In corso l’assemblea nazionale di Confindustria. Ad aprire i lavori il presidente Bonomi, che ha bocciato il salario minimo. Poi l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella, che ha invitato a non cedere a tentazione di cavalcare paure. “Se c’è qualcosa che una democrazia non può permettersi è di ispirare i propri comportamenti, quelli delle autorità, quelli dei cittadini, a sentimenti puramente congiunturali. Con il prevalere di inerzia ovvero di impulsi di ansia, di paura”. Lo dice il capo dello Stato Sergio Mattarella all’assemblea di Confindustria. “Due” i “possibili errori: una reazione fatta di ripetizione ossessiva di argomenti” secondo cui “a fronte delle sfide” che “la vita ci presenta, basta denunziarle senza adeguata e coraggiosa ricerca di soluzioni”. “Oppure – ancor peggio – cedere alle paure, quando non alla tentazione cinica di cavalcarle”, aggiunge. “La democrazia si incarna nei mille luoghi di lavoro e studio. Nel lavoro e nella riflessione dei corpi sociali intermedi della Repubblica. Nel riconoscimento dei diritti sociali”, evidenzia Mattarella. “Nella libertà d’intraprendere dei cittadini. Prima di ogni altro fattore, a muovere il progresso è, infatti, il ‘capitale sociale’ di cui un Paese dispone. Un capitale che non possiamo impoverire. È una responsabilità che interpella anche il mondo delle imprese: troppi giovani cercano lavoro all’estero, per la povertà delle offerte retributive disponibili”. “Un’economia in salute contribuisce al bene del sistema democratico e della libertà, alla coesione della nostra comunità”. A sottolinearlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo all’Assemblea di Confindustria. Il Capo dello stato cita un discorso di Roosevelt in cui disse che “l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa” per poi osservare che anche adesso così come allora si deve “richiamare il legame, per quanto possa a molti apparire scontato, tra economia e democrazia”. “Non è il capitalismo di rapina quello a cui guarda la Costituzione nel momento in cui definisce le regole del gioco. Il principio non è quella della concentrazione delle ricchezze ma della loro diffusione. Il modello lo conosciamo: è quello che ha fatto crescere l’Italia e l’Europa”, evidenzia “L’economia di mercato non pone in discussione valori costituzionalmente rilevanti, quali il rispetto della dignità umana e il dovere di solidarietà. O l’art. 35, relativo alla tutela del lavoro, il 36, sulle condizioni di lavoro, o il 37 sulla donna lavoratrice. È anzitutto il tema della sicurezza sul lavoro che interpella, prima di ogni altra cosa, la coscienza di ciascuno. Democrazia è rispetto delle regole, a partire da quelle sul lavoro”, dice Mattarella. Mattarella ha citato il “messaggio che Luigi Einaudi” consegnava “il 31 marzo del 1947, nelle Considerazioni finali da Governatore della Banca d’Italia”. A proposito della situazione economica, scriveva: ‘È necessario che gli italiani non credano di dover la salvezza a nessun altro fuorché se stessi’. Oggi diremmo: a noi stessi e agli altri popoli coi quali abbiamo deciso di raccoglierci nell’Unione Europea”. Confindustria “resta convinta che la mera introduzione di un salario minimo legale, non accompagnata da un insieme di misure volte a valorizzare la rappresentanza, non risolverebbe né la grande questione del lavoro povero, né la piaga del dumping contrattuale, né darebbe maggior forza alla contrattazione collettiva”, dice il presidente Carlo Bonomi all’assemblea, sottolineando che “la Costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto” e questa funzione “è affidata alla contrattazione”. L’industria, rimarca, “negli ultimi vent’anni ha avuto dinamiche retributive di gran lunga superiori al resto dell’economia”. “La tutela della sicurezza sul lavoro presuppone regole chiare e semplici e si fonda sulla prevenzione”. Bonomi affronta così in un passaggio il tema degli incidenti sul lavoro con un richiamo ai ‘contratti collettivi’ che prevedono “piena applicazione della normativa di salute e sicurezza”. “La nostra visione – l’unica che per noi ha senso – è che sia necessario evitare gli incidenti valorizzando una logica partecipativa – afferma – una logica che unisca nelle azioni e nelle relative responsabilità, non che divida e contrapponga, eredità di vecchi antagonismi di classe”. Confindustria auspica “profondamente riforme che leghino governabilità e capacità di dare voce e rappresentanza alle tante istanze” della società civile. Il presidente, Carlo Bonomi, dall’assemblea annuale di Confindustria avverte le “forze politiche”: “Guardatevi dal compiere lo stesso errore di sempre. Evitate di progettare interventi sulla forma di Stato e sulla forma di governo maturati e ispirati da una dialettica divisiva, aliena per definizione dalla serietà con cui proporre e giudicare impianti istituzionali così rilevanti per la democrazia e la libertà del nostro Paese. Questo appello non credo affatto che venga dalle sole imprese”. “Chiediamo – dice il leader degli industriali dall’assemblea di Confindustria – regole e scelte politiche in grado di conciliare l’efficienza e l’efficacia dei comportamenti pubblici con gli stimoli all’intraprendenza, all’innovazione, alla capacità di fare, fare bene e fare del bene. Insistiamo, insomma, sulla necessità che anche a livello istituzionale il nostro Paese possa puntare su competitività e inclusione sociale, produttività e solidarietà. I valori stessi della nostra Costituzione, d’altronde, a queste dimensioni si ispirano”. Si rivolge quindi alle forze politiche chiedendo che sulle riforme istituzionali non ci sia una “dialettica divisiva”. E dice: “E’ proprio questo il nostro auspicio finale. Un’Italia che sappia ispirarsi alla volontà di leale collaborazione che ispirò i lavori dei padri costituenti. Un’Italia responsabile, perché la fiducia pubblica si nutre di serietà e non di battute sprezzanti. Un’Italia che sappia costruire sulla forza dei suoi corpi intermedi – imprese, sindacato, volontariato e terzo settore – che racchiudono in sé milioni di italiani di buona volontà e di sacrificio quotidiano”. “Noi siamo certi che Lei, signor Presidente della Repubblica, dice ancora Bonomi rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato – abbia non solo molto a cuore questa Italia, ma sia una voce essenziale per tenerla sulla giusta strada. Noi vogliamo un’Italia pubblica che recuperi attenzione e considerazione per la ricchezza dell’impegno che, come corpi sociali, poniamo in essere ogni giorno al servizio del nostro Paese. Come imprenditori ci impegniamo con competenza e dedizione, cuore e ambizione”. “Siamo tra coloro che credono che, in un ordinamento come il nostro, che correttamente ambisce a una maggiore stabilità di governo, il Capo dello Stato debba continuare ad essere il garante della Costituzione”. Così Carlo Bonomi che, nella giornata internazionale della democrazia, dall’assemblea di Confindustria si rivolge a Sergio Mattarella: “Siamo certi che Lei continuerà a far sentire la sua voce ferma e ispirata a tutela dei principi della nostra Democrazia, a sostegno delle scelte internazionali fatte liberamente dall’Italia, per l’osservanza e per l’attuazione dei diritti dei cittadini, a partire dai più fragili”. Un lungo applauso della platea ha scandito l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula dell’auditorium Parco della musica all’assemblea annuale di Confindustria. Poco prima un applauso aveva accolto anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il presidente della Repubblica ha salutato le autorità e gli ex presidenti degli imprenditori seduti in prima fila. Poi, ancora tutti in piedi, per l’Inno nazionale che ha lasciato lo spazio ad un filmato sul ruolo dei Vigili del fuoco. Per il capo dello Stato anche la standing ovation della platea di Confindustria al termine del suo intervento all’assemblea annuale degli industriali. E’ la banda dei Vigili del Fuoco a dare inizio all’assemblea di Confindustria. “Desidero innanzitutto rivolgere il più caloroso ringraziamento alla Banda nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco che ha eseguito il nostro inno nazionale”, esordisce il leader degli industriali, Carlo Bonomi. Ai Vigili del Fuoco sono anche dedicati i passaggi di un cortometraggio che, evidenziando l’impegno sul fronte dell’alluvione, parallelamente sottolinea sfide degli imprenditori come quella dei giorni più difficili dell’emergenza Covid o anche la guerra in Ucraina. “L’intero Corpo dei Vigili del Fuoco – dice il presidente di Confindustria alla platea degli industriali, con duemila invitati – accompagna l’Italia nella prevenzione e difesa contro gli incendi, prodigandosi sino allo stremo in occasione delle purtroppo frequenti calamità che colpiscono il nostro territorio e le nostre imprese. E’ una lunga storia di dedizione e di amore per l’Italia, rispettosa delle risorse, non sempre adeguate, che la politica riserva da decenni ai loro compiti e alle loro strutture. Nel grande rispetto che abbiamo per il vostro lavoro, un sentito ringraziamento da tutta Confindustria”. Dalla platea un forte applauso.

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