Non ce l’ha fatta Alice Ferrari, la bambina di 11 anni di Suisio, in provincia di Bergamo, rimasta vittima del tragico incidente avvenuto mercoledì pomeriggio nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante. Dopo quasi due giorni di ricovero nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove era arrivata in condizioni disperate, il suo cuore ha smesso di battere. “L’intero ospedale – si legge nella nota del Pediatrico – si stringe intorno alla famiglia in questo momento di inimmaginabile dolore, esprimendo profonda gratitudine per una scelta capace di trasformare un vuoto incolmabile in speranza concreta per altre famiglie”.
La piccola era in vacanza con la famiglia nel Levante ligure, stava facendo il bagno nella piscina dello stabilimento quando, secondo la ricostruzione degli investigatori, i suoi capelli sono rimasti impigliati nel bocchettone di aspirazione. Il risucchio le ha impedito di riemergere, lasciandola sott’acqua per diversi minuti. Provvidenziale, ma purtroppo non sufficiente, l’intervento del titolare dello stabilimento, che si è tuffato in acqua e l’ha liberata tagliandole i capelli rimasti incastrati nell’impianto. I sanitari del 118 hanno quindi praticato le manovre di rianimazione per circa 45 minuti, riuscendo a farle riprendere il battito prima del trasferimento in elicottero al Gaslini. Le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime. Nei bollettini diffusi dall’ospedale si parlava di un quadro clinico critico e di prognosi riservata, ma il lungo periodo trascorso sott’acqua si è rivelato fatale.
L’inchiesta
Nel frattempo proseguono le indagini coordinate dall’autorità giudiziaria. La piscina è stata posta sotto sequestro e carabinieri e Guardia costiera stanno verificando il funzionamento dell’impianto di aspirazione, la documentazione relativa alla manutenzione della vasca e il rispetto delle norme di sicurezza, compresa l’eventuale obbligatorietà dell’uso della cuffia. La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre rimane ancora da fissare la data dell’autopsia. Solo successivamente sarà autorizzato l’espianto degli organi della bimba, come stabilito dalla famiglia. Tra gli elementi da chiarire c’è anche il fatto che l’utilizzo della piscina, a quanto riferito, era interdetto ai bambini al di sotto di dodici anni, in base alla normativa regionale, ma presso i Bagni Segesta non ci sarebbe stati alcun cartello a indicarlo.





