Laser a diodi e una speciale sostanza colorante per stanare e ‘friggere’ i batteri che infettano i tessuti della bocca, causando le parodontiti. “Si tratta di un nuovo approccio, in grado di sterilizzare le tasche parodontali distruggendo il 100% dei batteri, senza effetti collaterali e in modo meno traumatico rispetto ai sistemi tradizionali. Oltretutto in questo modo in molti casi si evita la terapia chirugica”.

A descrivere all’Adnkronos Salute i vantaggi della terapia fotodinamica contro le parondotiti e’ il dentista romano Giuseppe Conca (www.dottgiuseppeconca.it). “Le parodontiti sono risposte infiammatorie indotte dalla placca, che distruggono i tessuti parodontali. Si tratta di un problema molto diffuso, soprattutto dopo i 45 anni, anche se esistono forme aggressive giovanili. Oltre alla terapia chirurgica – prosegue Conca – esiste oggi una tecnica laser meno invasiva: la terapia fotodinamica. Si applica una sostanza colorante, dall’effetto antibatterico, nella parte da trattare. Questa sostanza si fissa sulle membrane cellulari dei batteri, rendendoli dunque visibili. Poi un laser a diodi, con una lunghezza d’onda di 850 nanometri, li distrugge”. In pratica, l’energia si trasforma in calore e i batteri vengono ‘fritti’. “Il tutto senza alcun problema per i tessuti della bocca, con l’eliminazione del 100% dei batteri”. Il numero di sedute dipende “dalla vastita’ del problema e dai quadranti interessati: occorre una seduta per ciascun quadrante. Capita a volte che il trattamento debba essere abbinato a una rimozione manuale del tartaro. In ogni caso – conclude – si tratta di una tecnica meno traumatica rispetto a quelle tradizionali, che sterilizza con certezza la tasca parodontale e rappresenta un utile passo avanti nella terapia delle parodontiti”.

 

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