Perquisizioni sono in corso da parte della Guardia di finanza nelle sedi delle società calcistiche Bari e Napoli, riconducibili alla famiglia napoletana De Laurentiis. L’inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, è condotta dai finanzieri del Comando provinciale del capoluogo pugliese e riguarda le false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta connesse alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale (cioè il fallimento), presentata per l’insolvenza della medesima società sportiva. Il Bari è da poco retrocesso in serie C. Sono indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, padre e figlio di 77 e 47 anni, rispettivamente presidente del Consiglio di amministrazione della Ssc Napoli e amministratore unico della Ssc Bari.
Le perquisizioni sono in corso anche nella sede della Filmauro a Roma socio unico di entrambe le società calcistiche, dei direttori sportivi Ciro Polito (ex del Bari), Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso (ex del Napoli) e del procuratore Graziano Battistini, che seguiva il calciatore Elia Caprile (che non sono indagati). Il procedimento è collegato a una richiesta di liquidazione giudiziale (quello che un tempo si chiamava fallimento) della Sc Bari avanzata dalla Procura pugliese, e da una consulenza tecnica depositata a fine maggio dopo la retrocessione in serie C. Le ipotesi riguardano le false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta connesse alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale. Tra il 2019 e il 2025 è stato calcolato che la società avrebbe creato un buco da 30 milioni di euro e un’enorme mole di debiti.
La vicenda su cui sono puntati in particolare i riflettori degli investigatori è la cessione al Napoli del calciatore Elia Caprile, acquistato dal Bari dalla società inglese Leeds, alla quale erano stati riconosciuti premi proporzionali all’eventuale incremento di valore. Successivamente l’atleta (nel luglio 2023) è stato ceduto al Napoli al prezzo di 2,2 milioni, senza che il Bari ottenesse la partecipazione all’eventuale plusvalore. Caprile, dopo due stagioni al Napoli, fu poi venduto al Cagliari per 8 milioni, realizzando – secondo gli inquirenti – una plusvalenza da 7 milioni, di cui avrebbe dovuto beneficiare anche il Bari.
In tal modo i De Laurentis (Aurelio anche nella sua qualità di rappresentante della Filmauro, socia unica delle società calcistiche) avrebbero realizzato, in concorso tra loro, il reato di bancarotta per distrazione, sottraendo al Bari un significativo asset in un momento in cui la società biancorossa era già caratterizzata “da perdite sistemiche e consistente deficit patrimoniale”. Ad entrambi i De Laurentis viene contestato anche il reato di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose, perché nel 2021 avrebbero coperti un buco da 7 milioni e mezzo, proseguendo poi l’attività societaria “in conclamato squilibrio”. Negli anni tra il 2019 e il 2025 le perdite hanno raggiunto quota 30 milioni.






