Dopo settimane di ricerche temendo anche il peggio, il pinguino ‘337’ e’ stato riavvistato pochi giorni fa nella baia di Tokyo, ma in un’area diversa rispetto al passato, nei pressi del Rainbow Bridge. Fuggito 2 mesi fa dal Tokyo Sea Life Park, dopo aver scalato una parete di roccia alta 4 metri e superato la recinzione di filo spinato, il pennuto della specie Humboldt, tra la sorpresa generale, era stato fotografato mentre nuotava felicemente nelle acque limacciose che bagnano la capitale nipponica.

Gli uomini della guardia costiera hanno finora cercato invano di catturarlo. Il pinguino, di un anno e ancora troppo giovane per poterne definire il sesso, e’ stato identificato grazie al suo numero di ‘matricola’. Prima della fuga, condivideva il recinto con 135 simili e altri tipi di pinguini. Dall’esame delle foto iniziali era emersa la fibbia montata intorno all’ala destra che aveva dato elementi utili per la sua origine, ma gli ultimi filmati – ha scritto il quotidiano Yomiuri Shimbun – hanno mostrato inoltre il suo buono stato di salute. Il pinguino ‘337’, infatti, sembra essersi piu’ che adattato al nuovo ambiente: nei giorni successivi alla fuga, l’acquario aveva lanciato un appello in tutta la citta’ per evitare che potesse essere ucciso dal traffico su acqua o dall’inquinamento, a maggior ragione dopo il rialzo dei livelli radioattivi seguito alla contaminazione post crisi nucleare di Fukushima. Secondo gli esperti, e’ verosimile che il pinguino vada a caccia nelle ore diurne e trovi rifugio a riva di notte: impossibile al momento dire dove.

 

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