Aversa, Oliva attacca Matacena soltanto dopo essere stato silurato dalla giunta. Troppo facile così

Con un lungo e polemico post sul suo profilo Facebook Alfonso Oliva chiede scusa agli aversani e sferza Franco Matacena, che poco prima ha revocato tutte le deleghe in giunta al suo ormai ex vicesindaco (clicca qui). Un’uscita di scena resa ancora meno dignitosa dal tentativo di scaricare tutte le colpe sul primo cittadino, come se Oliva in questi anni fosse stato un turista svedese i gita al municipio e non la seconda carica politica dell’amministrazione comunale. Questione di stile.
Ecco il testo del commento social di Oliva. “Chiedo scusa agli Aversani, ho sbagliato! Ho sbagliato, quale coordinatore della lista Aversa Italia, con circa 2000 voti, nello scegliere di appoggiare Francesco Matacena sindaco. Ho sbagliato quale vicesindaco indicato dalla coalizione a non dimettermi prima di questi 24 mesi.
L’ho fatto per Aversa, l’ho fatto per i miei elettori: ho provato con la mia esperienza politica a generare bene comune, a far comprendere al sindaco quali errori ed orrori politici ed amministrativi stesse commettendo e perpetuando, l’ho fatto per 24 mesi ma ora basta!!!
Dico basta ad un sindaco amministrativamente incompetente, nemmeno per un giorno consigliere comunale, che non ha alcuna cognizione di come si indirizzi e governi una coalizione che lo ha onorato di essere eletto, sebbene abbia riportato meno voti delle liste della coalizione stessa.
I suoi consiglieri dell’ordine mi avevano avvisato l’indomani delle elezioni: Matacena, fine oratore, è l’icona della ipocrisia, che dice sempre sì a tutti ma poi si è rivelato l’esatto opposto del proprio profilo di whatsapp: “non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te stesso” : machiavellicamente, ha sistematicamente pensato a metterci, sin dopo pochi giorni, gli uni contro gli altri: per lui viene prima la poltrona e l’indennità.
Un sindaco che ha navigato a vista: ad oggi non ha alcuna cognizione amministrativa e politica rispetto agli indirizzi da assegnare al segretario generale (ne ha cambiati 3 in 24 mesi). In 24 mesi i dirigenti, a cui ha chiesto, inascoltato!!, di trasferirsi al secondo piano, restano privi di spunti programmatici politici, stanchi di ascoltare la storiella della sua infanzia nella bottega paterna; in 24 mesi non ha modificato nulla nella pianta organica di un Ente per questo deficitario, determinando il collasso di alcune aree ed acconsentendo addirittura, con una pianta organica sottodimensionata, a che due dipendenti, un dirigente ed un funzionario, possano andare a lavorare presso altri enti: tutto ciò in danno degli aversani e senza alcun confronto politico.
24 mesi senza un interpartitico, senza una riunione di maggioranza e con rari preconsigli, convocati last minute ad un giorno dal consiglio stesso e solo per “contarsi”: un sindaco urlatore che in prossimità delle assemblee civiche, colto dalla paura di non avere i numeri, ha messo in scena violente discussioni con consiglieri comunali e prove di ribaltone, con telefonate a consiglieri di minoranza per restare a galla.
24 mesi in cui il sindaco del Comune di Aversa non ha firmato gli atti senza che la sua babysitter / commissario ad acta, gli avesse dato il placet.
24 mesi in cui mi sono ritrovato in una giunta in cui nessuno, tranne un ultimo caso tecnico, avesse mai fatto l’assessore prima, non conoscendo nemmeno il nome dei dirigenti o le relative aree di appartenenza, ma percependo l’indennità, per imparare il ruolo, a discapito degli aversani
24 mesi in cui Matacena ha determinato il commissariamento dell’ambito socio sanitario, di cui Aversa è capofila e finanziamenti persi.
24 mesi in cui non è stato in grado di nominare le commissioni sismiche scadute da anni.24 mesi senza che il consiglio comunale abbia vagliato un solo regolamento, tutti appantanati nelle commissioni consiliari a causa dei veti incrociati.
24 mesi in cui i coordinatori delle liste che lo hanno fatto eleggere, che mi hanno indicato ed onorato quale vicesindaco della coalizione, non sono mai stati convocati per condividere un indirizzo politico, una delibera dell’esecutivo, una nomina assessoriale o qualsiasi provvedimento politico.
24 mesi in cui ha nominato assessori 2 amici di vecchia data, che sono si sono dimessi dopo poco senza nemmeno salutarlo.
24 mesi in cui ha politicamente, alcuni anche personalmente, mortificato tutti i coordinatori delle liste, i capigruppo, i presidenti di commissione, rendendoli di fatto inutili.
24 mesi in cui ha consentito che due propri assessori si candidassero alle regionali, contemporaneamente in due schieramenti differenti, determinando la frantumazione delle preferenze, senza appoggiarne nemmeno uno.
24 mesi in cui l’opposizione ed i social gli hanno dettato gli interventi d’urgenza nei settori dell’ambiente e dell’igiene urbana.
24 mesi in cui quotidianamente, talvolta urlando, ha messo in discussione le qualità personali e l’operato del presidente del consiglio, urlando e diffamandolo in ogni dove, che lo avrebbe fatto pentire di essere nato, salvo votarlo alle provinciali per paura di essere sfiduciato”.

