di Mario De Michele

Verba volant, scripta manent. In un discorso al Senato romano Caio Tito suggeriva prudenza nello scrivere perché se le parole facilmente si dimenticano gli scritti possono sempre formare documenti incontrovertibili. Evidentemente Antonino Santillo non conosce l’antico senatore, né la frase divenuta nel tempo un proverbio popolare. Le ragioni delle sue dimissioni da sindaco di Orta di Atella sono impresse per iscritto su un documento a sua firma depositato al protocollo del Comune. Ne riportiamo fedelmente il nucleo: “… a seguito della “sfiducia” manifestata con atti amministrativi, del tutto legittimi, da parte del capogruppo consiliare “Orta al Centro” nei confronti di due assessorati, di cui uno di diretta espressione del suo medesimo gruppo, considerato che nessuna comunicazione o dichiarazione ufficiale, in merito a detta “sfiducia”, mi è pervenuta da nessun gruppo consiliare di maggioranza, dichiara di rassegnare le proprie dimissioni”. A futura memoria e come prova irrefutabile pubblichiamo in basso la lettera d’addio del primo cittadino, datata 21 gennaio 2024. Niente di criptico. Tutto chiaro. Il riferimento di Santillo è alle due richieste, anch’esse protocollate, di Raffaele Lampano di accesso agli atti amministrativi su una serie di provvedimenti riguardanti gli assessorati ai Lavori pubblici e alle Politiche sociali. Nell’ambito di una legittima attività di “sindacato ispettivo” il capogruppo di Orta al Centro chiede chiarimenti su importanti questioni che potrebbero presentare gravi lacune sul piano della trasparenza e delle legittimità. E inutile dire che l’iniziativa di Lampano trae origine da dubbi e sospetti sull’operato dei due settori chiamati in causa. I goffi tentativi di sminuire tale iniziativa non fanno altro che alimentare ulteriori dubbi e sospetti. Anche in questo caso pubblichiamo in basso, a futura memoria e come prova irrefutabile, le due richieste del capogruppo di Orta al Centro. Partiamo dai Lavori pubblici, assessore Andrea Villano, che è anche vicesindaco. Lampano chiede la seguente documentazione: elenco dei lavori finanziati e appaltati facendo data dal 01/06/2023 a oggi; elenco dei professionisti incaricati ai lavori appaltati e non facendo data dal 01/06/2023 a oggi; elenco dei progetti cantierabili e da appaltare. Il capogruppo di Orta al Centro chiede inoltre di “sapere perché alcuni lavori pubblici già appaltati non sono ancora iniziati e quali sono le motivazioni per cui le figure professionali da incaricare non sono stati nominati dall’ufficio LL.PP”. I sospetti, ripetiamo legittimi, di Lampano si concentrano in particolare sulle modalità di affidamento degli incarichi professionali. In altre parole, come sono stati scelti i tecnici che dovranno vigilare sui lavori pubblici in corso e su quelli futuri? Una sottolineatura che sottende un sospetto devastante: l’ipotesi che gli incarichi professionali siano stati affidati con un metodo clientelare, per non dire politico-affaristico. Arriviamo alle Politiche sociali. Oltre alla rendicontazione delle attività socio-educative svolte a favore dei minori come da determina n. 87 del 27/12/2023 del settore servizi sociali e culturali, Lampano vuole sapere “quali criteri sono stati adottati per la scelta delle associazioni facente parte del cartellone Natalizio 2023 e se tale settore ha provveduto ad indagini di mercato come contemplato dalle normi vigenti”. Richiesto anche “l’elenco degli sponsor