Terzo mandato, la Lega non cede: “Non ritiriamo”. Tensione nella maggioranza, FdI ha chiesto il ritiro dell’emendamento

Il messaggino, molte volte inoltrato, è di due parole soltanto: “Non ritiriamo”. Circola tra i parlamentari leghisti a partire dal primo pomeriggio. Significa che l’ormai famoso emendamento della Lega per consentire ai governatori il terzo mandato sarà mantenuto. Se così fosse, l’epilogo più probabile sarebbe la bocciatura. E cioè, una crepa formale, vistosa se non clamorosa, dentro alla maggioranza. La Lega non ha ritirato gli emendamenti sul terzo mandato dei sindaci delle grandi città e dei governatori, che saranno dunque votati in Commissione Affari costituzionali, dove Fi e FdI si sono espressi contro. E’ l’esito del vertice di maggioranza sul decreto elettorale, secondo quanto ha riferito al termine Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari costituzionali e relatore. Balboni ha detto che la maggioranza ha trovato “un accordo su tutti gli emendamenti” tranne i due della Lega sul terzo mandato di sindaci e governatori “su cui resta una diversità di opinione, legittima, della Lega che li mantiene”. “Senza drammi – ha proseguito – abbiamo preso atto che nella maggioranza altri partiti hanno altre posizioni, e in Commissione ognuno sarà libero di votare come crede”. “Tengo a sottolineare – ha detto ancora il presidente della Commissione – che l’emendamento, pur con delle criticità è stato dichiarato ammissibile perché la politica deve assumersi le sue responsabilità e non può nascondersi dietro aspetti tecnici. Quindi senza strappi e senza litigi si voterà in Commissione”. Maggioranza spaccata? hanno chiesto i cronisti: “Spaccata mi sembra una parola grossa, c’è una diversità di opinioni”. Il voto, ha spiegato ancora Balboni, potrebbe slittare alla prossima settimana: “noi siamo pronti ma dobbiamo aspettare i pareri della Commissione Bilancio (sulla copertura ndr) che non è detto arrivino in settimana”. “Sul terzo mandato a sindaci e governatori decida il Parlamento. È una questione di democrazia”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a “Mattino Cinque News” su Canale 5. “Sul terzo mandato è una questione di democrazia. Mi metto nei panni di chi ha un buon sindaco o un buon governatore e, dopo due mandati, non può più rivotarlo per legge. Secondo me perde qualcosa. Per i ministri – ha aggiunto – c’è un limite di mandati? Per i parlamentari italiani o per i parlamentari europei c’è un limite di mandati? No. Se uno si trova il sindaco bravo o il governatore bravo, per me sarebbe utile che potesse rivotarlo”. In ogni caso, “sicuramente il centrodestra non si dividerà sul terzo mandato o su questioni politiche”, ha concluso Salvini. Da FdI si sottolinea non solo che l’accordo tra alleati era per non presentare emendamenti, ma soprattutto che l’atteggiamento della Lega è “incomprensibile. Se mantengono l’emendamento, perdono e la partita è chiusa. Se lo ritirano, c’è il tempo per riparlarne dopo le Europee”. Ma per la Lega, al momento, è “questione democratica e di principio”.

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