Quando i politicanti si atteggiano a politici al peggio non c’è mai fine. Com’era ampiamente prevedibile, non a caso lo abbiamo anticipato ieri, Orta Prospettiva Futura non ha partecipato al consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto e la proroga del servizio tributi all’organismo straordinario di liquidazione. I consiglieri Nicola Russo (capogruppo), Anna Cirillo e Raffaella D’Ambrosio, eletti nella lista Coraggio, hanno disertano l’assise che è saltata per mancanza del numero legale dopo l’abbandono dell’aula da parte degli esponenti dell’opposizione. Tra le fila della minoranza assenti Raffale Lampano e Gennaro Colella.

Quella del gruppo che fa capo ad Angelo Brancaccio in realtà non è una defezione per mandare a casa il sindaco Antonino Santillo. Ma è un giochetto a nascondino per dare altro ossigeno al primo cittadino e per ottenere tempo per alzare la posta o per decidere se staccare la spina all’amministrazione. In ballo ci sono tre poltrone appetitose: quelle di due assessori da nominare in sostituzione dei dimissionari, ormai da molti mesi, Elvira Caccavale e Tonino Russo e quella del presidente dell’Acquedotti, dopo il termine del mandato triennale di Francesco Petrella, legale storico di Brancaccio e da lui sponsorizzato.

Ma l’ennesima crisi in maggioranza appare come un’operazione di distrazione di massa per coprire il vero oggetto del contendere. In ballo ci sono, tra l’altro, i circa 400 immobili che potrebbero sorgere alle spalle del bar Beautifull in via Bugnano e altri blitz urbanistici in perfetto stile “sacco della città”, compiuto negli anni 2000 dalle amministrazioni locali e stroncato dalla magistratura nel 2009 con i sigilli a migliaia di unità abitative. La cementificazione selvaggia portò alla nascita di “Orta 2”, una nuova città costruita in spregio a ogni regola grazie a licenze edilizie illegittime, poi annullate in autotutela dall’ente. Grazie all’inchiesta condotta dal pm Patrizia Dongiacomo e dai carabinieri si mise un freno al giro d’affari milionario che durante il boom edilizio ammontava complessivamente a circa un miliardo di euro. Un mix di abusivismo edilizio all’ennesima potenza e tangenti milionarie in proporzione più esplosivo e devastante per il territorio del “sacco di Palermo” degli anni Ottanta.

Da più parti si vocifera che il via libera ai 400 appartamenti alle spalle del Beautifull sarebbe stato concesso addirittura tramite segnalazione certificata di inizio attività perché i permessi di costruire avrebbero dato all’occhio in quanto c’è l’obbligo di pubblicazione sull’albo pretorio, a differenza delle Scia che sono atti interni. A beneficiare del mega affare sarebbe un notissimo imprenditore del mattone che ha fatto soldi a palate proprio durante il rovinoso boom edilizio in salsa ortese. Si dice anche che le nuove colate di cemento non riguarderebbero soltanto le centinaia di immobili che potrebbero sorgere alle spalle del noto bar. Sarebbero stati concessi altri permessi per ulteriori investimenti immobiliari.

Insomma la crisi politica, oltre a rappresentare l’ennesima occasione per la spartizione di poltrone, potrebbe essere la pagliuzza per nascondere la trave di un nuovo assalto al territorio. La mancata approvazione del rendiconto per mancanza del numero legale consente a Santillo e a Gianfranco Piccirillo, cugino del sindaco e suo mentore e cognato dell’assessore Annalisa Cinquegrana, di restare a galla almeno per un altro mese. In questi casi il prefetto diffida l’ente ad approvare il documento contabile entro 20 giorni.

Se invece il rendiconto non fosse stato approvato dall’assemblea consiliare sarebbe potuto scattare lo scioglimento anticipato del consiglio. Non è detto che nel prossimo mese Santillo e Piccirillo riusciranno a ritrovare la sintonia con i brancacciani, con i quali fino a pochissimi giorni fa andavano a nozze. In particolare negli ultimi due anni di mandato Brancaccio e company hanno di fatto dettato la linea della maggioranza con risultati amministrativi pessimi su ogni fronte, in particolare nel settore ambientale con la raccolta dei rifiuti spesso nel caos ed erbacce ovunque e nell’ambito del decoro urbano con strade in condizioni vergognose.
Al netto dell’esito della crisi politica quello che preoccupa maggiormente è il rischio di un pericolosissimo ritorno al passato in materia urbanistica. In termini di cemento e di distruzione del territorio Orta di Atella ha già subito fin troppo. Una nuova ondata di calcestruzzo sarebbe un macigno che affosserebbe definitivamente anche la più fievole speranza di rinascita. Il futuro dei cittadini è già stato rubato una volta da pseudo-politici e imprenditori senza scrupoli. Un secondo furto sarebbe catastrofico.
Mario De Michele





