. “Mi raccontava mio nonno che i trenta denari sono il simbolo del tradimento per la transazione più famosa e iniqua della storia. Per trenta denari Giuda vendette Cristo, consegnandolo alla morte. Giuda si pentì, restituì i denari ai sacerdoti e si impiccò”. Siamo alle minacce. Se a Tommaso Barbato servono scaffali di flebo Crescenzo Salve ha urgente bisogno di una dose massiccia di neurolettici. La verità fa male. L’opposizione ha impedito il blitz sull’area Pip. Un bis che sarebbe stato devastante per il territorio. Un affare da decine e decine di milioni di euro. Gli amministratori defenestrati sono rimasti a mani vuote. Uno smacco imperdonabile. Da qui la caccia ai colpevoli (di aver fatto l’interesse della gente). Barbato con il duo Gennaro Caserta-Biagio Lusini ha tentato il colpo grosso. Il colpaccio non è riuscito per l’intervento di Teverola Sostenibile e Teverola Città Fertile. Sfiducia in consiglio. Politicamente corretto. In questi casi si ricorre al notaio. Meglio così. L’ex sindaco e i suoi sodali non hanno scusanti. Ma indomiti stanno scatenando il putiferio. Cumuli di immondizia sversati sugli avversari politici che hanno avuto il “demerito” di aver stoppato un’altra colata di cemento con annessa speculazione edilizia a colpi di mazzette di soldi. È questa è la fiera della vergogna che certifica il rigor mortis di Barbato, Caserta e Lusini. Quello che lascia perplessi è la mancata rimozione da parte del commissario prefettizio Montemarano dei due responsabili di settori strategici come l’Ufficio tecnico e i settori Economico-Finanziario e Politiche sociali. Per ora è ancora al suo posto di capo dell’Utc Alessandro Pisani, successore del contestatissimo Botti e “famoso” come suo accompagnatore personale. È stato presente per mesi nell’ufficio senza alcun titolo prima della nomina ex articolo 110 del Tuel conferitogli da Barbato. Idem per Massimiliano Schiavone: ricopre tuttora la carica di responsabile dell’area Economico-Finanziario e Politiche sociali, mansioni assunte dopo lo “svuotamento” di Carlo Barbato, al quale l’allora sindaco “scippò” il settore Finanziario perché non era “allineato”. Il commissario prefettizio dovrebbe fare ad horas un po’ di pulizia negli uffici comunali. Mantenere in vita gli art. 110 è un’anomalia. Soprattutto se si tratta di nomine fortemente avversate e al centro di un veemente scontro tra maggioranza e opposizione. Siamo certi che Montemarano provvederà quanto prima a rimuovere Pisani e Schiavone. È cosa buona e giusta. Tornando a Barbato e company non resta che constatare come la siringa della minoranza abbia lasciato un doloroso ematoma. Non è stata Pic Indolor. Ahia.

Velvet Underground

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