
Da circa un mese i 96 tirocinanti dei due progetti provinciali per la Garanzia di occupabilità dei lavoratori, che fino allo scorso maggio avevano prestato servizio in modo irregolare al comune di Cesa, sono stati dislocati nelle scuole di Aversa e dell’Agro di competenza dell’ente dell’ex Saint Gobain. A ripotare la situazione sui binari della legge ci ha pensato Giovanni Innocenti che, in piena sinergia con il presidente Anacleto Colombiano, si è attivato con le agenzie per il lavoro per rimediare al disastro compiuto da Cesario Villano, all’epoca consigliere provinciale delegato alla Formazione e membro della maggioranza di Enzo Guida, oggi assessore dopo il successo della lista Sole Cose Belle alle elezioni di Cesa. Il buon Villano aveva “drenato” gli esclusi dai progetti comunali nei due progetti GOL della Provincia. Ed ecco perché tutti i 96 tirocinanti sono cesani. Un magheggio che gli ha consentito di fare il boom di voti alle comunali e di incassare la nomina nella nuova giunta targata Guida.

Ma l’utilizzo clientelare dei GOL ha determinato un corto circuito con la normativa vigente. L’ente ospitante dei progetti è la Provincia. Spettava dunque all’ente di via Lamberti a Caserta impiegare i 96 prescelti in strutture e aree pubbliche di competenza provinciale. Legge alla mano, i tirocinanti non potevano essere utilizzati, come è invece accaduto da gennaio a maggio, presso gli uffici e le scuole comunali di Cesa. I partecipanti ai GOL, che percepiscono 500 euro al mese per 6 mesi, erano infatti tenuti a firmare i fogli di presenza ogni giorno in entrata e in uscita sotto la supervisione di un tutor. E qui si frappone il primo ostacolo al pagamento dell’indennità. Chi come, dove e quando ha raccolto le firme? Chi ha svolto il ruolo di tutor? Un ostacolo che appare ancora più insormontabile a fronte dell’utilizzo fraudolento dei tirocinanti. Non a caso, proprio perché non potevano prestare servizio a Cesa, la Provincia li ha dirottati a fine maggio negli istituti provinciali aversani e dell’agro. Lo spostamento dei prescelti in altre sedi, quelle conformi ai progetti, è la dimostrazione plastica del fatto che i due progetti siano stati attuati, fin dall’inizio, ovvero a partire da gennaio, “contra legem”.
Ed eccoci al nodo gordiano dei pagamenti. I funzionari provinciali hanno mani e piedi legati. Se dovessero attestare le presenze o prendere per buone quelle raccolte alla rinfusa, a quanto pare su input dello stesso Villano tramite addirittura messaggi WhatsApp, commetterebbero un palese e gigantesco illecito amministrativo con risvolti anche sul piano penale. I soldi pubblici destinati ai tirocinanti, che in questo caso ammontano a ben 288mila euro, sono finalizzati alla loro formazione per l’avviamento al lavoro. Non si tratta di un ammortizzatore sociale ma di uno strumento per favorire l’inserimento di categorie fragili nel mondo produttivo. Se i 96 GOL di Cesa hanno prestato servizio in modo irregolare, addirittura presso strutture comunali e non in quelle di competenza provinciale, va da sé che i funzionari dell’ente dell’ex Saint Gobain non sono nelle condizioni di attestare le presenze. Se dessero l’ok ai pagamenti commetterebbero gravi reati amministrativi e penali.
Nel Palazzo della Provincia si vocifera che qualche funzionario sarebbe disposto ad apporre la sua firma, nonostante le irrefutabili e reiterate violazioni di legge. C’è puzza di possibili pressioni e ingerenze. Si dice che qualcuno abbia intenzione di ovviare al disastro di Villano con un colpo di spugna. Sarebbe una follia risolvere un guaio facendone un altro molto più irreparabile. La toppa sarebbe molto più grande del buco. Ma la pubblica amministrazione italiana ci ha abituato a qualsiasi cosa. Anche a quelle illegali. Staremo a vedere se i due progetti GOL di Cesa, iniziati malissimo, si concluderanno addirittura peggio.
Mario De Michele
(continua…)





