Poteri sostitutivi e restituzione delle somme per chi non centra i target. Ma anche ispezioni, contrasto alle frodi, più coordinamento e commissari per garantire la messa a terra delle opere. E’ il cambio di passo con cui il governo punta ad imprimere un’accelerazione alle opere del Pnrr. A prevederlo è il nuovo e atteso decreto sul piano, varato dal consiglio dei ministri, con cui l’esecutivo punta a “avviare una fase di responsabilizzazione complessiva”, sottolinea il ministro Raffaele Fitto, per i soggetti chiamati a partecipare alla spesa del Pnrr. Il provvedimento, che arriva in cdm dopo una serie di rinvii, è frutto di un “lavoro molto complesso, articolato, sia dal punto di vista della dimensione finanziaria sia delle norme che contribuiranno ad un’accelerazione della spesa e una semplificazione”, spiega in conferenza stampa Fitto, che rassicura sulle opere uscite dal Piano (il decreto li “finanzia tutti”) e ringrazia il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti per il lavoro “intenso” delle ultime settimane. Ricordando che davanti ci sono la verifica sulla quinta rata e i “due obiettivi del 2024”, che sono la sesta e settima rata. Gli investimenti aggiuntivi previsti dal nuovo Pnrr post-revisione, pari a circa 25 miliardi, sono coperti per 15 miliardi con contributi aggiuntivi assegnati per RepowerEU (circa 2,76 miliardi), sovvenzioni aggiuntive derivanti dalla rivalutazione del Pil (0,14 miliardi), definanziamento di misure del vecchio Pnrr (circa 7 miliardi), economie su misure del vecchio Pnrr (circa 2,98 miliardi), risorse rinvenienti dall’inserimento nel Piano di progetti già finanziati a legislazione vigente (2 miliardi); oltre 9 miliardi derivano dalle rimodulazioni delle autorizzazioni di spesa specificamente indicate nel decreto. Dal punto di vista delle norme, che spaziano dalla governance alla semplificazione amministrativa, dallo sport alla giustizia, dalla digitalizzazione alle infrastrutture, il decreto imprime una vera e propria stretta sui soggetti attuatori del Piano. Arriva la possibilità di attivare i poteri sostitutivi nel caso in cui ci sia un disallineamento tra i cronoprogrammi e i dati comunicati al sistema informatico Regis. Inoltre, se la Commissione Ue verifica “l’omesso o l’incompleto conseguimento degli obiettivi”, scatta l’obbligo a restituire gli importi percepiti. Arriva anche una serie di commissari: ce ne sarà per gli alloggi universitari, su proposta della ministra Anna Maria Bernini, per centrare l’obiettivo del Pnrr di 60.000 posti letto per gli studenti entro giugno 2026; un altro si occuperà di recuperare più rapidamente i beni confiscati alle mafie; infine un commissario avrà il compito di combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Il decreto, che nell’ultima bozza conta 49 articoli, incorpora anche le misure per la prevenzione e il contrasto del lavoro irregolare e si configura come una sorta di ‘omnibus’, con una serie di micro-norme dal bonus per chi assume badanti di anziani non autosufficienti ultraottantenni, all’arrivo del portafoglio digitale fino all’esclusione dei titoli di Stato dal calcolo Isee per i beneficiari dell’assegno di inclusione (norma che nella versione definitiva sarebbe stata stralciata). Con il decreto arriva anche una spinta alla sanità digitale anche con l’Intelligenza artificiale e l’atteso Piano Transizione 5.0, che stanzia 6,3 miliardi, per crediti di imposta alle imprese. Sarà inoltre più facile reclutare e stabilizzare il personale giudiziario. Misure che vengono accolte con cautela dalle parti sociali. “Ora non ci sono più scuse”, commenta il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che evidenzia i ritardi su Transizione 5.0: “abbiamo perso un anno”. La Cgil preoccupata, denuncia il “tradimento” dell’impegno occupazionale per giovani e donne. Per la Uil è “il gioco delle tre carte per trovare i soldi per i progetti definanziati”. “Diamo attuazione al piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025, con un approccio delle tre C: controlli, contrasto e compliance”. Lo sottolinea la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, che ha dato il via libera alle norme sulla sicurezza sul lavoro nel decreto Pnrr, “un decreto complesso per l’entità delle norme”. Sui controlli, Calderone evidenzia che “mettiamo in campo risorse aggiuntive per potenziare l’attività dell’Ispettorato nazionale del lavoro”, che determinerà in totale quasi 800 ispettori in più e questa “operazione porterà a raddoppiare il numero degli ispettori tecnici dell’Inl in organico e quindi delle ispezioni”. “Dopo 16 anni introduciamo la patente a punti che svilupperemo con il supporto delle parti sociali e le organizzazioni di categoria dell’edilizia, con l’obiettivo di far crescere questo percorso e inserire altre attività”. Lo sottolinea la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, “l’attenzione specifica” è posta sui cantieri. “Per il contrasto alla somministrazione illecita di manodopera reintroduciamo la sanzione penale” nel caso di “utilizzo improprio dell’appalto di servizio o del distacco” di personale. Lo conferma la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone. Il reato era stato depenalizzato nel 2016. “Inseriamo anche un percorso di accompagnamento alle regolarizzazioni: chi aderisce spontaneamente a degli obblighi avrà diritto ad una riduzione delle sanzioni civili, ma mai sui debiti per premi e contributi, quelli vanno integralmente pagati”. Per la manifestazione di PIsa “non era stato presentato alcun preavviso alla questura, che, avendone avuta notizia, ha cercato più volte di contattare gli organizzatori per ottenere informazioni in merito al tipo di iniziativa che sarebbe stata svolta e al relativo percorso ma invano. Gli stessi manifestanti, durante lo svolgimento del corteo, non hanno voluto fornire indicazioni su dove fossero diretti e si sono sottratti ai reiterati tentativi di mediazione da parte di personale della Digos, provando, nonostante gli ammonimenti da parte del dirigente del servizio e la richiesta espressa e ripetuta di non dirigersi in Piazza dei Cavalieri, di forzare il blocco delle Forze di polizia e venendo volutamente a contatto con i reparti mobili”. Lo ha riferito – si apprende – il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa in Cdm. “Sia a Firenze che a Pisa, gli incidenti sono avvenuti in presenza di manifestazioni in cui i partecipanti hanno tentato di superare lo sbarramento delle forze di polizia a tutela di obiettivi sensibili” ha spiegato Matteo Piantedosi, nella sua informativa in Cdm. In particolare, a Firenze,”i manifestanti hanno preavvisato la questura circa l’iniziativa solo 24 ore prima del suo inizio. Durante lo svolgimento del corteo, dopo aver acceso numerosi fumogeni e imbrattato un esercizio commerciale, hanno cercato di raggiungere il Consolato Generale USA, già oggetto di attentato incendiario in data 2 febbraio scorso., non rispettando quanto comunicato in sede di preavviso in merito al luogo di conclusione della manifestazione. In tale tentativo, i manifestanti hanno provato più volte a sfondare il cordone di sicurezza posto a protezione dell’obiettivo sensibile”. I video girati dalla Digos durante la manifestazione di Pisa, “al momento sono a disposizione della magistratura e non sono divulgabili. Le relazioni di servizio e il materiale video-fotografico saranno esaminati dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza per verificare in maniera approfondita quanto è accaduto”. Lo ha riferito – si apprende – il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa in Cdm.

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