Stavolta la battaglia di Salvatore Lettera e Francesco Pezone è completamente sbagliata. I due consiglieri di opposizione del gruppo misto Pensiero Comune hanno definito “scandalosa” la decisione dell’amministrazione griffata Ernesto Di Mattia di assegnare i contributi comunali per il trasporto disabili in base al reddito. La maggioranza ha indetto un avviso pubblico per l’erogazione dei fondi in base all’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Una decisione saggia pienamente condivisibile. Demagogica ed iniqua la posizione di Lettera e Pezone: “Il maldestro tentativo di discriminare i diversamente abili in base alle condizione economiche è veramente di cattivo gusto, la disabilità non ha connotazioni economiche e tutti devono essere uguali”. Ma quale discriminazione? Suvvia, non scherziamo. È sacrosanto prevedere un tetto per l’assegnazione dei contributi. Cosa c’entra l’uguaglianza dei disabili con il reddito? Ovviamente sono tutti uguali. Il tema è un altro: è giusto che anche i nuclei familiari con un reddito molto alto debbano beneficiare dei fondi comunali? Assolutamente no. Le famiglie che devono accudire una persona con disabilità non sono tutte uguali. Quelle ricche non sono come quelle meno abbienti. Quindi è più che giusto stabilire un criterio economico per l’erogazione dei contributi. La distribuzione a pioggia danneggia fortemente i nuclei familiari con risorse minori. Dando i fondi a tutti, anche a quelli ricchi, si penalizzano le famiglie che stentano ad arrivare a fine mese perché si riducono le risorse. Favorire anche i più possidenti significa dare meno soldi a quelli più poveri. La distribuzione dei contributi in base all’Isee, con i dovuti controlli, è una scelta politica precisa: aiutare le fasce sociali più deboli. Non si tratta di una discriminazione tra i disabili, come strumentalmente voglio far apparire Lettera e Pezone, ma di equità sociale. I due esponenti evidenziano inoltre un rilievo di natura amministrativa: “L’avviso pubblico viene emesso in palese violazione del regolamento comunale che disciplina il concorso alle spese di viaggio dei soggetti diversamente abili residenti a Sant’Arpino dove non viene fatta menzione alcuna delle condizioni economiche degli stessi”. Su questo punto i membri di Pensiero Comune hanno ragione. Il regolamento approvato con delibera di consiglio comunale n. 29 del 16/07/2018 non prevede nessuna attestazione Isee. Il sindaco Di Mattia e l’assessore alla Politiche sociali Loredana Di Monte avrebbe dovuto proporre la modifica del regolamento. Ma questo non c’entra con le modalità di erogazione dei fondi. Chi ha un reddito di 100mila all’anno non può essere trattato come chi percepisce un reddito annuo di 8mila euro. Egregi consiglieri Lettera e Pezone, scandalosi sono i contributi comunali a pioggia, retaggio della Prima repubblica.

Mario De Michele

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