e le relative rendicontazioni delle associazioni che hanno partecipato al progetto Natalizio 2023”. In questo caso nel mirino dell’esponente di Orta al Centro è finito l’assessore Pasquale Pellino di Coraggio. Anche qui l’attività di sindacato ispettivo presuppone una serie di irregolarità. Del resto, se non si trattasse di vere e proprie accuse non si comprenderebbero le ragioni che hanno indotto Santillo a dimettersi, visto, lo ripetiamo, che lui stesso motiva il suo addio facendo riferimento alle richieste di Lampano. Prima di inoltrarci negli eventi successivi, cioè il ritiro delle dimissioni, ci chiediamo, come del resto tutti i cittadini, se e quali chiarimenti sono stati forniti a Lampano dopo 15 giorni dalle sue richieste. Al momento non vi sono tracce. Come se nulla fosse avvenuto o peggio ancora nascondendo tutto sotto il tappeto. Ora tocca a Santillo. Il 31 gennaio 2024 fa dietrofront e torna pienamente in carica. A futura memoria e come prova irrefutabile pubblichiamo in basso le motivazioni del ritiro delle dimissioni. Balza agli occhi, suscitando sconcerto, che il sindaco non si sofferma, nemmeno di striscio, sulle richieste di Lampano. Com’è possibile? Il casus belli alla base del clamoroso gesto del primo cittadino è cancellato con un tratto di penna. Eppure, nonostante l’inaccettabile dimenticanza, per usare un eufemismo, Santillo ha l’ardire di scrivere giustificando il suo passo indietro quanto segue: “Il tutto, ove mai ce ne fosse bisogno di ribadirlo, nella massima legalità e trasparenza, accompagnate da equità e giustizia sociale. Tanti, forse anche troppi, professano tali valori. Ma anche in questo caso, io, preferisco nell’impegnarmi quotidianamente a praticarli!”. Alla faccia della legalità e della trasparenza! L’accesso agli atti di Lampano va proprio nella direzione della legalità e della trasparenza. Perché non se ne parla? Cosa si vuole celare? C’è del marcio? Nessuna risposta da parte di Santillo. Che preferisce i proclami propagandistici, peraltro indigesti e stucchevoli, e ha il coraggio di rivendicare i risultati raggiunti dalla sua gestione. Per ritornare sul pianeta Terra dovrebbe chiedere ai cittadini cosa ne pensano del suo operato. Basta un aneddoto divertente e emblematico: in una classe di liceo frequentata da quasi tutti studenti ortesi c’è stata un’ovazione quando i discenti hanno appreso dai cellulari che il sindaco si era dimesso. Oltre a elencare i mirabolanti, in verità fantomatici, risultati amministrativi Santillo bacchetta i ribelli: “Al netto delle belle parole scritte nei comunicati, si continua in atteggiamenti prevaricatori che, con la forza dei soli numeri, vorrebbero “condizionare” l’agenda politica”. A parte che in democrazia i numeri sono tutto, quello che lascia sgomenti è che il primo cittadino non risponde affatto al grido di allarme criminalità lanciato da tre gruppi composti in totale da 9 consiglieri comunali, la maggioranza del civico consesso. Orta al Centro, Coraggio e Nuova Immagine hanno detto in modo inequivocabile che c’è il rischio di “condizionamenti esterni”. Alla luce del ritorno sul territorio di una palese pressione camorristica anche i polli hanno compreso la fondatezza delle preoccupazioni di Orta al Centro, Coraggio e Nuova Immagine. Solo Santillo e il suo braccio destro, il cugino Gianfranco Piccirillo, non avvertono alcun rischio. Chissà perché? Forse il perché si sa. Verba volant, scripta manent. A futura memoria.

