La crisi economica ripopola le strade di Napoli a Ferragosto. Il periodo estivo, per il capoluogo campano, significa da sempre strade vuote e negozi chiusi: quest’anno, invece, la situazione si presenta completamente diversa. “La citta’ e’ piena di residenti e c’e’ anche una buona presenza di turisti, e questo ha spinto i commercianti a dare ampia disponibilita’ a restare aperti”, spiega all’ADNKRONOS il presidente provinciale di Confesercenti Napoli, Vincenzo Schiavo.

“In molti, a causa della crisi, non sono andati in vacanza perche’ non possono – aggiunge Schiavo – e la citta’ rimarra’ piena anche nei giorni a ridosso di Ferragosto. Molti imprenditori si sono consultati tra loro, decidendo di restare aperti con grande disponibilita’”. Esercizi aperti, quindi, e non solo nelle zone centrali: “Anche nelle periferie si e’ verificato questo fenomeno, c’e’ stata una distribuzione sull’intero territorio”, sottolinea il presidente di Confesercenti Napoli, secondo cui “mentre negli anni scorsi a Ferragosto le imprese aperte erano circa il 20%, quest’anno il dato si aggira sul 35%, un notevole aumento”.

 

“Come ogni anno, abbiamo monitorato con i nostri associati quali fossero i locali aperti nel periodo caldo, notando un notevole incremento del dato numerico rispetto agli altri anni”, dichiara all’ADNKRONOS il presidente di Fipe Confcommercio Napoli, Salvatore Trinchillo. Gran parte dei bar e dei ristoranti di Napoli saranno quindi pronti ad accogliere napoletani e turisti anche nella settimana centrale di agosto. Il dato pero’, sottolinea Trinchillo, “e’ dovuto non a un incremento turistico, cosa che sarebbe invece auspicabile, quanto al fatto che il cittadino napoletano ha suddiviso le sue vacanze in modo diverso. Con la citta’ un po’ piu’ piena, gli esercenti hanno ridotto i giorni di vacanza, un vero e proprio adeguamento sociale dei punti vendita”.

L’aumento del numero di esercizi aperti, anche per quanto riguarda la ristorazione, “riguarda tutto il territorio cittadino, anche le periferie”, sottolinea Trinchillo. La categoria dei ristoratori, aggiunge il presidente di Fipe Confcommercio Napoli, “ha reagito bene anche alla delibera dell’assessore allo Sviluppo, Marco Esposito, che ha semplificato la procedura per l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico”.La delibera prevede la presentazione di un modulo di autocertificazione, entro il 2 settembre, per ottenere la licenza fino al 31 dicembre.

“L’unica obiezione a una delibera che ha comunque messo in condizione i pubblici esercizi di poter operare senza rimanere ingabbiati da cavilli burocratici e’ la necessita’ di prorogare almeno di sette giorni il limite del 2 settembre. Dare venti giorni di tempo per produrre la documentazione, seppur semplificata, considerando il periodo di Ferragosto, potrebbe dare qualche problema a produrre i documenti concreti”. Intanto si pensa gia’ al nuovo regolamento per il 2012: “Abbiamo gia’ la nostra proposta pronta, la sottoporremo all’assessore che potra’ farla sua o considerarla uno spunto. Noi puntiamo ad arrivare al dibattito in Consiglio comunale ad ottobre per arrivare a dicembre con un regolamento preciso, in modo da dare un senso alla pianificazione che per gli imprenditori e’ necessaria”. Una delibera che incassa il parere positivo di Federconsumatori Campania. “In un momento di crisi economica e di crisi delle aziende, agevolare tutta la procedura burocratica per permettere di avere al piu presto l’autorizzazione per tavolini o quant’altro e’ per noi una cosa molto positiva”, spiega all’ADNKRONOS il presidente di Federconsumatori Campania, Roberto Stornaiuolo, che si dice “contento e soddisfatto per la sburocratizzazione di tutte le procedure, che sono tantissime”.

Occhio pero’ al ‘tavolino selvaggio’: “Siamo per una linea mediana in cui l’esigenza dei cittadini di girare per la nostra citta’ vada di pari passo a quella dei turisti di sostare e consumare”, sottolinea Stornaiuolo. Sia i cittadini che i turisti, conferma, affolleranno Napoli anche nella settimana di agosto: “Secondo i nostri dati, solo una famiglia napoletana su quattro andra’ in vacanza, e la maggior parte restera’ fuori una settimana. Questo spingera’ i negozi a restare aperti, anche perche’ con la crisi che c’e’ in giro cercano di recuperare un po’ quello che non si e’ guadagnato nel corso dell’anno”. L’attenzione affinche’ in citta’ siano garantiti i servizi essenziali anche nei giorni a ridosso di Ferragosto resta comunque alta: “Abbiamo parlato con le associazioni dei commercianti – aggiunge Stornaiuolo – perche’ ci sia una differenziazione tra le chiusure sotto Ferragosto e si eviti di lasciare la citta’ completamente senza servizi. La Confesercenti si e’ data molto da fare per evitare che cio’ accada”.

Altro pericolo e’ che nelle periferie ci sia, come gia’ accaduto in passato, un’alta percentuale di negozi chiusi: “Con Ascom e Confesercenti – spiega il presidente di Federconsumatori – abbiamo studiato anche un’alternanza, all’interno degli stessi quartieri, tra negozi dello stesso settore”. ”Ma nelle periferie la crisi si sente ancora di piu’: la nostra preoccupazione maggiore e’ che esercizi commerciali guidati da imprenditori seri non aprano a settembre”, aggiunge. ”Per questo – conclude – chiediamo all’assessorato al commercio, che gia’ si sta dimostrando sensibile, e alle organizzazioni datoriali di aiutare gli imprenditori che vogliono resistere e che, magari, si trovano a lottare con la controtendenza dell’aumento vertiginoso dei fitti”, conclude Stornaiuolo.

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