In Veneto la sanità migliore, seguono Emilia-Romagna e Toscana. Campania in basso

La Regione dove la sanità è migliore è il Veneto. A dirlo è il Nuovo sistema di garanzia basato sul monitoraggio dei Lea (livelli essenziali di assistenza) messo in piedi al ministero alla Salute e riferito al 2024. Sul podio, l’Emilia-Romagna strappa il secondo posto alla Toscana, che scende nella terza posizione. Seguono Piemonte e Provincia di Trento. La Lombardia è sesta, recupera cioè una posizione rispetto al 2023, quando dalla Regione ci furono polemiche per il punteggio assegnato dal ministero, che segnò una retrocessione nella graduatoria. Ogni anno si ripete che il sistema non serve a fare classifiche, ma sono le stesse Regioni a sottolineare i propri risultati con orgoglio, quando sono in posizioni di classifica alte, ma anche in caso di miglioramenti significativi. Del resto, il meccanismo serve anche a realizzare un sistema premiale dal punto di vista economico.

La classifica completa
Per ciascuna macro area, in base ai risultati nei singoli indicatori, viene assegnato un punteggio da zero a 100. La graduatoria dimostra ancora una volta una grande differenza tra il Centro-Nord e il Sud. Vede quindi il Veneto al primo posto con 288 punti, davanti all’Emilia-Romagna, che sale a quota 282, e alla Toscana, terza con 280. Seguono Piemonte (272), Provincia autonoma di Trento (271) e Lombardia (270). Più staccate Umbria (254), Liguria (250), Friuli Venezia Giulia (248), Puglia (242), Marche e Lazio, entrambe a quota 237, poi Abruzzo (229), Valle d’Aosta (213), Sardegna (212), Campania (209), Provincia autonoma di Bolzano (206), Basilicata (205), Sicilia (196), Molise (192) e Calabria (189). Da sottolineare, rispetto al 2023, il peggioramento delle Marche e la crescita della Liguria.

Gli indicatori utilizzati per la graduatoria
Il Nuovo sistema di garanzia misura la qualità dell’assistenza sanitaria erogata dalle Regioni dando un punteggio a una serie indicatori, 88 divisi poi in sotto indicatori e raggruppati in tre macro aree: assistenza ospedaliera, distrettuale e prevenzione. Viene valutata, tra l’altro, la copertura vaccinale dei bambini, i tempi di intervento dei mezzi di soccorso, percentuale di cesarei, morte per ictus, inappropriatezza prescrittiva. L’analisi del ministero mostra un’evoluzione differenziata delle tre aree assistenziali. La prevenzione registra un miglioramento quasi generalizzato, l’assistenza territoriale cresce soprattutto nelle Regioni del Centro-Sud, pur mantenendo un divario rispetto al Nord, mentre l’area ospedaliera evidenzia una lieve flessione complessiva ma continua a garantire livelli di qualità.

 

 

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