Stefano Bonaccini ha un problema. Si chiama Elly Schlein. C’è poco da dire. La leader di Open Pd infiamma il popolo. Mobilita. Entusiasma. Trascina. Oltre 2mila persone hanno intasato piazza Testaccio a Roma (foto in basso). Un bagno di folla straordinario e inatteso in epoca di astensionismo alle stelle. Ha ragione Francesco Boccia, sempre al suo fianco: “È l’unica speranza per il centrosinistra e per il Paese”. Elly è vista come la vera novità. Stefano è la conservazione, l’apparto dem. Il governatore dell’Emilia Romagna si porta dietro una valigia piena di contraddizioni. La sua avversaria viaggia leggera come una libellula. In partenza sembrava un match da 6-0, 6-0. Oggi, a una settimana dalle primarie del 26 febbraio, l’esito è tutt’altro che scontato. Il serve & volley di Schlein paga. Giorno dopo giorno mette a segno punti. Sicuramente vincerà almeno un set. Il gioco da fondo campo di Bonaccini non piace agli spettatori. La gente è stufa del tatticismo. Non digerisce più l’ambiguità. Vuole proposte cesellate con la massima precisione. Il presidente dell’Emilia Romagna rischia di finire nella terra di nessuno, preso a pallate dalla Schlein. Che non sbaglia un colpo. Va sempre all’attacco. Corpo in avanti. Racchetta esplosiva. Bonaccini è talmente sulla difensiva da lisciare il pelo alla Meloni. Se nel partito è super favorito nella consultazione aperta è più debole. Presta il fianco a chi predica e pratica il rinnovamento. Per una volta cambiare tutto per cambiare davvero. La conservazione contro il cambiamento. Non c’è partita. Nei prossimi otto giorni Schlein sarà sempre sotto rete. E piazzerà smash in continuazione lasciando il segno sul campo. Bordate al corpo. Ribattere sarà difficilissimo. Bonaccini da vincitore incontrastato a raccattapalle? Sono le primarie, bellezza!

Mario De Michele


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