Aversa, Oliva sotto shock per aver perso la poltrona dalle uova d’oro: sfumati 3.400 euro al mese, in 2 anni ha intascato 81.600 euro

di Mario De Michele
Per carità, perdere la redditizia poltrona di vicesindaco non fa piacere a nessuno. Chiunque vorrebbe intascare 3.400 euro al mese, per un totale di 81.600 euro in appena due anni, senza produrre un bel nulla, anzi facendo danni a go-go. E quando finisce la pacchia è uno choc, non vi è dubbio. Ma Alfonso Oliva, oltre all’attaccamento alla seggiola e ai soldini, sta mostrando all’universo mondo la sua vera natura politica e personale. Un minuto dopo essere stato cacciato dalla giunta dal sindaco Franco Matacena, l’ex braccio destro del primo cittadino ha avviato una furibonda campagna social contro tutti e tutto con toni peggiori di quelli del più malfamato bar dello sport.

Alfonso Oliva

LA POLTRONA DALLE UOVA D’ORO
Oliva non si dà pace per aver perso lo scranno dalle uova d’oro. Continua a lanciare forsennati e scurrili attacchi via Fb. Roba indecente e inconciliabile con chi fino a pochi giorni fa ricopriva la seconda carica politica di una città importante come Aversa, seppur per grazia ricevuta, per essere precisi per aver tradito Fratelli d’Italia pur di garantirsi un lucroso posto al sole nella coalizione civica. Oltre a sputare nel piatto dove ha lucullianamente mangiato per un biennio, Oliva sta sputando veleno su tutti, in particolare su Matacena, “reo” di averlo silurato dopo la congiura di Palazzo che mandato all’aria l’ultimo consiglio comunale.

La sala consiliare di Aversa

IL COMPLOTTO CONTRO DUE RAGAZZE FRAGILI
Una decisione obbligata. Per nulla premeditata. Ma doverosa di fronte al vergognoso boicottaggio dell’allora vicesindaco proprio nei confronti della fascia tricolore. Prima di far venire meno il numero legale Oliva ha detto davanti a testimoni oculari di voler dare “uno schiaffo a Matacena”. A quel punto al primo cittadino non restava altro che sferrare un pugno da ko, perché sarebbe stato impensabile andare avanti con un vice che tramava contro il sindaco, che lo ha nominato, e la maggioranza, di cui faceva parte. La legittima e inevitabile reazione di Matacena non è stata dettata soltanto da motivazioni politiche, peraltro già ampiamente sufficienti per silurare Oliva, ma anche perché il complotto consiliare ha impedito l’approvazione di debiti fuori bilancio finalizzati all’assistenza di due ragazze speciali, una delle quali non vedente.

Franco Matacena

IL “NO” DI MATACENA ALLA RICHIESTA INDECENTE
Neppure al cospetto di un punto all’odg così urgente, riguardante la vita di due soggetti fragili, Oliva ha avuto la bontà di fermarsi. Doveva vendicarsi per il “no” di Matacena a inserire nella terna del nucleo di valutazione un nome sponsorizzato dall’allora vicesindaco. Retroscena squallido svelato pubblicamente dallo stesso sindaco. La vittoria di Oliva in assise, se così si può definire, si è trasformata in una vittoria di Pirro. Di fronte al gioco al massacro del suo vice Matacena non aveva scelta: doveva cacciarlo dall’esecutivo essendo venuto meno il rapporto di fiducia tra lui e il suo braccio destro. Non è stato il sindaco a decapitare Oliva, ma è stato quest’ultimo a salire sul patibolo costringendo Matacena a far scattare la ghigliottina.

Politica e poltrone

LE RIDICOLE ACCUSE SOCIAL
Non a caso nella maggioranza sono tutti concordi: “Oliva ha sbagliato tutto, si è fatto fuori da solo”. Non è autolesionismo politico. È incapacità politica. Quella che l’ex vicesindaco ha evidenziato nei due anni di mandato, durante i quali si è limitato a intascare la lauta indennità di carica senza lasciare un segno tangibile della sua azione amministrativa. E soprattutto senza mai esprimere una posizione critica nei confronti di Matacena o del team di governo. Soltanto dopo aver perso la poltrona e dopo che sono finiti in fumo i 3.400 euro mensili, Oliva si è trasformato in un improbabile e ridicolo fustigatore social. Un minuto prima scorrazzava in auto Matacena in giro per la città, un minuto dopo la revoca dall’esecutivo ha sommerso il sindaco di pesanti invettive. Rivoltando goffamente la frittata lo ha accusato di essere attaccato alla sedia e all’indennità. E di essere l’artefice del fallimento amministrativo. Nel suo ultimo grottesco commento Fb ha scritto che è “tutto come previsto e anticipato nel mio precedente post: mercato delle vacche aperto (il termine odierno è fare quadrato, dimenticandosi che c’è un sindaco che vi ha diffamato ovunque) in attesa che siano assegnate la delega di assessore e vicesindaco”.

