Condannato anche in Appello il sindaco di Cesa Enzo Guida. I giudici di secondo grado ha ridotto la pena da 2 anni a un anno e 7 mesi ma hanno riqualifica il reato di stalking in maltrattamenti in famiglia ai danni dell’allora moglie Tina Bove. La sentenza è stata emessa lo scorso 7 luglio. Confermata invece la condanna a un mese per Domenico Guida, padre del primo cittadino, imputato per diffamazione. La fascia tricolore del Pd è sotto processo anche per lesioni personali. Nonostante la lieve riduzione di pena il sindaco Guida stavolta ha ben poco da brindare, come inopportunamente fece con un post su Fb e tanto di bottiglia di spumante in occasione dell’assoluzione per altri reati minori sempre ai danni dell’ex consorte.

Il primo cittadino si è sempre professato innocente e ha sempre manifestato la sua ferma convinzione di essere assolto. I giudici della Corte d’Appello di Napoli invece hanno stabilito che Guida è colpevole pur riducendo la pena comminata dal Tribunale Napoli Nord. La riqualificazione giuridica del reato, dovuta al rapporto di vicinanza con la vittima, rappresenta una batosta per il sindaco di Cesa. Nelle occasioni pubbliche, tra cui l’inaugurazione della “Panchina rossa”, Guida ha sempre ribadito di non essere imputato per maltrattamenti ai danni dell’allora moglie. L’Appello lo ha smentito anche su questo punto.

Una volta depositate le motivazioni della sentenza il sindaco di Cesa ricorrerà probabilmente in Cassazione. Ultimo round del processo incardinato per vicende che risalgono al 2017, quando Guida era sposato con Bove, oggi sono separati. La fascia tricolore è innocente fino a sentenza passata in giudicato ma sotto il profilo dell’opportunità la condanna anche in secondo grado è un macigno per un sindaco iscritto al Pd, partito fortemente impegnato in Parlamento e sul piano politico contro la violenza sulle donne su impulso della segretaria Elly Schlein.
Mario De Michele






