Che sul Coronavirus non siano state fatte sempre scelte azzeccate c’è poco da discutere. Che non fosse, non lo è tuttora, facile decidere cosa fare di fronte al pressing di una pandemia è altrettanto pacifico. Che i mass media italiani abbiano fornito l’ennesima prova di come si alimenta la disinformazione non fa notizia. Di epidemiologi e virologi in cerca di autore ne avremmo fatto volentieri a meno. Ma così va l’Italia. Poi ci sono i negazionisti del Covid. Quelli che pensano che dietro ci siano i comunisti che mangiano i bambini o chissà quale potente entità umana o soprannaturale. Sono gli stessi che sono certi che Biden abbia battuto Trump grazie ad elezioni truccate. Non è una primazia quella dell’ingrigito ex presidente a stelle e strisce. È una specialità italiota. In tempi non lontani ci ha governato un presidente del consiglio geniale che quando perdeva blaterava di brogli elettorali perché i presidenti di seggio di sinistra erano più esperti di quelli di destra. Quando vinceva era tutto regolare. Siamo sempre lì: italiani brava gente.

Nel mare magnum della SARS-CoV-2, con schieramenti contrapposti sull’opportunità o meno di chiudere intere Regioni o il Paese, su un punto sono tutti d’accordo: la crisi economica produrrà altrettanti danni ai cittadini. Se non peggio. Una nazione civile non può essere posta al bivio: morire di Covid o morire di fame. Anche qui c’è un oceano tra chiacchiere e fatti. I politici politicanti sembrano Mina dei tempi d’oro che canta “Parole, parole, parole”. I politici che conoscono le problematiche dei territori avanzano proposte concrete. È il caso di Enzo Santangelo. Il consigliere regionale campano di Italia Viva ha consegnato a Ettore Rosato, coordinatore nazionale del partito di Renzi, una ricetta con sei ingredienti indispensabili per scongiurare la devastazione economica e occupazionale della Campania, in particolare della provincia di Caserta, già alle prese da oltre un decennio con una desertificazione industriale che ha messo in ginocchio centinaia di imprenditori e migliaia di famiglie.  

La relazione tecnica di Santangelo, che si sofferma sulle scadenze della “Rottamazione ter” e del “Saldo e stralcio”, si compone di sei punti cardine. Li riportiamo integralmente:

1) Allungare le tempistiche, si badi bene, non cancellare il debito, ma allungare le tempistiche, obbligando al versamento per le rottamazioni solo una (1) delle rate scadute e non versate, allungando, ponendole in coda e/o spalmandole in quota parte sulle rate a scadere post 2021;

2) Che le rate abbiano sempre e comunque scadenza di fine mese, del resto è un concetto/provvedimento già utilizzato per altre restituzioni rateali adottate dalla Agenzia delle Entrate (versamenti per mediazioni, accertamenti in adesione etc etc);

3) Eventualmente si decade, fare salva la parte già versata quale efficace e valevole, e riprendere la riscossione sul rimanente debito, eventualmente concedendo rateizzo e con una sanzione ridotta, ovvero, quella prevista per i ravvedimenti operosi (dal 3% al 10%);

4) Ridurre l’aggio esattoriale almeno fino alla concorrenza della quota Stato (+/- 4,65%);

5) Accettare pagamenti in compensazione crediti, del resto si potrebbe utilizzare il criterio dei Bonus. Comprati e/o garantiti dallo Stato, ma che si dia la possibilità di compensare, salvo poi verifica sostanziale, e/o visto pesante. Modello F24 parlante;

6) Laddove esiste “commistione;’ in testa al privato/azienda fra debito e credito (rimborsi/debito) sia dia ex art. 28 ter del DPR 602/73, la possibilità di scontarlo, questo porterebbe un duplice beneficio, per lo Stato risparmiare gli interessi, per il privato ad un incasso, anche se virtuale, ma che non gli svuoti le casse già vuote; Queste sono solo delle piccole proposte, ma che servono ad evidenziare una collaborazione fattiva, cercando di salvaguardare l’intero impianto Stato Italia. I residui degli scostamenti di Bilancio potrebbero tranquillamente coprire queste eventualità facendo guadagnare tempo, che in questa fase è oltre alla salute il bene più prezioso.  L’effetto sociale avrebbe una ricaduta a livello Europeo, sfuggendo al contempo ad una eventuale critica che lo vedrebbe come “aiuto di Stato indiretto”. I cittadini lo percepirebbero come un aiuto concreto, lasciando così spazio e respiro a tutti. Le sole proroghe offerte, e poi il chiedere tutto in una unica soluzione e/o con tempistiche così stringenti, è come dar da bere ad un assetato tutta l’acqua disponibile, ma poi domani, il problema si ripresenta più grave che mai”.

Come dare torto al consigliere regionale Enzo Santangelo! Lui, da imprenditore, è un uomo del fare. Ama Mina. Ma sa bene che oggi nessuno può permettersi il lusso di cantare “Parole, parole, parole”.

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