I consigli degli esperti contro il caldo estremo, gli abiti giusti per abbassare la temperatura di almeno due gradi

Se vestissimo nel modo giusto saremmo in grado di ’beffare’ le ondate di calore, rimanendo freschi, e addirittura guadagnando 2°C sulla temperatura esterna. Questa teoria, suffragata da studi ed esperimenti, viene a galla in un periodo, come quello che stiamo vivendo, in cui ondate di calore insopportabili stanno imbrigliando tutta Europa. Iniziamo col dire che la questione di fondo è mantenere il corpo al fresco. Quindi, vestiti alla mano, vediamo come fare.

Quanto conta il colore dell’abito
Siamo proprio sicuri che scegliere un abito chiaro in estate sia la scelta giusta? La risposta arriva dalla dermatologa Marcella Ribuffo, presidente Lilt Roma. “Il colore dei vestiti è meno importante di quanto si pensi – spiega -. Sono gli abiti larghi ad aiutare a mantenere il corpo più fresco rispetto a quelli aderenti”. La spiegazione è scientifica. Quando si parla di colore, la maggior parte delle persone indossa il bianco in estate, perché riflette i raggi del sole anziché assorbire la luce come fa il nero. Però questa teoria si complica se guardiamo allo spessore e della vestibilità degli abiti, visto che il calore non proviene solo dal sole, ma anche dai nostri corpi. E quando il calore che produciamo colpisce gli abiti bianchi, viene riflesso verso di noi. Fa testo uno studio pubblicato nel 1980 su Nature sul perché i beduini, popolazione indigena seminomade che abita le regioni desertiche della penisola arabica, del Medio Oriente e del Nord Africa, indossino abiti neri nel deserto. I ricercatori in quel caso hanno scoperto che l’esposizione al calore era la stessa se i membri della tribù indossavano tuniche nere o bianche.

Gli abiti neri proteggono?
Se prendiamo a riferimento i tessuti neri vediamo che sono i migliori dissipatori di calore, ossia assorbono il calore emanato dal corpo, contribuendo così a rinfrescare. Il segreto dei beduini è indossare abiti neri larghi, soprattutto se c’è vento. Questo perché riscaldano lo spazio tra il tessuto e la pelle, favorendo una corrente d’aria ascendente, come in un camino, e offrendo un piacevole sollievo dal freddo. “I vestiti neri e larghi, come quelli tradizionali delle popolazioni beduine, possono favorire la circolazione dell’aria tra pelle e tessuto, disperdendo il calore prima che raggiunga il corpo – conferma Ribuffo –. Se invece gli abiti sono aderenti, quelli bianchi tendono a essere più freschi e meno a rischio allergie”.

Clima secco o umido?
A questo punto però dobbiamo porci la domanda di fondo: il clima che dobbiamo affrontare è secco o umido? La differenza incide direttamente sul nostro modo di vestirci per star bene. Con il caldo secco, la semplice traspirazione può essere sufficiente perché il sudore viene assorbito dal corpo ed evapora con il calore. Quando invece fa caldo e c’è umidità, le cose cambiano: l’aria è già satura di vapore acqueo, e questo significa che il sudore appena assorbito dai vestiti non riesce a evaporare.

Tradotto nel tipo di abbigliamento da scegliere, ciò “fa prediligere un materiale che permetta al vapore acqueo di passare in modo da non bloccare l’evaporazione del sudore”, sottolinea Ribuffo. Che aggiunge: “Tutti i tessuti intrappolano in una certa misura le radiazioni infrarosse emesse dal corpo, che aiutano a mantenerci al caldo quando fa freddo, ma non sono l’ideale in una giornata calda, quindi indossare indumenti traspiranti è importante. Dunque il materiale è fondamentale: il lino, ad esempio, è molto traspirante, ma asciuga lentamente; il cotone assorbe il sudore, ma quando si bagna rimane umido a lungo; poliestere e nylon eliminano l’umidità più rapidamente e asciugano in fretta, e per questo sono comuni nell’abbigliamento sportivo; la lana merino è traspirante, allontana l’umidità e trattiene meno gli odori. Inoltre i ricercatori stanno sviluppando nuovi tessuti ’intelligenti’ che riflettono meglio la luce del sole e lasciano uscire il calore corporeo”.

Spogliandoti rimani al fresco
C’è poi una soluzione, per così dire, radicale: spogliarsi completamente. Ovviamente dove sia possibile farlo. Il fatto è che, se i vestiti proteggono la pelle dalle scottature, essere nudi è meglio per rimanere freschi. Meno vestiti si indossano e maggiore è la possibilità di uno scambio di calore per evaporazione tra la pelle e l’aria. Anche se va precisato che proteggere la pelle dai raggi UV resta l’obiettivo prioritario.

I nuovi tessuti che raffreddano il corpo
Intanto la ricerca sta facendo passi da gigante. “Gli scienziati stanno sviluppando nuovi tessuti ’intelligenti’ che riflettono meglio la luce del sole e lasciano uscire il calore corporeo”, sottolinea Ribuffo. È il caso del Mit (Massachusetts institute of technology di Cambridge), negli Stati Uniti, dove gli studiosi hanno scoperto che l’equilibrio chiave per consentire al calore di irradiarsi dal corpo in modo più efficace è un materiale opaco alla luce visibile (riflette e non assorbe la luce solare, ma è trasparente nell’infrarosso) permettendo al calore di lasciare il corpo invece di intrappolarlo tra il materiale e la pelle. In pratica i ricercatori hanno scoperto che rendendo le fibre di nylon e poliestere più sottili (circa un micrometro di diametro) e intrecciandole in un filato spesso 30 micrometri, si potrebbe aiutare chi lo indossa a mantenere una temperatura più confortevole.

Fibre ’intelligenti’
Altre due scoperte in questo filone fanno ben sperare. Gli scienziati dell’Università del Maryland, sempre negli Usa, hanno inventato fibre sintetiche con rivestimenti che modificano la struttura in risposta alle condizioni esterne: se aumenta la temperatura rilasciano più calore. Questo perché il filato adattivo si espande e si contrae, modificando lo spazio tra le fibre. E una maggiore spaziatura permette al tessuto di traspirare, consentendo al calore di irradiarsi e permettendo così a chi lo indossa di rinfrescarsi.

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