Stretta fra le richieste pressanti della ‘troika’ e il negoziato con le banche creditrici, la Grecia rischia di trovarsi ben presto con una spada di Damocle ancora più minacciosa: il commissariamento da parte dell’Europa. La Germania – riferisce una fonte europea – di fronte all’incapacità di Atene di riportare il Paese sui binari avrebbe messo sul tavolo europeo una clausola legale anti-deficit o l’invio di “esperti sul posto”. Un vero e proprio “commissario per il bilancio” nominato dall’Europa in grado di porre il veto su spese e tasse come condizione per il secondo salvataggio da 130 miliardi di cui la Grecia ha disperato bisogno.

Dal documento non ufficiale circolato a Bruxelles quello che emerge, dopo la presa d’atto che gli obiettivi di risanamento per il 2011 sono fuori portata, sono due ipotesi: una legge-tagliola da approvare a livello parlamentare e che “destina le entrate primariamente a ripagare il debito, e solo in seconda battuta a finanziare la spesa primaria”. Oppure una prospettiva ancora più scioccante per i greci: “data l’adesione finora deludente agli obiettivi fissati, la Grecia deve accettare di cedere a livello europeo sovranità sul bilancio per un certo periodo di tempo”. Un commissariamento che ha suscitato le immediate barricate di Atene: “la Grecia non discute simili ipotesi”. Anche la Ue, tramite un portavoce del commissario agli Affari economici Olli Rehn, ha detto che il governo greco “deve mantenere la piena responsabilità” del potere esecutivo. Ma poi è lo stesso Rehn a riconoscere che “la Commissione europea è impegnata a rafforzare ulteriormente la propria capacità di monitoraggio” sulla Grecia e “attualmente sta sviluppando la propria capacità sul terreno”. “Nessuna opzione potrà essere messa in pratica senza il consenso della Grecia”, dicono d’altronde fonti governative da Berlino. Dalla Cdu peròil responsabile del Bilancio del gruppo parlamentare, Norbert Barthle dice che “dal momento che molte prescrizioni non sono state tradotte in pratica dalla Grecia -la proposta di un controllo o di una vigilanza è efficace”. Il nuovo giro di vite su Atene dovrebbe essere messo nero su bianco sul protocollo relativo al nuovo prestito. Intanto dal negoziato con le banche per ridurre il debito di 100 miliardi, unica via per evitare il default e passo fondamentale perché l’Europa sborsi i 130 miliardi richiesti da Atene, non arrivano troppi progressi: dopo incontro di un’ora e mezza con il premier Lucas Papademos e il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos Charles Dallara, il direttore generale dell’Iif, ha fatto sapere in una nota che “si sono fatti ulteriori progressi” ma anche che domani lascerà Atene: l’Iif “si aspetta di concludere la prossima settimana”. Fino ad oggi si puntava su un accordo in tempo per il vertice Ue di lunedì da cui i leader puntano ad uscire con in mano il ‘patto di bilancio’ chiesto dalla Bce. In parallelo, ad Atene, Venizelos ha incontrato gli ispettori della ‘troika’ (Fmi-Ue-Bce) che oltre ai rilievi fatti sui mancati obietti dello scorso anno avrebbero rilevato – scrive lo Spiegel – nuovi problemi: servirebbe un prestito ulteriore da 15 miliardi perché la situazione economica è peggiorata e “non riteniamo – dice un ispettore al giornale tedesco – che le risorse che mancano possano essere raccolte facendo ricorso soltanto ai creditori privati”

 

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