Orta di Atella, il nefasto patto tra Piccirillo e Brancaccio: 3 anni di disastri. Santillo capro espiatorio

di Mario De Michele
Il “persistere di una crisi politico-amministrativa che non consentirebbe il regolare svolgimento dell’attività istituzionale”, come ha scritto Antinio Santillo nella lettera dimissioni protocollata ieri, è un elemento oltremodo sufficiente per gettare la spugna. Ma la motivazione addotta dal sindaco difetta un aspetto esegetico non trascurabile: si limita a descrivere lo stallo in cui è piombata la maggioranza, non spiega le ragioni del fallimento di una coalizione che 3 anni fa si è presentata senza rivali alle comunali di Orta di Atella. In poco più di un triennio il team di governo è passato da 16 consiglieri su 16, più la fascia tricolore, ad appena 5 membri dell’assise che sostengono il primo cittadino. Un’emorragia solo apparentemente inspiegabile. Non è difficile indagare le cause della drastica riduzione numerica. Se l’amministrazione si è sfasciata nel giro di 38 mesi le colpe ricadono senza tema di smentita sulla premiata ditta composta da un lato da Santillo e da suo cugino Gianfranco Piccirillo e dall’altro dalla lista Coraggio, oggi Orta Prospettiva Futura, emanazione diretta dell’ex sindaco Angelo Brancaccio.

Gianfranco Piccirillo e Angelo Brancaccio

IL PATTO NEFASTO PICCIRILLO-BRANCACCIO
Negli ultimi 2 anni sono loro gli azionisti di maggioranza di una squadra di governo oggi ridotta all’osso e che in un biennio ha condotto la città nel caos. Santillo è vittima del patto infausto siglato con gli ex Coraggiosi. Un’intesa suggeritagli da Piccirillo nel tentativo di salvaguardare la poltrona di assessore di sua cognata Annalisa Cinquegrana e nel solco degli anni del cemento, quando i rapporti tra il cugino di Santillo e Brancaccio erano idilliaci. Durante la devastazione territoriale della città Piccirillo, fedelissimo dell’allora fascia tricolore, ha ricoperto incarichi importanti e redditizi, tra cui quello di assessore esterno di una delle giunte Brancaccio, addetto stampa della GeoEco, consorzio rifiuti con una forte impronta brancacciana, e presidente dell’Acquedotti, creatura guarda caso proprio di Brancaccio.

Il municipio di Orta di Atella

PURTROPPO “QUASI SEMPRE RITORNANO”
Durante il boom edilizio, segnato da un abusivismo in proporzione più catastrofico di quello del sacco di Palermo e da un sistema tangentizio con mazzette da centinaia di migliaia di euro da far impallidire quello di Tangentopoli, Piccirillo si trasformò dalla sera alla mattina in imprenditore edile. Finché gli affari andarono bene tutto ok anche i rapporti con Brancaccio. Dopo il tracollo imprenditoriale e, come si dice da più parti, dopo aver accumulato debiti da capogiro, si consumò la rottura tra Piccirillo e il suo allora mentore. Ma ad Orta di Atella il motto “a volte ritornano” si tramuta spesso in “quasi sempre ritornano”. Non a caso Brancaccio, nonostante la condanna per associazione mafiosa, transazioni in Svizzera per tangenti da 330mila euro (inchiesta Gmc) e anni di carcere, di fatto nell’ultimo trentennio non ha mai mollato la presa sulla città. Del resto i giudici, come si legge nelle sentenze, lo definirono “il padrone di Orta di Atella”.

