La periferia di Parigi brucia, mentre l’Europa conta i suoi morti per il caldo. La foresta di Fontainebleau, a sud della capitale francese, è in fiamme. Gli aerei pescano l’acqua della Senna per riversarla sul rogo. Il caldo che alimenta il fuoco – oggi la Francia centrale era ancora sopra ai 35 gradi, mentre in Italia Firenze, Oristano e Terni hanno raggiunto i 38 – uccide anche gli anziani. Nella settimana tra il 22 e il 28 giugno, durante il picco della seconda ondata, nei 27 paesi europei sono morte 10.650 persone. Oltre 9mila avevano più di 65 anni. Molte hanno perso la vita in silenzio, sole in casa.
Le statistiche di EuroMoMo, l’istituto affiliato a Ecdc (Centro Europeo per il Controllo delle Malattie) e Oms, sono le prime cifre ufficiali che traducono i gradi del termometro in vittime. Non sono suddivise per paesi, ma gli esperti dello Statens Serum Institut di Copenhagen che gestisce EuroMoMo si sono detti colpiti soprattutto dai dati di Francia e Belgio. Nel continente di solito una media di 70mila persone perde la vita nell’ultima settimana di giugno. Quest’anno invece si sono raggiunti gli 80mila decessi, ai quali vanno aggiunti i 2.700 morti per caldo comunicati ieri dalla Gran Bretagna. “Uno scostamento simile in questo periodo dell’anno è davvero inusuale. E’ una cifra molto alta” si è stupito Lasse Vestergaard, l’epidemiologo dell’istituto danese che ha elaborato i dati. Il picco ha però delle spiegazioni mediche ben precise, spiega Paola Michelozzi, direttore del dipartimento di epidemiologia della Asl Roma1, che con i suoi colleghi ha analizzato le ondate di calore degli anni scorsi.
“Il caldo può peggiorare molte malattie croniche, soprattutto negli anziani” spiega. “Il legame con i problemi di cuore e respirazione è chiaro. Le alte temperature per esempio alterano la viscosità e la velocità di coagulazione del sangue. L’effetto del caldo su altre malattie è invece più difficile da capire. Sappiamo che fa aumentare la mortalità per cause neurologiche, ma i meccanismi non sono noti. Sembra esserci anche un peggioramento della funzione cognitiva, e questo coinvolge i pazienti con demenza. Il caldo poi interferisce con numerosi farmaci. Penso agli antidepressivi, che possono alterare la capacità dell’organismo di regolare la temperatura corporea, aumentando il rischio di disidratazione, colpi di calore e bassa pressione. Adattarsi è più difficile per le persone con un livello socioeconomico basso, sia perché hanno presumibilmente meno aria condizionata, sia perché sono in genere più colpiti dalle malattie croniche”.
Se il freddo e l’influenza hanno da sempre causato più vittime, “oggi in Italia i modelli mostrano che l’impatto del caldo è molto maggiore rispetto a quello delle basse temperature” conferma Michelozzi. Da questo punto di vista, la giornata di oggi si preannuncia campale, con 40 gradi previsti in più punti della penisola. Il Ministero della Salute che aveva assegnato i bollini rossi a due città ieri (Firenze e Perugia), oggi è passato a quattro (si aggiungono Brescia e Torino). Domani il massimo livello di allerta si estenderà anche a Roma, Frosinone e Bologna. Nel capoluogo toscano i bollini rossi si susseguono senza pause dall’8 luglio.
Oltre agli anziani, il disagio riguarda i bambini, soprattutto i più piccoli che ancora vanno a scuola. Per gli asili nido “caldi come forni” un gruppo di genitori ieri ha protestato durante il Consiglio Comunale a Bologna. Gli incendi poi non risparmiano l’Italia. I roghi sono scoppiati in provincia di Udine, a Pozzuoli, a due passi dall’Accademia Aeronautica, in Sardegna in Gallura proprio vicino alle spiagge, a Gallipoli. In Piemonte si fatica a spegnere del tutto i focolai che erano stati circoscritti nei giorni scorsi in Val d’Ossola. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha visitato i paesi colpiti dal rogo di venerdì in Andalusia. Il bilancio è salito a 13 vittime, 6 delle quali ancora da identificare. “Gli effetti della crisi climatica si stanno aggravando” ha detto. “L’estate che ci troviamo ad attraversare si presenta molto complicata”.





