“Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso di questa brutta cosa. Io non ho mai minacciato lei e altri. Ho sentito un messaggio che abbiamo sentito alla scorsa udienza: ‘Devi morire per amore’. Intendevo dire ‘come sto soffrendo io devi soffrire tu’, non intendevo cose assurde”. Con questa dichiarazione spontanea di Alessio Tucci, ventenne reo confesso, è iniziata l’udienza del processo a Napoli per l’omicidio della sua ex fidanzata Martina Carbonaro. Alessio Tucci visibilmente commosso, ha pronunciato queste parole dinnanzi alla mamma di Martina, Enza Cossentino, che scuotendo la testa gli rivolgeva uno sguardo severo con gli occhi rivolti verso uno dei monitor presenti nell’aula 116.
Com’è noto dopo le intemperanze tra le due famiglie avvenute in occasione della prima udienza, Tucci può essere presente al processo solo in videoconferenza. “Continuo a chiedere scusa alla famiglia, – ha ribadito Tucci – perdono no, per questa cosa orrenda. Ancora oggi, è passato un anno, non ho capito cosa sia successo quel giorno, per me è un incubo, non c’è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso cosa sta facendo là fuori, ma lei non c’è più”. “Le volevo tantissimo bene, sono consapevole e pagherò fino all’ultimo, ma non ho capo quello che è successo. Ho sempre fatto bene, ho lavorato, non ho capito quello che è successo. Non se lo meritava, adesso mi importa solo di lei che non c’è più, purtroppo è andata così”.
La consulente medico in aula
In aula la testimonianza di Raffaella Salvarezza, consulente tecnica del pm: secondo la dottoressa Salvarezza nessun colpo particolare è stato la causa della condizione di pre-morte, anche se quello che ha provocato i maggiori danni sarebbe stato il quarto. Il decesso, ha sottolineato durante la testimonianza, non è stato immediato ma è sopraggiunto entro un’ora dal termine dell’aggressione. Sul corpo di Martina anche lesioni ed echimosi che fanno pensare a un tentativo di difesa. Il primo colpo, secondo Salvarezza, è stato inferto nel corridoio e la ragazza cadde, seguito da altri due in rapida successione. In questa fase Tucci avrebbe cercato di impedire all’ex di urlare, coprendole la bocca. L’ultimo colpo sarebbe stato inferto nella stanza in cui è stata trovata. Le ferite apparivano così gravi da ritenere quanto meno improbabile che un intervento di soccorso medico avrebbe potuto evitare la morte di Martina.





