Vertice di maggioranza al Senato sulla legge elettorale con alcuni sherpa dei partiti di governo e capigruppo oltre alla ministra Elisabetta Casellati e il presidente della commissione Affari Costituzionali Andrea De Priamo. Il governo starebbe valutando di non esprimere un parere contrario ma di rimettersi all’aula sulle proposte di modifica alla legge elettorale delle opposizioni sulle preferenze, questione su cui le forze della coalizione sono divise.
Si va inoltre verso una modifica della cosiddetta norma anti-cespugli ora al 3% e introdotta alla Camera con un emendamento di FI. L’ipotesi prevederebbe la cancellazione di qualsiasi soglia e di conseguenza tutti i voti, anche quelli ottenuti dai ‘piccoli’ che non raggiungono nemmeno l’1%, saranno conteggiati ai fini dell’assegnazione del premio di maggioranza alla coalizione. A fronte di questo, verrebbe però aumentato il numero delle firme necessarie per presentarsi per evitare il fenomeno delle ‘liste civetta’.
Donzelli: “Il governo non salta”
“Non salta né il governo né la maggioranza a prescindere da tutto. Qualcuno ci spera ma non salteremo. Finiremo la legislatura con la serenità di sempre, con cui sempre è stato compatto il centrodestra. Qualcuno ci spera ma nemmeno troppo, nemmeno il Pd, non è pronto ad andare alle urne, non hanno un candidato, stanno litigando sulle modalità. Qualcuno vuole mandarci a casa ma non gli italiani”. Lo ha dichiarato Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI. Rispondendo alla domanda su come voterà FdI al Senato sul sub emendamento ha spiegato: “Lo decidono i senatori in autonomia, ogni senatore e il gruppo del Senato. Noi da sempre siamo favorevoli alle preferenze”.
L’appello di Vannacci a FdI
La giornata si è aperta con la mossa di Roberto Vannacci. Il leader di Futuro nazionale lancia un appello dai suoi social a Fratelli d’Italia affinché “Voti l’emendamento per le preferenze pure”, perché “analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera”. L’ex generale fa riferimento al sub emendamento presentato ieri dalle opposizioni, Pd in testa, per introdurre preferenze libere, senza candidati blindati, su cui il partito di Giorgia Meloni sta facendo delle valutazioni. A rischio, vista la contrarietà di Forza Italia e Lega, c’è la tenuta della coalizione di maggioranza o il futuro dello stesso Melonellum.
Un equilibrio delicato su cui affonda il colpo il leader di Italia viva Matteo Renzi, che nel suo intervento in aula chiede alla premier di votare il sub emendamento delle opposizioni che – “corrisponde, in toto e in pieno, alla storia politica e alla battaglia politica della presidente Giorgia Meloni, che in tutti questi anni ci ha fatto la morale sulle preferenze” – e se gli alleati di governo sono contro, “ci porti alle elezioni”.
“FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce, cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?”. Così Vannacci su facebook postando postando un vecchio manifesto di FdI in cui si legge: “No alle liste bloccate. Siano direttamente i cittadini a scegliere i parlamentari”.
“Al di là delle barriere ideologiche, delle stanze del potere, delle manovre di palazzo e di una politica rancida e stantia, dovrebbe contare una cosa su tutte: l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani. Gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta. Ridiamo sovranità al popolo”, aggiunge Vannacci.
Le reazioni
Per FdI ha parlato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, che ha definito il sub-emendamento delle opposizioni “una provocazione politica”. “Ma il tema c’è”, dichiarandosi “sempre stato favorevole alle preferenze”. Mentre per il leader di Azione Carlo Calenda, “l’emendamento del campo largo sulle preferenze, non prevedendo l’obbligo di esprimere una doppia preferenza con alternanza di genere, rischia di restringere significativamente la presenza femminile in Parlamento”. “Chiediamo ai partiti che l’hanno presentato di riflettere sull’opportunità di ritirare l’emendamento e riformularlo”, aggiunge.
Con l’intervento della ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, che ha difeso la nuova legge elettorale, si è conclusa la discussione generale. Nel pomeriggio, dopo l’esame degli emendamenti, è attesa la votazione del sub emendamento presentato dalle opposizioni sulle preferenze.





