Cesa, sfornata di licenze edilizie per i sottotetti: altri affari per gli imprenditori amici. E i 2 Stelle incassano prebende per figli e figliuole

Si chiama variante in corso d’opera alla segnalazione certificata di inizio attività. Si legge via libera ai sottotetti. È una licenza edilizia che autorizza la realizzazione delle mansarde. In genere viene richiesta dagli imprenditori del mattone che hanno già costruito immobili su più piani. Altro cemento, altri affari per coloro i quali sfruttano ogni millimetro di cubatura a disposizione per fare soldi. Negli ultimi mesi il comune di Cesa sta dando l’ok a numerose varianti alle Scia. Tra i beneficiari figurano anche nomi illustri. Sostenitori di vecchia data e novelli supporter del sindaco Enzo Guida e della sua coalizione, convertitisi sulla via di Damasco perché è molto più redditizio stare con chi vince. Inutile opporsi e perdere profitti. Meglio allinearsi e guadagnare denaro. È il libero mercato, bellezza! Il pesce grosso mangia quello piccolo. E per diventare sempre più grandi servono guadagni a 7 cifre da reinvestire nel settore immobiliare e da mettersi in tasca per vivere da nababbi.

Pratiche edilizie a raffica

Certo, beneficiano della sfornata di sottotetti anche alcuni proprietari di piccoli immobili. Ma l’esclusiva sugli affari d’oro spetta sempre e comunque ai costruttori edili che grazie alle varianti alla Scia trasformano decine di sottotetti in mansarde abitabili, quindi vendibili come appartamenti. Alla questione tecnica, ovvero se le licenze siano tutte in regola, o meglio se i progetti presentati all’ufficio tecnico comunale fotografino il reale stato dell’arte dei palazzi, si intreccia il tema della vicinanza dei “mattonari” all’amministrazione locale. La linea di demarcazione tra il lecito e l’illecito è molto sottile. Sul piano legale l’unica strada per stoppare eventuali irregolarità è il ricorso al Tar contro i permessi di costruire entro 60 giorni o al presidente della Repubblica entro 120 giorni dal rilascio delle concessioni.

Sul terreno politico il discorso cambia. Fare 1+1 è molto semplice: basta dare un’occhiata ai nomi delle ditte che hanno ottenuto le licenze edilizie per realizzare i sottotetti e collegarli ai loro titolari. Quello che emerge è un quadro palmare: si tratta sempre, o quasi, di imprenditori legati da anni alla classe dirigente o approdati a ridosso dell’ultima campagna elettorale alla corte di Guida e company. Si dirà: “Se tutti i costruttori edili stanno con l’amministrazione comunale è ovvio che a beneficiare delle licenze edilizie siano quelli orbitanti nel cerchio tragico”.

Enzo Guida

L’osservazione è legittima. Ma apre un altro capitolo nero. Per la prima volta nella storia delle comunali di Cesa tutti gli imprenditori locali si sono ammucchiati sotto la bandiera della lista Solo Cose Belle. A sventolare il vessillo di Guida & co. c’erano sia i tifosi decennali, quelli che hanno fatto affari d’oro monopolizzando il settore edile con la realizzazione di grandi complessi immobiliari, sia i “convertiti” dell’ultim’ora, stufi di restare fuori dai giochi e smaniosi di sedersi a tavola. Tra i “convertiti” al guidanesimo personaggi che fino a pochi giorni prima del voto consideravano il sindaco uscente, poi riconfermato per la terza volta, peggio del demonio. Per riportare le loro definizioni di Guida sarebbe necessario il bollino rosso. D’un tratto il demonio si è trasformato in angelo. E miracolosamente i sottotetti si sono trasformati in mansarde. È stata la mano di dio, direbbe Paolo Sorrentino.

Un comizio di Cesa in Comune

Accanto a Cesa in Comune gli imprenditori del mattone che sono scesi in campo si contano sulle dita di una mano e non si arriva al mignolo. Per di più si sono dimostrati piatti vuoti in termini elettorali. Un esempio su tutti: Nicola Valente e Gino Salpa sostenevano da 2 anni prima del voto il candidato Eugenio Oliva. Risultato? Si è piazzato agli ultimi posti della lista di Giuseppe Oliva. In pratica quei pochi costruttori di Cesa in Comune schieratisi con Cesa in Comune non hanno portato neppure un bicchiere d’acqua al mulino dello stimato medico. Non solo pochi, ma nemmeno buoni a creare consenso. Senza dimenticare che Valente e Salpa si sono riposizionati sul fronte avverso soltanto dopo la rottura con Guida con il quale erano andati d’amore e d’accordo per molti anni. Forse anche per questo gli elettori hanno voltato le spalle a loro e a Oliva.

Sottotetti a go-go

Chiudiamo ripartendo da sopra. Dai sottotetti. Saranno trasformati in mansarde abitabili. Chi ha realizzato complessi immobiliari con decine di unità si frega le mani. Ce ne occuperemo facendo come sempre nomi e cognomi. E ne vedremo delle brutte. Nel frattempo il comune scodellerà altri permessi di costruire, rilasciati sulla scorta delle varianti in corso d’opera alla Scia. In attesa della definitiva quadratura del cerchio: la variante al Puc annunciata da Guida, guarda caso, prima delle elezioni. Si chiamano solo cose belle. Si legge altre colate di cemento. Tanto che sarà mai se nei prossimi 20 anni un padre di famiglia non potrà costruire la casa al figlio. Vuoi mettere l’edilizia domestica con l’edilizia speculativa?

E poi vuoi mettere una parte di 5 Stelle di Cesa, poveretti frustati e semianalfabeti, con quelli di Roma? Mentre Giuseppe Conte giustamente si batte contro Elly Schlein per la leadership del campo largo, i duestellati locali fanno da scendiletto al dem Guida in cambio di incarichi e progetti Gol per figlio e figliuola (memorabile doppietta), affini e amici. Pecore da tastiera che nella vita virtuale si atteggiano a improbabili rivoluzionari e nella vita reale si accontentano utilitaristicamente delle briciole.

Mario De Michele

Ultime notizie

Sequestro di crediti d’imposta per 153 milioni a società di Alfredo Guerri, presidente della Juve Stabia

Crediti d'imposta ritenuti illecitamente generati e ancora giacenti nei cassetti fiscali, per quasi 153 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza...

Parlamento & Governo