Antonino Santillo

L’ESITO SCONTATO DELLA POLITICA VENDICATIVA
Ed ecco che il sodalizio Piccirillo-Brancaccio si è riproposto alle comunali del 2023 e si è rafforzato 2 anni fa quando è iniziato il repulisti in maggioranza con la rottura con ben 3 forze di governo (Fare Democratico, Orta al Centro e Svolta Civica) ed è poi culminato con la mozione di sfiducia per disarcionare Giuseppe Massaro da presidente del civico consesso, blitz miseramente fallito in assise. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 la furia vendicativa di Brancaccio ha creato il deserto attorno a Santillo. Fin quando il sindaco ha obbedito ai diktat di Coraggio-Orta Prospettiva Futura l’amministrazione ha vivacchiato. Appena Santillo ha puntato i piedi ha subito anche lui lo stesso trattamento degli altri alleati di governo fatti cadere come birilli. Ecco quindi l’esito scontato di ieri. Con lo strappo dei brancacciani il sindaco ha perso il sostegno dell’ultimo pilastro della maggioranza ed è stato costretto a dimettersi per la terza volta in tre anni. Un triennio in cui i problemi della collettività sono stati totalmente trascurati con cittadini allo stremo per la mancanza anche dei servizi essenziali.

Anna Cirillo, Nicola Russo, Raffaella D’Ambrosio nella redazione di Italia Notizie

GLI EX CORAGGIO I PRINCIPALI COLPEVOLI
Il risiko politico che ha condotto Santillo al capolinea è inoppugnabile. Sotto gli occhi di tutti ci sono anche i responsabili del disastro amministrativo. A detta degli oppositori il vero sindaco di Orta di Atella era tornato a essere Brancaccio. Al netto del gioco tra le parti c’è un punto solare: Coraggio-Orta Prospettiva Futura ha occupato quasi tutti i posti di potere, con l’indicazione di due assessori, di cui uno vicesindaco, del presidente dell’Acquedotti e finanche di un componente del comitato tecnico-scientifico della società idrica. Sul piano politico-amministrativo gli ultimi 2 anni sono stati senza ombra di dubbio nel segno dei brancacciani, che si sono occupati di settori strategici come quelli dell’urbanistica, dell’ambiente, del cimitero e delle politiche sociali. E se Santillo si è dimostrato un pessimo sindaco, si accettano smentite, il gruppo Coraggio-Orta Prospettiva Futura è allo stesso tempo il principale colpevole di un fallimento secondo soltanto ai danni incalcolabili prodotti dalle amministrazioni che hanno dato il là alla selvaggia cementificazione del territorio. Allora il sindaco era Brancaccio. Secondo gli avversari nell’ultimo biennio il sindaco ombra era lui. In ogni caso il suo schieramento gestiva la gran fetta del potere.

Il solito ridicolo scaricabarile

Il giochetto ridicolo di scaricare tutte le colpe su Santillo è meno credibile di una favoletta per bambini. La fascia tricolore ha sicuramente deluso tutte le aspettative, ma non meno gravi sono le responsabilità di Coraggio-Orta Prospettiva Futura. Supera ampiamente i confini della farsa il tentativo dei brancacciani di apparire come turisti svedesi in gita in città negli ultimi 2 anni. Erano loro il fulcro dell’amministrazione nell’ultimo biennio. Sono loro i correi del totale fallimento politico-amministrativo. Un conto è la realtà virtuale, dove si possono raccontare balle spaziali in continuazione, altra storia è la realtà vera pagata a caro prezzo dalla collettività.

Si potrebbe tornare al voto nel 2027

LE FUTURE ALLEANZE BANCO DI PROVA
Se, come sembra, Santillo non ritirerà per la terza volta le dimissioni da sindaco, su questo terreno si giocherà il futuro di Orta di Atella. Chi si propone come il nuovo che avanza deve dar conto ai cittadini delle alleanze alle prossime comunali. “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, è il discrimine della classe dirigente del futuro. Coloro che hanno condotto la città nel baratro hanno un nome e cognome. Che anche nella primavera 2027, data del voto, resteranno impressi nella mente degli elettori. Serve un vero salto di qualità. Un radicale cambio di paradigma. Altrimenti il motto indigeno “quasi sempre ritornano” diventerà ancora più deteriore: “Ritornano sempre perché non vogliono mollare l’osso”. Neppure all’alba dei 70 anni.

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