Cesa, appena il 4% dei voti per i 5 Stelle: unico partito del centrosinistra a scomparire. Vola il Pd, bene Azione e Moderati

Si consuma nella serata del 25 maggio lo psicodramma dei 5 Stelle di Cesa. Raffaele Bove, unico candidato pentastellato della lista Solo Cose Belle, si piazza all’ultimo posto con 157 voti. I seguaci di Giuseppe Conte ottengono appena il 4,17% delle 3.766 preferenze andate al riconfermato sindaco Enzo Guida e alla coalizione di centrosinistra. Il M5S è l’unico partito del campo largo a non portare nessun rappresentante nel nuovo consiglio comunale. Il Pd fa man bassa con 5 eletti su 8: Giusy Guarino, Angela Oliva, Alfonso Marrandino, Nicola De Michele e Stella Perfetto. Azione raggiunge la terza posizione della lista grazie ai 720 voti di Cesario Villano, seguito da Francesca Marrandino dei Moderati che arriva quinta con 594 consensi, mentre il socialista Francesco Turco si accaparra l’ottavo e ultimo seggio a disposizione con 359 preferenze. In percentuale Azione ne esce alla grande con il 19,33%. Molto positivo anche il risultato dei Moderati con il 15,77%. Soddisfacente il 10,46% raggiunto dal Psi.

Elly Schlein e Giuseppe Conte

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
Straripante il dato del partito di Elly Schlein: 3.029 voti, pari all’80,43%, in pratica 8 preferenze su 10 sono state intercettati dai candidati dem. Tra il Pd e i 5 Stelle c’è un abisso: addirittura oltre il 76%. Più lo scrutinio andava avanti, più la forbice tra i due partiti si allargava. La fine dello spoglio sanciva il trionfo dei Democratici e il tracollo dei pentastellati, esclusi dall’assise e forza talmente residuale da non fare neppure testo con un 4,17% che relega i seguaci di Conte a partito ininfluente sulla scena politica locale. Al netto del divario con il Pd, i 5 Stelle sono stati quasi quadruplicati da Azione, triplicati dai Moderati e più che doppiati dal Psi. Com’era ampiamente prevedibile l’appiattimento del M5S al Pd nella scorsa consiliatura con il salto dall’opposizione alla maggioranza ha distrutto i pentastellati. Loro che si erano posti in netta contrapposizione con Guida, criticato e attaccato in ogni modo e duramente, sono diventati i più fedeli alleati del sindaco.

Enzo Guida

GUIDA DISTRUGGE I 5 STELLE
Con intelligenza politica il sindaco li ha prima adulati e poi se li è divorati in un solo boccone. Per Guida è stato un gioco da ragazzi farsi beffa della dirigenza locale dei 5 Stelle, composta dal consigliere uscente Raffaele Bencivenga, già bocciato dagli elettori alle regionali per la sua giravolta in assise, e da personaggi in cerca d’autore come Valerio Villano che hanno sfogato le loro frustrazioni personali, politiche, sociali e culturali con l’approdo al M5S e con la loro incrollabile fede nel dio Fb. Ma per diventare “qualcuno” nella vita reale bisogna impegnarsi e studiare, per svolgere un vero ruolo socio-politico servono titoli e consensi, l’attivismo social si scioglie ben presto come bolle di sapone. I “ciucci” hanno il respiro corto, prima o poi i loro limiti vengono a galla. E alla fine della fiera e delle stupidaggini su Fb gli elettori presentato il conto. Ed ecco emergere la verità: si tratta di persone sprovvedute e rappresentative a malapena di sé stessi.

Amelia Bortone

I DANNI DELL’INCIUCIO PENTASTELLATO
Con un po’ di ironia ci immaginiamo l’analisi del voto in casa 5 Stelle. “Abbiamo perso per un complotto plutocratico internazionale”. Oppure: “Ci ha penalizzato la guerra tra Usa e Iran”. E ancora: “I cittadini non ci hanno capiti perché non hanno ancora compreso che la Terra è piatta”. L’esito delle elezioni del 24 e 25 maggio è molto più chiaro e semplice: agli elettori non è andato giù il trasformismo dei pentastellati, non è piaciuta la loro predisposizione a sedersi al tavolo delle spartizioni politiche, non hanno gradito il tradimento del mandato popolare che alle precedenti comunali aveva assegnato agli eletti di Uniti per Cesa il ruolo di opposizione, non quello di accordarsi alla maggioranza. Non solo. I cittadini hanno premiato i candidati che consideravano pentastellati doc, come dimostrano in modo plastico i voti raccolti da Amelia Bortone (401 preferenze, non eletta per una sola scheda) e da Paola Verde (237 preferenze). In totale le due esponenti della lista Cesa in Comune hanno raccolto 638 voti, il 28,12% dello schieramento che ha incassato complessivamente 2.269 preferenze. In caso di vittoria di Giuseppe Fiorillo sarebbero state elette entrambe.

Il municipio di Cesa

DOPPIA MORALE E PREBENDE POLITICHE
Dalle urne è uscito un risultato inequivocabile: l’attuale classe dirigente dei 5 Stelle non rappresenta nessuno, non ha alcun seguito elettorale. I commenti social cattivi e giustizialisti sono il segnale nitido di un partito allo sbando per colpa di “signori” che in altre forze politiche non attaccherebbero neppure i manifesti ai muri perché incapaci di usare colla, secchio e scopa. Ma l’aspetto più deteriore di questi personaggi in cerca di autore sono la doppia morale e il doppiopesismo. Come mai non hanno detto una parola sull’uso illegale dei progetti GOL? Perché sono stati in religioso silenzio di fronte a uno scempio amministrativo così evidente? Beh, è fatto notorio che se fossero pubblicati gli elenchi dei tirocinanti balzerebbero agli occhi i nomi e i cognomi di figli, figlie, amici e amici degli amici di coloro i quali sui social fanno i puritani, mentre nella vita reale hanno beneficiato di 500 euro al mese per 6 mesi per i loro cari. Un celebre scrittore russo direbbe: “Tutti pensano a cambiare l’umanità, ma nessuno pensa a cambiare sé stesso”. Per Fabrizio Caramagna “la cosa peggiore delle persone con una doppia morale è che non hanno morale, ma una doppia faccia. E a volte anche una doppia vita”.

Mario De Michele

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