Bologna in piazza per Fakir: scontri, idranti e fumogeni nel corteo antagonista. La nipote: “Giustizia e umanità”

“Sono qui a nome della mia famiglia, con un dolore che è difficile anche solo raccontare, ma con la forza di chi non vuole che una vita venga dimenticata. Abderrahim non era un caso di cronaca. Abderrahim era una persona. Era mio zio, era un fratello, un familiare, un uomo con una storia, con dei sentimenti e con delle persone che lo amavano profondamente”. Dai gradini di Salaborsa Yosra Fakir parla a migliaia di bolognesi che hanno accolto l’appello del sindaco e sono arrivati in piazza Nettuno per stare vicino alla famiglia dell’uomo morto durante un intervento di polizia al Pilastro. All’inizio della manifestazione Khadija, la sorella di Abderrahim, sviene cadendo a terra sopraffatta dal dolore e per lunghi minuti in piazza si respira un silenzio surreale: la donna viene soccorsa da alcuni medici presenti in piazza, poi arriva un’ambulanza: la donna si è poi ripresa, e sta bene.

Corteo antagonista, fumogeni e idranti
Dopo il momento in piazza parte un corteo pacifico verso la stazione, mentre gli antagonisti si dirigono verso la vicina Prefettura dietro lo striscione “Contro razzismo e omicidi di Stato Giustizia per Fakir. Aboliamo la violenza di Stato e padroni”. Più volte fra di loro si alza il coro “Assassini, assassini”, davanti alla Prefettura, poi sale la tensione con contatti fra manifestanti e forze dell’ordine in assetto blindato. La tensione cresce ulteriormente, partono gli idranti e i fumogeni.

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