IL DOCUMENTO DI DIMISSIONI DI ANTONINO SANTILLO

LE RICHIESTE DI ACCESSO AGLI ATTI DI RAFFAELE LAMPANO

LE MOTIVAZIONI DEL RITIRO DELLE DIMISSIONI

Dopo 10 giorni di attenta analisi, confortato dalle centinaia di messaggi di solidarietà ed attestati di stima dei miei concittadini, – si legge nel documento – ho deciso, con la serenità che ha contraddistinto ogni mia scelta, di ritirare le dimissioni. Tanto c’è da fare ed Orta ed anche questa brevissima “pausa”, alla fine, si è rivelata utile per procedere più spediti; l’atto delle dimissioni non è stato sintomo di resa, ma un voler deliberatamente piegarsi per prendere la rincorsa. Abbiamo ereditato una situazione “disastrosa” e di questo ne eravamo consapevoli. In pochi mesi, però, con forza e determinazione, assumendoci anche delle grandi responsabilità (cosa non sempre scontata), abbiamo messo due punti fermi: è stato dichiarato il dissesto finanziario, congelando e riducendo una situazione debitoria che andava al di là di ogni più pessima previsione, ed abbiamo approvato definitivamente il PUC redatto dalla triade commissariale. Strumento che mette ordine e che, soprattutto, dopo anni di vicissitudini giudiziarie e politiche, con inchieste, scioglimenti e cadute di amministrazioni, ridona quella onorabilità offuscata nel tempo, non tanto al sottoscritto o agli amministratori in generale, ma alle istituzioni che ci onoriamo di rappresentare e, quindi, all’intero popolo ortese, dandoci così la possibilità di riprendere un rapporto collaborativo con tutti i livelli istituzionali sovraccomunali, per affrontare le tantissime questioni da anni irrisolte, fra cui la questione urbanistica. Nonostante le oggettive difficoltà e con un organico ridotto all’osso, in questi mesi, sono partiti i lavori che a breve porteranno alla riapertura del Parco giochi di via Verdi, della “Palestra Villano”, dei campi da tennis attigui allo stadio comunale, dei campi di bocce. Non meno importanti i progetti di digitalizzazione degli uffici comunale ed i lavori di efficientamento energetico degli immobili comunali, già in corso di esecuzione. Stanno, poi, per iniziare i lavori di rifacimento di diverse strade comunali. Sono stati, inoltre, intercettati 5.6 milioni di euro di nuovi finanziamenti per l’edilizia scolastica, e tanto altro è già in cantiere anche in sinergia con i Comuni limitrofi. Non amiamo fare proclami e questo, nella società dell’apparire, potrebbe rappresentare un vulnus. Stiamo lavorando, però, sin dal giorno di insediamento, in sordina e con grande spirito di abnegazione, esclusivamente per la città ed a breve inizieranno a palesarsi i primi frutti, sempre senza proclami, perché preferiamo i fatti ai comunicati. Sotto il profilo politico, al contrario, si è verificata una escalation di confronti, discussioni per arrivare a frizioni e situazioni conflittuali che non aiutano nella delicata attività amministrativa e che, sicuramente, non interessano i cittadini, sempre più disorientati da atteggiamenti privi di logica. Accettando la candidatura ero consapevole delle sfide che mi attendevano, non solo amministrative. Costruire una coalizione quanto più inclusiva possibile che contribuisse al superamento delle innegabili lacerazioni sociali, prima che politiche, presenti sul territorio, significava allargare a sensibilità anche assai “diverse” fra di loro, con l’impegno, però, da parte di tutti, di mettere gli interessi di Orta prima di tutto. Una coalizione che rappresenta la stragrande maggioranza delle forze politiche e sociali presenti sul territorio. Stando, però, anche a quanto si legge in questi giorni, le divergenze fra alcune componenti della maggioranza non sono ancora superate. Cambi di casacca, rimodulazioni di gruppi consiliari, tavoli di trattative fra due, tre o quattro gruppi che vengono modificati a seconda dell’obiettivo da raggiungere, poco o nulla hanno a che vedere con i problemi di Orta e con la Politica intesa come servizio per la collettività. Al netto delle belle parole scritte nei comunicati, si continua in atteggiamenti prevaricatori che, con la forza dei soli numeri, vorrebbero “condizionare” l’agenda politica. È evidente, quindi, che la maggioranza uscita dalle elezioni ha bisogno ancora di ulteriore tempo per chiarire, sviscerare e, mi auguro, superare le divergenze politiche, al contrario, Orta non ha tempo. Per questi motivi andrò in Consiglio Comunale, unico luogo deputato alla discussione ed al confronto, per verificare se godrò del sostegno di una maggioranza che, seppur numericamente ridotta, possa garantire maggiore affinità e speditezza, sia dal punto di vista politico che progettuale; l’azione di governo va necessariamente rinvigorita nella sua capacità di affrontare in tempi rapidi e senza esitazione le importantissime sfide che ci attendono. Il tutto, ove mai ce ne fosse bisogno di ribadirlo, nella massima legalità e trasparenza, accompagnate da equità e giustizia sociale. Tanti, forse anche troppi, professano tali valori. Ma anche in questo caso, io, preferisco nell’impegnarmi quotidianamente a praticarli!

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