Senza fare il suo nome Oliva fa polemicamente riferimento a Federica Turco, capogruppo di Noi Aversani. “Ecco questo è l’unico motivo per cui è ancora sindaco (con la s minuscola volutamente!) perché è incollato alla poltrona ed all’indennità. È eterodiretto da qualche consigliera che gli gestisce i social e addirittura whatsapp: finanche la chiusura delle scuole, per l’allerta meteo, deve avere il preventivo placet!
In 24 mesi ha tentato di metterci gli uni contro gli altri, utilizzando di volta in volta taluni giornalisti, fino a nominarne uno in giunta,
professionista perbene che stimo tantissimo, di cui mesi prima però ne aveva detto peste e corna, anche pubblicamente, chiedendo agli uffici di non farlo più accedere alla casa comunale. Il falso borghese che è in lui, teme la critica sui social media e sulla carta stampata e pertanto non ha mai difeso un proprio assessore in 24 mesi, pretendendo invece, qualche settimana fa, che tutti si schierassero con lui allorché la minoranza, giustamente, lo ha attaccato con manifesti e post. I dirigenti ed il segretario generale sono ancora increduli: ha tentato in ogni modo di non intitolare il tribunale di Napoli Nord al magistrato Numeroso, precisando che fosse Raffaele, membro della assemblea costituente, il meritevole, salvo poi chiedere in due giorni il verbale di commissione e la delibera di giunta, per salire sul palco e, ipocritamente, leggere il discorso davanti al Presidente del Tribunale, ai parenti ed al Procuratore Capo.

Oliva annuncia le sue dimissioni, ma in realtà era già stato revocato da Matacena. “Dico basta a tutto questo ed altro, che non dico ancora, ma sono pronto, in caso di smentita ad un confronto pubblico. Mi dimetto perché non voglio più avere a che fare politicamente con questo sindaco, mi dimetto perché non sono mai stato legato alle poltrone ed alla indennità, mi dimetto perché per 24 mesi, lavorando giorno e notte e sottraendo tempo agli affetti ed alla mia professione, credendo di poter contribuire ad un cambiamento da dentro, stavo assecondando ciò che ho sempre combattuto in politica, scusatemi Aversani. Un consiglio ai cari Colleghi di coalizione, soprattutto ai più giovani e neo eletti, abbiate un sussulto di dignità, di amor proprio e di rispetto verso la città: ridate parola agli elettori perché la vera ricchezza è rimanere fedeli ai propri principi senza mai tradirili. Ed ora, con la nomina di vicesindaco SI APRA IL MERCATO DELLE VACCHE!”.

È troppo facile attaccare Matacena e una parte della maggioranza dopo essere stato revocato dalla giunta. La vendicativa sortita social di Alfonso Oliva rende ancora meno decorosa la sua cacciata dall’esecutivo.

 

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