Padel a ridosso del cimitero di Aversa

I CONSIGLIERI BOBBY APPASSIONATI DI PADEL
Sotto accusa sono finiti ovviamente i giornalisti indipendenti che correttamente hanno salutato il siluramento di Oliva come una liberazione per Aversa, in perfetta sintonia con il sentimento popolare. Non c’è un cittadino che ha preso le difese dell’ex vicesindaco, esclusi i consiglieri Bobby, alias cagnolini di compagnia con la passione del padel a due passi del cimitero, in prima linea soltanto quando devono far arricchire i propri parenti che vorrebbero realizzare impianti sportivi a ridosso del luogo di sepoltura. Immaginatevi come sarebbe la visita ai defunti mentre a 50 metri un minino di 8 a un massimo di 16 persone giocano a padel. Inutile dire che anche i consiglieri Bobby hanno avviato una campagna social, sotto dettatura perché appena alfabetizzati, contro l’informazione libera.

Alfonso Oliva e Franco Matacena

MATACENA PRIMA UN DIO, POI UN DIAVOLO
Ma i due bersagli grossi di Oliva sono in primis Matacena, che gli ha tolto la polpetta dal piatto, e in seconda istanza Adele Ferrara, eletta grazie ai suoi voti personali nella lista Aversa, Italia, dalla quale è scappata subito perché non è abituata, come altri, a stare al guinzaglio di nessun padre padrone. Nell’ultima risibile performance social di Oliva la fascia tricolore è stata definita “sindaco ipocrita, diffamatore seriale del presidente del consiglio, che evita di entrare nel merito delle questioni poste, così come da 24 mesi, e che cerca di prolungare l’agonia e l’indennità con una città che non lo riconosce più”. Logica vorrebbe che il ragionamento fosse esteso anche al vicesindaco che in 24 mesi ha brillato per inefficienza e inadeguatezza politico-amministrativa. Ma la logica è un arnese in disuso dalle parti di Oliva. Se la città non si riconosce più nel sindaco non ci capisce perché dovrebbe riconoscersi nel suo braccio destro.

Giovanni Innocenti

IL GROTTESCO TENTATIVO DI FREGARE INNOCENTI
Spiegarlo a Oliva in questa fase è una mission impossibile anche per il miglior Tom Cruise. Il vicesindaco è animato da odio e cattiveria. Tutti hanno pienamente capito che alla base delle sue critiche c’è soltanto lo spirito di rivalsa per essere stato cacciato e per aver perso lo stipendio mensile di 3.400 euro. Nulla di politico. Zero questioni amministrative. Solo ed esclusivamente rancore e rabbia all’ennesima potenza, come conferma il tentativo puerile di far litigare Matacena e Giovanni Innocenti. Peccato per Oliva che il presidente dell’assise, a differenza sua, è un politico di spessore ed è troppo scaltro per farsi tirare per la giacchetta in una battaglia personalistica che non ha nulla a che vedere con l’interesse della collettività. Il ricorso agli inciuci e ai pettegolezzi dimostra com’è ridotto Oliva. E alimenta le perplessità dei cittadini, in verità già da tempo molto diffuse, che si chiedono come sia stato possibile che uno come lui abbia ricoperto la carica di vicesindaco.

Adele Ferrara

FERRARA ACCUSATA PERCHÉ TROPPO ONESTA
Altrettanto puerili gli attacchi a Ferrara. “La consigliera da me fatta eleggere, – si legge nel post – che ha ricattato sindaco e maggioranza dal primo consiglio per avere la presidenza della commissione politiche sociali (avendo un patronato…), che non ha mai votato un bilancio, scrive commenti sgrammaticati a destra e a manca”. A parte che Adele Ferrara, come già detto, è stata eletta grazie al sostegno dei suoi tanti estimatori. È stata la prima eletta di Aversa, Italia correndo da sola, anzi nonostante l’ostracismo di Oliva. Ma che l’ex vicesindaco pretenda addirittura di impartire lezioni di moralità alla consigliera, persona onesta e perbene, è davvero troppo. Ferrara ha detto addio a Oliva proprio perché è fatta, per fortuna, di un’altra pasta.

Il municipio di Aversa

OLIVA PIÙ COMICO DI CHAPLIN E KEATON
La chiosa dell’ultimo intervento social di Oliva è da comiche finali, da fare invidia a Charlie Chaplin e Buster Keaton degli anni d’oro. “Smentitemi. Continuate, gli aversani vi osservano. Che spettacolo!!!”. Frasi che hanno fatto scompisciare dalle risate tutti i cittadini. “A quale spettacolo – si chiede la popolazione – si riferisce Oliva? A quello che ha dato vita anche lui negli ultimi 2 anni?”. Ecco, ancora una volta gli aversani dimostrano di essere molto più intelligenti della classe dirigente. Con Oliva hanno avuto gioco facile.

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