di Mario De Michele

Facciamo chiarezza. Gli articoli di Italia Notizie sul Parco Arcobaleno di Orta di Atella hanno alimentato, com’era ampiamente prevedibile, una serrata discussione sui gruppi Fb locali. Ragionare su questioni complesse sui social genera sempre confusione. Ai giudizi liquidatori si sommano critiche destituite di ogni fondamento. C’è chi inquadra alla perfezione il problema e chi finisce rovinosamente fuori strada. Il nostro intento è stato solare fin dall’inizio: da un lato abbiamo registrato che la sentenza del Consiglio di Stato, con la conferma dell’annullamento del permesso di costruire sancito dal comune nel 2008, rende di fatto abusivo il complesso residenziale di 250 appartamenti per la mancanza, appunto, del titolo edilizio, dall’altro abbiamo auspicato un approccio serio e deciso da parte dell’amministrazione Santillo rispetto una tematica di difficile soluzione ma che deve essere affrontata rifuggendo dalla tentazione di scaricare le responsabilità sulle precedenti gestioni politico-amministrative senza indossare quindi i panni di Ponzio Pilato. A scanso di equivoci, la mettiamo giù in modo semplice: la complessità del problema dal punto di vista urbanistico non deve far alzare subito bandiera bianca agli attuali amministratori che, a nostro avviso, si devono far carico della delicata questione cercando una soluzione per scongiurare il rischio che oltre mille persone siano cacciate dalle proprie abitazioni, acquistate con il sudore della fronte. Adesso è tutto chiaro? Italia Notizie è schierata accanto ai residenti per un motivo ovvio: si tratta di famiglie che non hanno alcuna colpa, che hanno fatto e continuano a fare sacrifici enormi per avere un tetto sulla testa per sé e i propri figli. Chi potrebbe puntare l’indice contro di loro? Noi certamente no. Speriamo di aver sfamato i leoni da tastiera che senza aver colto il senso dei nostri precedenti articoli ci hanno definito “gentaglia” e cose simili. Ma il nodo cruciale è un altro. Parteggiare per i proprietari non serve a risolvere il problema, soprattutto di fronte a sentenze della magistratura, in questo caso amministrativa, che lasciano poco spazio a interpretazioni. Che fare? Serve una strategia chiara dell’amministrazione comunale. Altra premessa, pleonastica, ma trattandosi di Orta di Atella è sempre meglio spazzare via ogni dubbio: qualsiasi soluzione urbanistica deve indossare la corazza impenetrabile della legalità. Ma accanto alle difficoltà tecniche viaggia di pari passo la tematica sociale. Non serve un mago esperto per comprendere che l’eventuale acquisizione al patrimonio comunale del Parco Arcobaleno, con la cacciata dei legittimi proprietari, scatenerebbe una rivolta popolare. L’ingiustizia è insopportabile: centinaia di famiglie perderebbero la casa dopo aver pagato fior fior di quattrini dovendo in molti casi ancora scontare i mutui. Come si esce dal cul de sac? Il sindaco Santillo dovrebbe agire su un doppio binario: da un lato esperire tutte le soluzioni urbanisticamente legittime, dall’altro aprire un tavolo tecnico-politico con enti sovracomunali, poiché la problematica ha anche risvolti di ordine pubblico. Nei precedenti articoli di Italia Notizie non abbiamo fatto altro che sollecitare la squadra di governo ortese ad agire e a farlo in fretta e con strumenti concreti. Mettere la testa sotto la sabbia sarebbe la condanna a morte dei residenti del Parco Arcobaleno. Siamo certi che qualche spiraglio urbanistico si possa aprire. Nello stesso tempo riteniamo che il confronto, ad esempio, con Prefettura, Provincia, Regione e anche Governo possa rafforzare eventuali soluzioni tecniche che spettano agli uffici e agli esperti del comparto. Non basta ribadire che i proprietari degli appartamenti non c’entrano nulla. Non è sufficiente gridare allo scandalo. Serve una via d’uscita. Un ruolo lo deve giocare anche la Real Estate dei fratelli Aprovitola. Il permesso di costruire è stato annullato alla loro società edile. Non possono far finta di nulla. È facile incassare un bel mucchio di soldi e poi scappare quando le cose si mettono male. Ma non è corretto. E probabilmente non è nemmeno legalmente sostenibile. Insomma gli attori in campo sono tanti. La palla ora è nelle mani di Santillo e company. È il momento delle scelte. Quelle difficili. Su queste si misura il livello politico-amministrativo di chi governa. Su queste si decidono le sorti della città. Speriamo di essere stati chiari.

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