Cesa, si lavora alla nuova giunta: dentro Guarino e Villano, in bilico Marrandino. I Moderati vogliono la delega di vicesindaco

Smaltita la sbornia elettorale per la straripante vittoriale alle comunali di Cesa Enzo Guida e la coalizione di centrosinistra si sono dati appuntamento per dopodomani (sabato 30 maggio) per avviare il confronto sulla nuova giunta. Per un cammino più agevole il sindaco avrebbe sperato in un risultato migliore di Stella Perfetto per dare maggiore forza ai candidati in quota Pd. A complicare i piani del promo cittadino gli ottimi, e forse inattesi, piazzamenti di Cesario Villano e Francesca D’Agostino, che hanno raggiunto rispettivamente il terzo e il quinto posto della lista Solo Cose Belle. Al netto dell’esito delle urne, che è la base di partenza, Guida dovrà tenere presente soprattutto l’accordo preelettorale siglato con i partiti e i movimenti del campo largo.

I posti disponibili nell’esecutivo sono quattro, due dei quali da riservare per legge almeno a due donne. Nella quaterna dei più votati sono entrati in ordine di piazzamento Giusy Guarino (Pd), Angela Oliva (Pd), Villano (Azione) e Alfonso Marrandino (Pd), seguito dalla D’Agostino (Moderati). Per dare al partito democratico più spazio nella giunta non è escluso che Guida indichi come criterio di nomina quello del piazzamento nella lista, riservando a D’Agostino la poltrona di presidente del consiglio.

Un comizio di Solo Cose Belle

POLTRONE E PATTI PRE-ELETTORALI
Ma difficilmente passerà la “linea dei consensi” perché, come detto, bisogna rispettare i patti siglati prima del voto che si basano sulla visibilità politica all’interno del team di governo. Se, come pare al momento, la distribuzione degli assessorati avverrà sulla scorta dei colori dei partiti che hanno dato vita al centrosinistra, almeno uno tra Guarino, Oliva e Marrandino resterà ai box. Forte del primo posto raggiunto, Guarino non è in discussione. Farà parte sicuramente della giunta anche Villano, terzo e in quota Azione. È molto probabile anche l’ingresso di Oliva, la seconda più votata in assoluto, perché un’eventuale richiesta politica dei socialisti di optare su Francesco Turco sarebbe molto debole a causa del pessimo risultato elettorale. L’assessore uscente è stato eletto per un soffio di voti piazzandosi all’ottavo e ultimo posto disponibile per entrare in assise.

Alfonso Marrandino

NODO MODERATI E PRESIDENZA DELL’ASSISE
Il vero nodo da sciogliere riguarda Alfonso Marrandino. È presumibile che Guida spinga per assegnargli il quarto scranno rimasto libero nell’esecutivo, sia perché è un esponente del Pd, sia perché ne ha sempre tessuto le lodi per il lavoro svolto nel settore ambientale, e infine anche perché si è classificato in quarta posizione. Ma l’ingresso di Marrandino determinerebbe l’esclusione di D’Agostino, ovvero dei Moderati. Una soluzione che non terrebbe conto dell’intesa politica preelettorale. Come già accennato, il sindaco potrebbe mettere sul piatto la presidenza dell’assise. Una soluzione poco gradita ai Moderati. A quel punto, per evitare di partire con il piede sbagliato e rischiare subito di perdere un pezzo della maggioranza, Guida dovrà sacrificare Marrandino, che ricoprirebbe la carica di timoniere del civico consesso, per far entrare nell’esecutivo la D’Agostino.

Angela Oliva

LE MOSSE DI GUIDA SALVA-MARRANDINO
Un altro eventuale paracadute per Marrandino potrebbe essere quello di dirottare Oliva sulla poltrona del presidente dell’assise e liberare il posto per l’assessore uscente. Una via d’uscita poco praticabile per due ordini di motivi. Il primo: alla sua prima candidatura, Oliva è stata la vera sorpresa delle elezioni. È arrivata seconda con ben 752 voti, appena 35 preferenze in meno di Guarino, vicesindaco per 11 anni di fila. Il secondo: mettere al capo del consiglio comunale una neoeletta potrebbe risultare un errore soprattutto alla luce del fatto che la nuova opposizione sarà agguerrita e intransigente, a differenza dalla finta minoranza degli ultimi anni, totalmente sottomessa a Guida e ridotta a scendiletto del Pd.

Giusy Guarino durante un comizio

DIATRIBA SUL NUOVO VICESINDACO
Sul tavolo anche la delega di vicesindaco. I Moderati non vogliono farsi cannibalizzare dai dem. Quasi certamente diranno a Guida che la delega spetta a loro, alias a D’Agostino, a discapito di Guarino. Un sindaco e un vicesindaco del Pd sarebbero troppo. Su questo punto la battaglia è meno agevole. Guarino ha quasi sfondato il tetto delle 800 preferenze. Vorrà la riconferma a braccio destro di Guida al di là degli accordi politici. Vedremo come andrà a finire.

Enzo Guida durante un comizio

Ma salvo clamorose e improbabili rotture, alla fine una soluzione indolore sarà trovata. Non conviene a nessuno rompere le uova nel paniere dopo un’esondante vittoria elettorale con il sindaco uscente che ha ottenuto quasi 1.500 voti in più del suo rivale Giuseppe Fiorillo. Ma una cosa è certa: gli alleati difficilmente consentiranno al Pd di farla da padrone. I patti sono patti. E vanno mantenuti.

Mario De Michele

 

 

 

 

 

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