La Generazione Z dice “no” al posto fisso: meglio freelance e con più fonti di reddito

La Generazione Z, cioè quella che comprende i nati tra il 1997 e il 2012, preferisce lavorare in proprio, non vuole il posto fisso. E c’è chi, pur rinunciando alla certezza dello stipendio a fine mese, riesce a farsi ricco. Succede spesso in America ma anche in Italia le storie cominciano a farsi interessanti. Nicolas Lorenzo Zeoli e Gabriele Cavallaro hanno fondato Ganiga Innovation per trasformare la gestione dei rifiuti con l’IA. Il loro mantra è rendere il “cestino intelligente”.

Il fondatore Zeoli, 25 anni, ha iniziato in uno studio di ingegneria, poi ha lavorato in una multinazionale che fa macchine per il Tnt, anche all’estero. Quindi ha deciso di cambiare vita e lasciare il posto fisso per inseguire il sogno di creare una startup che risolvesse il problema dei rifiuti. La startup di recente ha chiuso un primo round pre-seed di circa 385mila euro da vc e business angel. È stata selezionata per il Ces di Las Vegas. Poi c’è il caso di Ilaria Carofiglio che aveva 23 anni quando nel 2023 ha lasciato il lavoro a Berlino per tornare a Bari e fondare TextYess, software company che utilizza AI e WhatsApp per automatizzare il marketing e le vendite degli e commerce. TextYess ha successivamente raccolto 2,4 milioni di euro in un round seed, dopo aver superato 1 milione di euro di ARR nell’agosto 2025.

Guardando all’estero fa scuola la storia di un giovanissimo ex bidello del Nebraska che è riuscito a generare profitti sino a 75 mila euro al mese. Racconta Bloomberg come l’intraprendente imprenditore, che si chiamaMicah Stanley, entusiasta della sua esperienza pubblica senza sosta video su YouTube su come “liberarsi” e raggiungere l’indipendenza finanziaria senza i vincoli di un lavoro tradizionale dalle 9 alle 17.

A 21 anni l’imprenditore aveva tentato senza successo di aprire un negozio di articoli per fumatori, accumulando quasi 20.000 dollari di debiti con le carte di credito. Quindi, con gli ultimi 2.000 dollari disponibili, aveva versato un acconto per un distributore automatico di sigarette elettroniche da 10.000 dollari. Il successo di Stanley è arrivato installando distributori automatici in bar e locali, la maggior parte dei quali eroga sigarette elettroniche aromatizzate e bustine di nicotina Zyn. Addio per sempre dunque a patatine e caramelle. Da allora ha fatto molta strada: Stanley oggi possiede circa 150 distributori automatici in tre Stati, che hanno generato circa 150.000 dollari di vendite nell’ultimo mese (secondo uno screenshot del suo account Vape VTM).

Peraltro – rivela Bloomberg – il giovanotto non è personalmente appassionato di svapo. Semplicemente è stato in grado di individuare un’opportunità di business in un segmento ad alto margine dell’industria statunitense della nicotina, che vale 80 miliardi di dollari. Le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina si muovono in una zona grigia dal punto di vista normativo e da tempo i critici lanciano l’allarme sugli effetti nocivi della nicotina. Ma non è finita. Stanley ha già iniziato a rifornire alcuni chioschi con carte Pokémon o caricabatterie per cellulari.

Il caso di Stanley non è il solo. I distributori automatici hanno catturato l’immaginazione dei giovani desiderosi di guadagnare di più, più velocemente. Dal 2022 al 2025, le menzioni su X dei distributori automatici come fonte di reddito passivo sono più che raddoppiate, secondo i dati della società di social media e gestione clienti Sprinklr. Secondo un rapporto di Bank of America le richieste di avvio di nuove imprese da parte di fondatori appartenenti alla Generazione Z sono aumentate di circa il 66% nei 12 mesi fino a giugno rispetto all’anno precedente, una crescita più rapida rispetto a qualsiasi altra fascia d’età.

Mentre secondo il sondaggio Next Gen of Work (condotto dalla piattaforma per freelance Fiverr) più della metà dei giovani della Generazione Z ritiene che il lavoro tradizionale diventerà obsoleto in futuro. Due terzi degli intervistati sono convinti che è fondamentale avere diverse fonti di reddito per raggiungere la sicurezza finanziaria. Secondo un sondaggio di Intuit l’imprenditorialità è sempre più considerata il modo migliore per accumulare ricchezza, prima ancora dei risparmi ad alto rendimento, degli investimenti o di un aumento di stipendio. Circa il 43% degli intervistati della Generazione Z ha dichiarato di prendere in considerazione l’idea di avviare un’attività o un lavoro secondario quest’anno, una percentuale superiore a quella di qualsiasi altra fascia d’età.

 

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