Altre schermaglie? Forse. Ma decisione in dirittura d’arrivo. Elly Schlein puntella gli ultimi tasselli prima di varare la nuova segreteria nazionale del Pd. Il “contemporaneo” Marco Furfaro è un nome praticamente certo. Il 42enne deputato toscano, già portavoce della mozione Schlein al congresso, è in pole come braccio destro della neo leader dem. Poi c’è il campano Marco Serracino, anche lui occupa uno scranno a Montecitorio, legatissimo al neo capogruppo al Senato Francesco Boccia. A ruota la sardina Mattia Santori. Poi tante donne. Ai nastri di partenza Chiara Gribaudo che vuole “il partito del lavoro, della lotta contro le ingiustizie e la crisi climatica. Nel team di Enrico Letta aveva la delega ai giovani. In corsa Michela Di Biase, deputata di AreaDem con uno sponsor di peso, il marito Dario Franceschini. Molto probabilmente ci sarà spazio anche per i candidati alle primarie: Gianni Cuperlo e Paola De Micheli. Prima del traguardo la Schlein dovrà superare l’ultima curva a gomito: quanti e quali posti concedere a Stefano Bonaccini. Domani è previsto il faccia a faccia per confezionare la segreteria. Sui numeri c’è una condivisione di massima: un terzo del gruppo dirigente spetterà agli uomini del governatore dell’Emilia Romagna. Sui settori di competenza la partita è più ostica. Lo sconfitto alle primarie vuol far pesare l’esito dei congressi dei circoli che lo hanno visto primeggiare con 20 punti di vantaggio sulla Schlein. La donna del rinnovamento non vuole dare troppo potere ai bonacciniani. Ma non vuole nemmeno rischiare di iniziare la nuova stagione del partito con la guerra in casa. Si troverà una mediazione. Da sfogliare un’altra rosa con tante spine: il nome del commissario del Pd della Campania. In queste ore circola quello del senatore Walter Verini. Una figura di garanzia. Un galantuomo della politica, ben visto da tutti. Forse troppo moderato per l’area Boccia. Il commissario uscente dei dem campani spinge per fare piazza pulita: “Mettere nell’angolo cacicchi, sultani e signori delle tessere”. Altrimenti detto: buttafuori per Gennaro Oliviero, argine bello alto ai consiglieri regionali, e infine, ma non per ultimo, il ridimensionamento di Vincenzo De Luca. Il governatore ha il destino segnato. No al terzo mandato. Priorità assoluta all’accordo con i 5 Stelle alle regionali del 2025. I pentastellati hanno dato ampia disponibilità a una condizione: la rottamazione di De Luca. L’altro commissariamento in ballo, quello del Pd di Caserta, ha già trovato sbocco: Susanna Camusso guiderà i democrat di Terra di Lavoro. E proprio il lavoro non sarà per nulla semplice. Dovrà depurare il partito da Oliviero e company, protagonisti assoluti dell’assalto alla diligenza durante il tesseramento. La senatrice sarà un commissario sceriffo. Accompagnerà fuori dalle mura del Pd i dopatori seriali della platea degli iscritti. Gli stessi che alle ultime politiche sono andati al mare durante la campagna elettorale. Chi erano i capilista dem? il casertano Stefano Graziano e… Susanna Camusso. Nemesi storica.

Mario De Michele

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