Irisbus chiude lo stabilimento di Valle Ufita. La societa’ dell’Iveco che opera nel settore della produzione e commercializzazione degli autobus urbani, extraurbani e turistici, prende atto della rinuncia, comunicata ieri, del Gruppo DR all’acquisizione dello stabilimento di Valle Ufita.

”Di fronte all’impossibilita’ di portare a termine l’unica soluzione individuata, che consentiva l’avvio di una nuova iniziativa imprenditoriale ed industriale per assicurare continuita’ al sito – e’ scritto in una nota -, l’azienda sara’ costretta, suo malgrado, ad avviare le procedure consentite dalla legge per cessare le attivita’ dello stabilimento”. ”Irisbus Italia – e’ scritto ancora – si rammarica del fatto che le strumentalizzazioni sviluppatesi su questa vicenda non abbiano nemmeno consentito la verifica della nuova soluzione industriale delineata, che avrebbe garantito prospettive di occupazione e di reddito”. La Dr dell’imprenditore De Risio ha infatti comunicato la rinuncia a seguito del ”perdurare del clima di tensione emerso nelle ultime settimane” nello stabilimento. I sindacati non ritengono Dr in grado di gestire lo stabilimento anche alla luce dell’impegno che lo attende a Termini Imerese dove dovra’ rilevare una parte dell’area industriale dismessa da Fiat. Ieri, alcune decine di lavoratori sono rimasti in fabbrica per un presidio interno, mentre i sindacati chiedono che la vicenda venga risolta dal governo, dal ministero dello sviluppo economico e dallo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La rinuncia di Di Risio, peraltro, e’ stata accolta positivamente dai sindacati e in particolare dal leader della Uilm Rocco Palombella che l’ha definita una ”assunzione di reponsabilita”’ e ora chiede un confronto con il Lingotto. Discussione che pero’ l’azienda ritiene ormai inutile. ”Come e’ noto – prosegue il comunicato di Irisbus – la societa’ ha subito molto duramente gli effetti della grave crisi che ha colpito il mercato degli autobus urbani in Italia, le cui immatricolazioni si sono drammaticamente ridotte. Cio’ ha determinato una progressiva e costante contrazione dei volumi produttivi dello stabilimento, che sono passati dai 717 veicoli del 2006 ai soli 145 autobus, di cui meno di 100 urbani, dei primi sei mesi del 2011. Due mesi di approfondimenti ed incontri, anche mediante l’istituzione di tavoli tecnici ad hoc – conclude la societa’ – hanno confermato che la situazione attuale delle gare e le previsioni per il medio periodo continuano ad evidenziare un trend di forte contrazione della domanda, peraltro fortemente condizionata, nell’attuale congiuntura, dalla scarsita’ di fondi pubblici, che non consente di mantenere un’offerta competitiva e di proseguire l’attivita’ industriale dello stabilimento di Valle Ufita”.

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