Ripristino della custodia cautelare in carcere per Francesco Napolitano, 69 anni, ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia il capo del clan Mallardo: dal divieto di dimora in Campania (si trovava a Minturno, in provincia di Latina) è stato trasferito in carcere, su disposizione della quinta sezione penale della Corte di Appello di Napoli. La misura cautelare, notificata nei giorni scorsi, è stata emessa in quanto, secondo quanto emerso dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza installati nell’abitazione che lo ospitava, si è incontrato con elementi di spicco dello stesso clan, facendo presagire la sussistenza del pericolo di fuga. Francesco Napolitano si è incontrato anche con un noto pregiudicato ritenuto a lui vicino, già in passato latitante, appartenente alla stessa organizzazione malavitosa, componente, con i clan Licciardi e Contini, alla “Alleanza di Secondigliano”.
La circostanza ha fatto ritenere sussistente la possibilità, da parte dei giudici, che Francesco Napolitano stesse organizzando una fuga prima della prossima importantissima udienza fissata innanzi alla Suprema Corte. Napolitano (difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Antonio Russo), infatti, è stato condannato all’ergastolo in quanto ritenuto il mandante dell’omicidio di Mario Di Lorenzo, commesso insieme con Michele Olimpio e Filippo Caracallo a Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996. Ciononostante nel giugno del 2024 venne rimesso in libertà per decorrenza dei termini in ragione della sentenza di annullamento con rinvio della condanna all’ergastolo emessa dalla Cassazione: il giorno successivo alla decisione dei giudici capitolini venne disposto il divieto di dimora in Campania. Decisiva ora la data del 17 settembre per Francesco Napolitano ed Olimpio Michele, giorno in cui si discuterà il ricorso presentato dai legali contro la loro pesante condanna.





