Zagaria attacca Iovine: “Finto pentimento, non restituisce i soldi”. E sul Polo calzaturiero…

L’amicizia tra Michele Zagaria e Antonio Iovine non esiste più. Lo dimostra un documento riservato oggi nelle mani dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. Una relazione firmata da un ispettore in servizio nel supercarcere milanese di Opera, dove Zagaria è recluso in regime di isolamento. L’ex superboss di Casapesenna si è abbandonato ad un lungo sfogo raccolto dagli uomini della Polizia penitenziaria ed oggi qualificato agli atti come «dichiarazioni spontanee». Quattro pagine fitte che riportano le frasi dell’uomo che sedeva in vetta alla «cupola casalese» che oggi non esiste più. Da collaboratore di giustizia Iovine ha già più volte accusato (anche in aula) Michele Zagaria. «Contrariamente a me – dichiara Capastorta – lui ha intrapreso la strada della collaborazione, ma lo sta facendo in maniera non coerente dato che non si è mai accusato di cinque omicidi che ha commesso, non ha mai fatto trovare né restituito i soldi frutto dei suoi proventi malavitosi: ancora oggi, mentre è in corso un processo che mi vede imputato di estorsione, reato che non ho commesso, Iovine non ammette di avere intascato lui una tangente di un miliardo e 300 milioni di vecchie lire, che poi reinvestì nelle attività del Polo calzaturiero…».

 

 

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