Il provvedimento vale 4,3 miliardi in più per il 2012. Il peso maggiore è legato all’aumento dell’Iva che passa dal 20 al 21% e varrà 4,2 miliardi a regime. Dal 2014 aumenta l’età delle ‘pensioni rosa’. I super-ricchi pagheranno un 3% in più: dal contributo di solidarietà in arrivo 53,8 mln nel 2012.

Dare attuazione concreta alle città metropolitane, che comprenderebbero una grande città e i comuni che ad essa sono strettamente legati, e dare vita alle unioni dei comuni, ‘enti intermedi’ le cui funzioni verrebbero disciplinate dalle Regioni: sarebbe questo, secondo indiscrezioni, il disegno al quale starebbe lavorando in queste ore il Governo in vista, domani, del disegno di legge costituzionale per l’introduzione del principio del pareggio di bilancio nella carta costituzionale e l’abolizione delle Province.

L’aumento dell’Iva, così come imposto dal governo, è un boomerang molto pericoloso, che rischia di affossare i consumi e di innescare nel contempo una drammatica spirale inflazionistica colpendo l’economia di tutto il paese e soprattutto il tessuto produttivo e sociale nelle aree deboli del Sud, dove gli interscambi sono ridotti a lumicino e le imprese hanno l’acqua alla gola”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, responsabile delle politiche territoriali del Pd.

“Un governo e una maggioranza nemici delle donne perché per costruire bilanciamenti ed accordi fra loro, la cosa più facile è stata quella di rendere più presente il colpo alle lavoratrici”. Così il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito alle novità in tema di pensioni contenute nel maxiemendamento alla manovre che prevedono un anticipo al 2014 dell’innalzamento dell’età pensionabile anche delle donne dei settori privati a 65 anni.

Il contributo del 3% sui redditi oltre i 300mila euro non si applica ai dipendenti e ai pensionati d’oro per i quali resta invece il taglio del 5% della quota di reddito superiore ai 90mila euro e del 10% quella eccedente i 150mila euro (come previsto dalle precedenti manovre). Lo si legge nel maxiemendamento alla manovra di ferragosto su cui il governo ha posto la fiducia. Con l’aumento di un punto dell’aliquota Iva del 20%, passata al 21% per una famiglia con due figli a carico gli aggravi vanno da 60 euro a 124 euro per le fasce di reddito più altre. È la stima fatta dalla Cgia di Mestre

 

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